Utente 330XXX
Buona sera,
Ringrazio anticipatamente per i consigli che mi saprete dare.
Svolgo come mansione il carabiniere e spesso mi trovo ad affrontare turni massacranti che comunque mi modificano il sonno. Ad esempio, mi trovo a dover affrontare un giorno lo 00.00-06.00, magari il giorno dopo devo fare un 10.00-16.00, poi un 18.00-24.00, poi un 05-11. Insomma, non ho mai orari fissi e regolarità e trovo molta difficoltà ad essere riposato e a mantenere sempre alta l'attenzione in quanto il mio corpo fa fatica ad abituarsi ai continui cambiamenti di orari lavoro/sonno (che comunque sono sempre diversi e non si ripetono secondo uno schema preciso). Sapete indicarmi qualche consiglio per regolarizzare il riposo? La mattina ci si dovrebbe svegliare sempre alla stessa ora (anche se lavoro il pomeriggio ad esempio)? E ancora, dopo un turno 00/06 mi consigliate di dormire di più o di svegliarmi sempre all'ora prefissata?
Grazie per i preziosi consigli che mi saprete dare.

[#1] dopo  
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli

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Gentilissimo utente,
è molto difficile darLe consigli pratici, perchè il problema più importante del lavoro a turni è proprio l'eccessiva variabilità e turnazione.E' molto meglio tenere un turno anche molto disagevole per tempi prolungati che non cambiare così spesso come capita a Lei. L'organismo infatti non ha il tempo di abituarsi e viene sottoposto a uno stress notevole. Bisognerebbe mantenere lo stesso turno almeno per 15 giorni, se non oltre.
Se proprio non riesce ad avere turni più regolari, cerchi di mantenere il più possibile gli orari di addormentamento e sveglia e gli atri orari ciclici (per esempio l'ora dei pasti).
Cerchi sempre di riposare in un ambiente confortevole, senza luce o rumori.
Eviti cibi o bevende che possono disturbare il sonno (alcol, caffè, te forte, ecc.). Eviti il fumo o altri stimolanti.
Eviti di mangiare troppo abbondantemente o cibi poco digeribili prima di addormentarsi e lasciando un congruo tempo per la digestione prima di coricarsi (almeno 1 ora).
Di più non saprei dirle, ma non si aspetti miracoli, purtroppo la Sua situazione è molto pesante di per se.
Se può provi a parlarne con il medico dell'arma che Vi segue, manifestando le Sue preoccupazioni, soprattutto nel mantenere un buon livello di attenzione e una buona performance psicofisica quando è in servizio, con i conseguenti pericoli per se e per gli altri quando questo non può avvenire.

Cordialmente,
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli