Utente 259XXX
Salve!
Nel 2010, in seguito ad esposizione a basse temperature (neve) con indumenti assolutamente inadatti e con repentini e ripetuti (per diversi giorni) sbalzi di temperatura dal molto freddo al molto caldo, dopo alcuni giorni, ha iniziato a svilupparsi una dolorosissima macchia blu sulla punta dell'alluce sinistro, anche al di sotto dell'unghia ha iniziato a svilupparsi una macchia, anche questa dolorosissima, se non tenevo il dito al caldo mi faceva malissimo. Una dottoressa mi ha prescritto una crema al cortisone e un'altra crema, mi pare per prevenire infezioni. Il tutto si è risolto nel giro di circa 15 giorni, tuttavia su quell'alluce è rimasta una particolare sensibilità al freddo, tanto che con le basse temperature l'unghia tende a diventare scura.
Il medico di base mi ha detto che questo è frutto dell'insulto termico che quel dito ha subito, comunque dato che ho i piedi molto sensibili al freddo da quando sono bambino mi ha fatto fare un'ecocolordoppler agli arti inferiori e il medico che ha eseguito l'esame mi ha detto che ho le arterie pedidie di calibro filiforme, ha detto che non è niente di patologico, ma che sono fatto così e ha aggiunto che queste arterie sono filiformi particolarmente a sinistra, sarà una coincidenza ma quando fa freddo prima diventa freddo il piede sinistro e poi il destro, quando i piedi si riscaldano prima si riscalda il destro e poi il sinistro. I piedi mi diventano freddi anche a temperature relativamente alte (tipo 19/20 gradi) se sto fermo per molto tempo, ad esempio sdraiato sul divano, ripeto che è una cosa di cui soffro da quando ho memoria e quando succede i piedi oltre ad essere freddi sono anche sudati.
Secondo voi è normale che dopo l'insulto termico subito mi sia rimasta questa particolare sensibilità al freddo su quel dito (se fa molto freddo e sto fuori per parecchio tempo tende anche a perdere leggermente la sensibilità) tanto che l'unghia diventa più scura?
Il fatto che le arterie pedidie siano di calibro filiforme influisce sulla sensibilità al freddo?
Le mani, al contrario dei piedi, non sono per niente sensibili alle basse temperature.
Aggiungo che faccio diverse volte all'anno le analisi del sangue (VES, emocromo con formula, funzionalità epatica e renale, poi mi fanno quell'esame delle proteine con la tabella, scusate ma non ricordo come si chiama, glicemia, colesterolo, trigliceridi, ecc.) tramite l'AVIS e tramite la medicina del lavoro e non ho valori fuori norma.
Grazie in anticipo se saprete darmi un vostro parere.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
se le sue arterie pedidie sono ipoplasiche (cioè filiformi) con dx>sn è ovvio che di base il suo circolo dell'avanpiede sia molto soggetto a tutti i fattoti che causano vasocostrizione, primo fra tutti la temperatura.
D'altro canto se le tibiali posteriori di entrambi i piedi non mostrano anomalie, nè di calibro e nè di flusso che le sarebbero state segnalate, non ha granchè da fare se non evitare accuratamente il freddo con scarpe adatte, calzini adatti ed evitare tutti i farmaci che provocano vasocostrizione periferica (per esempio i beta bloccanti).
Al primo dito nel 2010 si è fatto un banale "gelone" ed è probabile che quel dito sia perfuso meno degli altri e quindi più sensibile agli stimoli vasocostrittivi.
Se non ha episodi spontanei, non si può parlare di Malattia o Sindrome di Raynaud nè primitiva nè secondaria.
Esistono farmaci che possono alleviare il suo problema. Specie in inverno.
Tipo la pentossifillina o piccole dosi di calcio antagonisti: ma ovviamente di questo deve parlare con l'Angiologo di fiducia o con il Curante.
Se vuole mi tenga informato.

Buona giornata,
Dott. Caldarola.

[#2] dopo  
Utente 259XXX

Buongiorno dottore e grazie!
Quindi il calibro ridotto delle mie pedidie può effettivamente essere la causa dei miei problemi?
Non ho mai chiesto che mi venisse prescritto un farmaco per questo problema, ci convivo tranquillamente sapendo che devo coprirmi e tenermi caldo più delle altre persone.
Mi era stato detto che quello che mi ha colpito nel 2010 era un gelone, non ho capito se è normale che dopo questo evento il dito sia rimasto più sensibile e l'unghia cambia colore con il freddo... Quando lei dice che quel dito è perfuso meno degli altri intende dire che è a causa del gelone che è rimasto meno perfuso?
Non capisco poi cosa intende dire quando scrive che "se non ho episodi spontanei" non si può parlare di sindrome di Raynaud... So cosa è la sindrome di Raynaud, non ho capito cosa intende per episodi spontanei.
La ringrazio nuovamente se vorrà chiarirmi questi aspetti.
Cordiali saluti.

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
è possibile che quel dito sia rimasto più sensibile dopo la lesione da freddo o che anatomicamente abbia una vascolarizzazione ulteriormente carente.
Per episodi spontanei di Sindrome di Raynaud intendo quelli che si verifichino in condizioni in cui non c'è nè freddo nè gelo.
Infine se lei con una adatta protezione riesce a risolvere il suo problema ai piedi, i farmaci sono inutili.

Cari saluti e buona domenica,
Dott. Caldarola.

[#4] dopo  
Utente 259XXX

Con il problema dei piedi sensibili al freddo ci convivo da quando sono bambino, quindi anche per questo non ho mai pensato di chiedere al medico la prescrizione di un farmaco, cerco semplicemente di coprirmi bene, di comprare calzature e calzini adatti, e quando fa proprio freddo sopporto il fastidio di percepire i miei piedi freddi, ma dato che non sento dolore porto pazienza, non è un fastidio così grosso. Quando invece diventano freddi perché sto fermo a lungo, come dicevo quando magari sono sul divano fermo, mi muovo un po' e passa, ma questo credo che sia un problema di circolazione che stando fermi rallenta molto.

La Sindrome di Raynaud mi è stata spiegata durante un corso di sicurezza e salute sul lavoro, il relatore ha divagato un po' e ha parlato del problema che hanno gli operai che usano il martello pneumatico, che appunto possono andare incontro a questo problema.
Non credo sinceramente di avere questa sindrome. Io non ho episodi improvvisi di sbiancamento delle dita, solo quando fa molto freddo e sto fuori a lungo il famoso dito tende ad impallidire e a perdere sensibilità, ma come ho detto non è una cosa che succede all'improvviso (se ad esempio metto il piede nell'acqua fredda non succede nulla, a parte all'unghia come le dicevo, da quando ho avuto il gelone) e comunque mai e poi mai succede con il caldo, inoltre la pelle non diventa blu, non diventa rosso una volta riscaldato e non provo mai dolore. Il medico di base inoltre ha detto che quasi sempre il fenomeno di Raynaud, primario o secondario che sia, parte dalle mani e a volte vengono coinvolti i piedi in un secondo tempo. Non so se lei sia d'accordo con quanto ho scritto...

Comunque la ringrazio molto della sua disponibilità e le porgo cordiali saluti.

[#5] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Buongiorno,
francamente non capisco la Sua replica.
Io le ho detto che nel suo caso NON si può parlare di fenomeno di Raynaud, nè primitivo nè secondario .
Il suo medico del lavoro ha illustrato una forma di Raynaud secondaria all'uso del martello pneumatico o di qualunque strumento vibrante per lavoro che può provocare un Raynaud secondario alle mani a causa di un vasospamo indotto dalle vibrazione (sindrome da vibrazioni mano-braccio).
Ovviamente non è il suo caso.
Quindi si tranquillizzi, continui a proteggere i piedi come ha sempre fatto, non prenda farmaci e passi una Buona domenica.

Dott. Caldarola.



[#6] dopo  
Utente 259XXX

Benissimo dottore, è stato molto chiaro.
Grazie ancora e buona domenica anche a lei.
Cordiali saluti.