Utente 207XXX
Gentili Dottori, vi scrivo per chiarire alcuni dubbi sulla situazione clinica di mia nonna.
Vi anticipo che purtroppo non potrò postare i referti nel dettaglio poiché l'intera cartella clinica è ora nell’ospedale in cui è ricoverata.
Lei ha 85 anni ed è affetta da LLC, diagnosticata 10 anni fa, ed in questi anni ha effettuato più cicli di cura a base di clorambucile, cortisonici e antibiotici.
Negli ultimi due anni è stata ricoverata diverse volte a causa di virus influenzali degenerati in broncopolmoniti, guarite dopo il trattamento effettuato in ospedale.
A maggio, oltre ad un nuovo ciclo di cura (causa massiccio aumento dei leucociti: 128 x mm3) le sono state effettuate anche tre trasfusioni a causa di un’importante diminuzione dell’emoglobina (7 g/l) e delle piastrine (< 100) in seguito alle quali i valori sono tornati nel range.
Attualmente è ricoverata da un mese per via dell’ennesima b.polmonite che stavolta pare la stia portando lentamente alla morte, in quanto resistente alle terapie antibiotiche.
Rx,Tac e broncoscopia evidenziano nodosità polmonare con aree che sembrano, a detta dei medici, quasi liquefatte; nessun segno di neoplasia.
Dall’emocromo effettuato al momento del ricovero, non sappiamo se corredato di tipizzazione, risulta che i valori dei bianchi sono “sotto controllo” ; emoglobina e piastrine erano invece molto basse perciò sono state trattate con due trasfusioni, dopo le quali l’hgb è risultata ancora bassa (val. 8 g/L) mentre le plt di nuovo nella norma.
Da lì, quindi circa una decina di giorni fa, che noi sappiamo, non sono stati effettuati altri controlli ematici. L’ematologo da cui è in cura qui a Roma (ora è ricoverata nella città in cui vive) già dopo aver ricevuto l’esito della rx polmonare ha ipotizzato una polmonite da Aspergillus e consigliato di iniziare una terapia antifungina specifica.
In ospedale non hanno seguito questa linea terapeutica e, solo dopo insistenti richieste da parte nostra, giovedì hanno aggiunto alla terapia anche il Fluconazolo.
Al momento la terapia non sta avendo alcun effetto e ieri i medici ci hanno detto che ormai le restano poche ore, senza darci alcuna spiegazione scientifica sul motivo preciso di ciò: un peggioramento della malattia? Aspergillosi? Di cosa sta morendo mia nonna? Probabilmente non lo sapremo mai.
Lei per ora resiste e questo accresce le nostre perplessità sulla possibilità di salvarla: forse si poteva fare qualcosa in più? Se avessero effettuato la terapia per Aspergillosi la situazione avrebbe avuto lo stesso epilogo?
Domani contatteremo il suo ematologo per sentire anche un suo parere e nell’attesa pongo a Voi lo stesso quesito e Vi chiedo, se possibile, delucidazioni in merito al quadro clinico. E’ possibile, sulla base di quanto riportato, avere almeno un’idea della causa di questa ormai irreparabile compromissione?
Vi ringrazio in anticipo e mi scuso per la lunghezza del messaggio.
Cordiali saluti

[#1]  
Dr. Michele Cimminiello

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Le dico subito che la tipologia di pazienti con LLC è molto complessa. Trattasi di pazienti pluritrattati, con pesante depressione del sistema immunitario. Relativamente allo stato clinico attuale (polmonite con addensamenti multipli), è uno stato importante che la espone a pericolo di vita. Che tipo di polmonite? Solo l'esame microbiologico su liquido da broncolavaggio lo può dire, ma credo che non possa esser fatto questo esame allo stato attuale. La TAC dà un grosso aiuto relativo al sospetto clinico infettivo. Se si tratta di aspergillo il Fluconazolo fa meno rispetto a voriconazolo, ma tocca esser certi che si tratta di un fungo.
Tocca comunque considerare pneumocystis e citomegalovirus, infezioni queste frequenti in questa tipologia di pazienti.
Le faccio tanti in bocca al lupo per la nonna.
La saluto
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[#2] dopo  
Utente 207XXX

La ringrazio per la risposta Dottor Cimminiello.
Purtroppo mia nonna se ne è andata nel pomeriggio.
La broncoscopia con lavaggio comunque era stata eseguita ma i risultati delle colture ci hanno detto arriveranno tra un mese, erano solo riusciti ad escludere Tbc e Legionella.
Per quanto riguarda la TAC (effettuata prima della broncoscopia) oggi il primario del reparto in cui era ricoverata ha detto che il quadro era già chiarissimo: aveva lesioni anche di 6 cm, linfonodi ingrossati e "liquefazioni" che, sebbene non riferibili a neoplasia, erano comunque segno di ormai grave compromissione.
Ha smesso di soffrire.
Grazie ancora per l'aiuto, cordiali saluti.

[#3]  
Dr. Michele Cimminiello

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Purtroppo i pazienti ematologici con LLC finiscono così, in modo non bello.

Mi dispiace. Sentite condoglianze
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