Utente 179XXX
Gentilissimi Dottori di Medicitalia,
vi scrivo per chiedervi se potreste essere così gentili da aiutarmi a risolvere un dubbio, relativo ad una potenziale contaminazione da tossina botulinica.
Ho recentemente acquistato, tramite internet, dei datteri iraniani, denominati Mazafati, i quali datteri sono freschi (non essiccati), e venduti in scatolette di cartone, le quali scatolette contengono al loro interno un involucro di plastica che avvolge completamente i datteri. Questi ultimi peraltro sono fortemente addossati l’un l’altro.

Ecco un link, contenente un'immagine dei datteri da me acquistati: http://www.21food.com/products/mazafati-rotab-dates-484818.html

Purtroppo solo dopo averli acquistati mi è venuto il timore che in queste scatolette si creino le condizioni ideali per la produzione della tossina botulinica, ad opera di Clostridi eventualmemente presenti: infatti c’è una quasi totale assenza di ossigeno, i datteri non sono molto acidi (hanno un pH vicino alla neutralità), e non essendo essiccati c'è anche un discreto contenuto di acqua.

Alla luce di questa mia riflessione, vi chiedo un consiglio su come procedere: mi consigliate di buttare queste scatole di datteri che ho acquistato? Oppure ritenete che non sussista il rischio di presenza di tossina botulinica?

Vi ringrazio davvero tanto in anticipo per la vostra eventuale risposta!

[#1] dopo  
Dr. Piero Alessandro Casonato

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Sulla pubblicità da Lei presentata appare la scritta dried, perciò dovrebbero essere secchi.
Personalmente dubito che possa esserci della tossina botulinica,visto il tipo di confezione non a tenuta stagna.
Di solito sono altre le contaminazioni della frutta secca e della frutta in generale.
Comunque la tossina botulinica è termolabile , essendo di natura proteica. pertanto, se metterà quei datteri in forno a temperatura lievemente superiore a 60 ° c per pochi minuti potrà levarsi quel dubbio.
Cordiali Saluti.
Dr. piero alessandro casonato

[#2] dopo  
Utente 179XXX

Egregio Dr. Casonato,
le sono molto grato per la sua risposta.

Vorrei fare una precisazione: seppur sul sito si legga la scritta dried, in realtà i datteri da me acquistati non sono secchi come quelli tradizionalmente acquistabili nei negozi. Certo non sono acquosi come la maggior parte degli altri frutti freschi che abitualmente si acquistano qui in Italia, ma non sono neanche secchi.

Comunque, al di là del caso specifico dei datteri, vorrei sapere se, in ultima analisi, la frutta poco acida (pH vicino alla neutralità), cruda e non trattata in alcun modo, ma solo parzialmente essiccata, e contenuta in confezioni poco o per nulla arieggiate, può potenzialmente essere sede di produzione di quantità considerevoli di tossina botulinica, e quindi essere causa di insorgenza di una grave intossicazione dell'organismo?

Grazie in anticipo per la sua eventuale replica!

[#3] dopo  
Dr. Piero Alessandro Casonato

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Mah ,innanzitutto le quantità di eventuale tossina botulinica per quanto piccolissime, se ingerite , sono sempre considerevoli,dato che è uno dei più potenti veleni esistenti. Con qualche etto di tossina si potrebbe distruggere tutta la popolazione mondiale.Avevano pensato di usarla per la guerra batteriologica,per avvelenare l'acqua potabile.
Si tratta,comunque, una domanda difficile perché , a mio parere, a seconda del tipo di frutta,il contenuto di zuccheri può variare notevolmente . Come lei ben sa gli zuccheri si utilizzano come conservanti anche nelle marmellate.
Quindi ,magari,se poniamo il caso di una confezione di frutta fresca contenente un basso tenore di zuccheri, sigillata sotto vuoto in busta di nylon, in teoria potrebbe anche verificarsi quello che Lei dice.
Quanto , poi, a definirla solo grave intossicazione....
Tenga presente, che in caso avvelenamento botulinico la sopravvivenza è assai difficile.
Per fare un esempio,la rabbia,malattia piuttosto rara,ma pur sempre presente ai nostri confini,ha una letalità del 100%, se uno si ammala,è garantito che muore.
La prevenzione consiste anche nell'evitare di esporsi a situazioni di rischio.
Cordiali Saluti.
Dr. piero alessandro casonato