Utente 918XXX
ho avuto gravi problemi relazionali con capi e colleghi derivanti sia da reclami contro ingiustizie e irregolarità sia da ripetute e ininterrotte confidenze manesche.Ho vissuto varie situazioni di isolamento collettivo alcune delle quali per aver preso distanze e in secondi momenti biasimato oralmente manatine varie dei colleghi.Mi dà fastidio che un collega,sia pure donna,mi si rivolga mettendomi la mano sulle ginocchia o sui bassi fianchi e mi si appiccichi senza motivo per lavorare assieme facendolo apparire come una necessità di lavoro,una giusta e doverosa confidenza o,all'estremo,un atto di sottomissione verso il collega + anziano.COme naturale evoluzione di queste vicinanze e manatine non mi sono stati evitati gesti + pesanti quali manate sul fondoschiena,episodi per i quali mi sono arrivati rimproveri orali dal direttore che mi disse'ma Lei non si fa toccare neanche dalle donne'.Per sentito dire e visto fare da altri colleghi e persone conosciute in internet,le confidenze manesche assillano i neoassunti:è praticamente impossibile iniziare il lavoro senza passare per quella via.Sui giornali si leggono spesso articoli sulle tendenze lesbiche e molestie sul lavoro,di codici antimolestia già a cominciare dai discorsi volgari.Reputo di aver avuto un gravissimo danno psicologico da questi contatti fisici mai voluti e impostami dapprima per il mio precariato e in seguito per l'ordinaria convivenza quotidiana.Per non parlare dei discorsi ossessivi volti a convincermi di essere da psichiatra per non volermi la manatina della collega che potrebbe essere mia madre,di avere problemi relazionali gravissimi sfocianti nel psichico per volere le distanze dai colleghi come dagli estranei.Non ho mai rimproverato nè allontanato colleghi che cortesemente mi mettono la mano sul braccio o sulla spalla,ma mani su gambe ,basso ventre, bassi fianchi e oltre mi danno seri fastidi.Addirittura in certi ambiti le palpate mi sono state imposte come regola di inserimento nel gruppo a fini lavorativi.Non mi sono mancati nemmeno approcci degli uomini:il mio primo tutor mi si appiccicava a un mm tutte le volte e già il primo giorno di tutoraggio mi chiese il bacino.La mia riservatezza mi proibì di cedere a un gesto simile e lui di sua autorità mi baciò la mano.Oltretutto questo tutor,che si mostrò sempre offeso per il rifiuto dei suoi bacini che a suo dire erano manifestazioni affettuose,mi diede giudizio negativo per l'aspetto relazionale e mi consuntivò con tanto di prove ufficiali metà lavoro effettuato.La nuova direttrice mi ha rimproverato che quando un collega mi si avvicina non succede nulla,mossa evidentemente dalle voci sul mio conto.Recentemente diversi colleghi fanno apposta ad avvicinarsi tirandosi su i pantaloni,colleghe,anche tra le + educate, mi chiedono la taglia di biancheria intima.Sembra impossibile legare senza entrare nell'intimo di un collega:se voglio toccare perchè non il braccio o la mano e subito le gambe e il resto?Se voglio fare un regalo perchè non il mazzo di fiori ma mutande e lingerie?Affrontai una collega che mi invitò a andare dallo psichiatra per questa repulsione alle confidenze fisiche invitandola a farsi dare le stesse manate dalle stesse colleghe + anziane e mi rispose sdegnata che ci mancherebbe,non lo farebbe mai,ma insisteva ancora che io dovevo accettarle.Lei,in cambio,accettava regalini del tipo mutandine rosse mai indossate dalle colleghe.Insomma,i colleghi sono una sorta di pseudofamiliari che possono prendersi queste confidenze?Il non saper farsi palpare dev'essere ostacolo così grosso sul lavoro pena l'emarginazione?E' impossibile lavorare senza andare sul fisico?Questo lavaggio del cervello veramente assillante sulle palpate che non mi devo permettere di qualificare come sesso ma come affetto e sano scherzo continua quotidianamente concretandosi in una sorta di addestramento ai + elementari contatti:quando consegno qualcosa molti colleghi mi toccano di proposito la mano come se avessi bisogno di un'educazione al contatto fisico.Come già detto,non che io reputi anche la mano sulla mano un gesto di quel tipo ma capisco che c'è l'intenzione di correggere quello che è per tutti il lato storto della mia personalità abituandomi ai + canonici contatti.I colleghi sembrano come dei dottori che devono curare la mia psiche malata e raddrizzare la mia deviazione relazionale,toccandomi anche solo di sfuggita innocuamente per convincermi che non c'è nulla di male o palpando altri in mia presenza perchè standoci tutti io non devo essere l'unica pecora nera.Preciso che lavoro in un ufficio pubblico e non in un teatro e tantomeno in un bordello o in una caserma.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signora,
è meglio che reinvii il suo post nella sezione di Psicologia.
Riceverà senz'altro utili consigli

Cordialmente
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo
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[#2] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Si rivolga pure al medico competente per una eventuale consulenza psicologica di sostegno.

Cordialmente
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#3] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Si rivolga pure al medico competente per una eventuale consulenza psicologica di sostegno.

Cordialmente
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro