Utente 178XXX
Buongiorno, circa un anno fa vi scrissi per un consulto che riporto qui virgolettato

"24/10/10 Buongiorno, ho 34 anni e soffro da circa 10 anni di depressione endogena, sono stato ricoverato due volte nel reparto di psichiatria dell'ospedale della mia città ed ora sono seguito da uno psichiatra e da uno psicologo; assumo ogni giorno 1 pastiglia di serupin, una di trilafon e 20 gocce di talofen. Per questo mio disturbo ho perso diversi lavori oltre alla speranza di un futuro. Avrei diritto con questo tipo di patologia ad entrare nelle liste del collocamento mirato?.
Ringraziando porgo i miei distinti saluti."

Ora gli specialisti da cui sono seguito privatamente da un anno e mezzo mi hanno detto che non si tratta di depressione endogena (i due certificati di dimissioni dal reparto psichiatrico dichiarano nel 2005 depressione atipica e nel 2007 reazione depressiva), bensì di disturbo delirante paranoideo accompagnato da depressione.
Le riporto in elenco la terapia che assumo da un anno:

zarelis 150, 1 al mattino
neuleptil 5 gocce al mattino più dieci al pomeriggio
trilafon 8 mg 1 al mattino e 1 alla sera
gabapentin 300 1 a cena
talofen 20 gocce prima di coricarsi
mirtazapina 30 mg 1 prima di coricarsi
Inoltre per le fasi acute mi è stato prescritto zyprexa 10 mg 1 al mattino e 1 alla sera

Inoltre circa sei mesi fa un improvviso grave lutto familiare con relativa depressione endoreattiva grave.

Purtroppo la mia situazione lavorativa non è migliorata, ed ora ci sono anche le difficoltà oggettive di dover gestire anche una terapia (a mio parere) impegnativa; di conseguenza chiedo di nuovo se avrei diritto (non solo teorico) ad entrare nelle liste del collocamento mirato e in base a quali criteri la commissione valuta il caso.

Ringraziando per il tempo dedicato alla lettura, porgo distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

per aver diritto all'inserimento nelle liste speciali per il collocamento mirato, attivate presso gli Uffici del lavoro competenti, è necessario in primo luogo avere il riconoscimento della condizione di "invalido civile" con una percentuale superiore al 45%.
Successivamente è necessario richiedere alla apposita Commissione (che in pratica è la Commissione per l'accertamento dell'invalidità civile, integrata da un medico specialista nella patologia dell'interessato, e da un operatore sociale), operante presso la ASL di residenza, la certificazione attestante le capacità lavorative residue ai sensi della Legge 68/1999.
Le capacità lavorative residue vengono individuate dalla Commissione, tenuto conto delle infermità da cui è affetto l'invalido, oltre che delle sue attitudini lavorative e professionali.

Distinti Saluti.

Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 178XXX

La ringrazio per le tempestive delucidazioni