Utente 343XXX
Salve !
Ho bisogno di un aiuto ...
Mia suocera è ricoverata da due settimane presso l'Ospedale Sant'Andrea di Roma ma, nonostante si parli spesso con i medici non riusciamo a capire realmente cosa abbia.
Mi spiego meglio. E' stata ricoverata d'urgenza dopo una visita cardiologica per uno scompenso cardiaco dovuto, a quanto sembra ad una polmonite.
Nel corso dei giorni successivi, le cose non sono miglirate perchè poi è venuto fuori che aveva un rene affaticato e poi anche il cuore.
La settimana scorsa è stata sottoposta ad un intervento chirurgico perchè dopo una tac era stata riscontrata la presenza di "qualcosa" nei polmoni (prima sembravano aria ed acqua poi è stato definito pus). L'operazione è andata a buon fine nonostante si temesse il non risveglio a causa del cuore debole. Durante l'operazione sono stati rilevati degli impianti neoplastici di cui ancora però non si conosce la natura.
Per farla breve, mia suocera è in terapia intensiva da una settimana ma miglioramenti non se ne vedono. Faccio presente che ha 74 anni circa ed è arrivata in cattive condizioni per una trascuratezza generale di anni (mai fatta una visita ginecologica o approfondita di prevenzione).
Ora quel che noi temiamo è che stiano facendo dei tentativi per farla riprendere (ogni tanto le levano dei farmaci tipo lasix o farmaci per la pressione che poi le rimettono perchè non ce la fa da sola) o addirittura una sorta di accanimento terapeutico.
Ogni giorni ci ripetono sempre le stesse cose ... che la situazione è grave e che bisogna andare per piccoli passi.
Pensavamo di chiedere un consulto esterno per capirci qualcosa di più. Mi sapreste indicare come possiamo fare ? O meglio, è normale questa prassi fatta di tentativi ?
Per favore rispondetemi ...

[#1] dopo  
Dr. Salvatore Bartolotta

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Gent. Sig.ra come sempre è molto difficile ,oltre che eticamente discutibile, esprimersi e formulare pareri a distanza .

Personalmente non credo che i Colleghi romani stiano procedendo a "tentativi".

Rientra infatti nella normale prassi delle terapie intensive "svezzare" in maniera graduale il paziente da farmaci e/o apparecchiature per testare la risposta clinica.

Dal suo racconto , mi sembra di capire che la Paziente presentava delle localizzazioni neoplastiche ai polmoni con sovrainfezione, scompenso cardiaco e insufficienza renale .

Ovviamente non è possibile comprendere appieno ( a distanza) il quadro clinico della paziente, l'anamnesi e le eventuali patologie concomitanti ma dal suo racconto si evince un quadro molto grave.

Con gli scarsi dati a disposizione non potendole consigliare nessun approccio diagnostico/terapeutico mi limito a suggerirle di riporre la massima fiducia nei colleghi che hanno in cura la signora.
Le suggerisco inoltre di chiedere ai colleghi tutti i chiarimenti di cui necessita , magari ponendo le stesse domande qui formulate, vedrà che sicuramente saranno dispostissimi a chiarire i suoi dubbi e i suoi ,legittimi, timori.

Cordiali saluti

Dr. Salvatore Bartolotta

[#2] dopo  
Dr. Oreste Pascucci

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Gentile sig.ra,
concordo con il collega. In condizioni serie,gravi, è difficile per i colleghi essere più "precisi" nel riferire, in quanto l'evoluzione stessa delle condizioni cliniche e della patologia, sono difficili da prevedere.Evidentemente, si è rotto un equilibrio già precario: neoplasia già presente al momento del ricovero,infezione ai polmoni dovuta alle scadenti o "difficili" condizioni cliniche e ad un sistema immunitario evidentemente "provato" ecc ecc. Tutto ciò ha fatto precipitare un quadro clinico già "potenzialmente" compromesso dalla neoplasia polmonare ( primitiva o da metastasi?). Il collega ha pienamnete ragione quando dice che i colleghi non procedono per tentativi, ed è chiaro che le terapie variano a seconda del procedere del quadro clinico generale, delle complicanze d'organo ecc ecc.Come parenti, come persone legate affettivamente alla paziente, capisco che è una sofferenza non indifferente: improvvisa ed inaspettata malattia, peggioramento delle condizioni cliniche, scoperta di un tumore ai polmoni.. Ciò che faranno i medici è e sarà nell'esclusivo interesse della paziente ( di questo potete stare tranquilli)nel ridurre principalemnte le sue sofferenze e nel cercare di far migliorare il quadro clinico.Ciò che potetet fare voi è avere tanta forza e soprattutto la consapevolezza che si è fatto di tutto e che non era posibile prevedere ciò che le stava accadendo.Invio i miei più cordiali saluti.
Dr. Oreste Pascucci
orestepascucci@virgilio.it