Utente 301XXX
Gentili medici, vi spiego in breve la mia storia.
In Luglio è stato diagnosticato un Glioma ad un mio parente.
A fine luglio viene operato con successo (almeno a quanto dicono i medici) e si scopre che il glioma era un glioblastoma.
Viene dimesso e, dopo la prima settimana di assesto, riprende la sua vita quotidiana.
Gli viene prescritto un breve ciclo di radioterapia di un mese che comincia più di un mese dopo l''operazione per colpa dei medici.
Prima dell''inizio della radio, a circa tre settimane dall''ultimo controllo, non gli vengono fatti ulteriori accertamenti.
Dopo un paio di settimane dall''inizio della terapia ha una ricaduta che si manifesta con spossatezza, mancanza di appetito, mal di testa e nausee.
La terapia viene interrotta e in quella settimana gli sono stati fatti degli accertamenti che hanno evidenziato una macchia di non meglio definita natura nei polmoni (a seguito di una radiografia) e valori totalmente sballati alle analisi (per esempio emocromo molto sotto il minimo).
La settimana successiva non riusciva più a deambulare autonomamente. Con i medici della struttura presso cui era in terapia è stato concordato il ricovero due giorni dopo la data del consulto, consulto al quale lui non era presente per ovvi motivi. La notte prima del ricovero, non è più in grado di muoversi coerentemente.
L''indomani mattina, al momento del ricovero, i medici si accorgono che la situazione era ben più grave di quella che credevano e viene trasportato d''urgenza in terapia intensiva in fin di vita.
A causa di un grave quadro epatico, non è stato possibile eseguire alcuna diagnosi oltre le analisi al sangue e una radiografia.
Dopo solo 4 giorni di ricovero, è deceduto per insufficienza epatica.
Si suppone sia dovuto ad una metastasi (o comunque una massa tumorale) che gli ha distrutto il fegato e si stava espandendo nel resto degli organi interni, ma nessuna diagnosi certa ci è stata data.
I medici stessi dell''ospedale in cui è stato ricoverato in terapia intensiva, diverso da quello in cui ha eseguito la radioterapia, si sono stupiti per la velocità con cui questo presunto tumore si sia diffuso e abbia ucciso il paziente (appena 2 settimane dall'inizio dei sintomi e dopo solo due mesi dall'operazione).
Controllando le analisi eseguite prima dell''operazione al cervello in effetti i valori delle transaminasi erano nella norma.
Vista la "stranezza" della situazione, è mio interesse agire per vie legali per determinare se e dove ci siano delle responsabilità.
In base a tale descrizione su quale delle tante, a mio parere, leggerezze mediche potrei appigliarmi?
Potrebbe essere un problema il fatto che infine si è optato per non effettuare l''autopsia e che quindi non abbiamo certezza su cosa abbia causato l'insuffic

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
20% attualità
20% socialità
()

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2010
Spett.le Utente,
l'esame autoptico sarebbe stato di importante ausilio per stabilire la causa dell'insufficienza epatica, oltre che a determinare la diffuzione della patologia neoplastica.

Per poter verificare se esistono i presupposti di un'eventuale colpa medica, a questo punto è necessario un esame attento ed approfondito del caso con tutta la documentazione sanitaria disponibile, per il quale potrà rivolgersi ad un medico legale di Sua fiducia.


Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]