Nesso causale ernia del disco l4-l5 da infortunio
Salve, l’estate scorsa nel mese di luglio durante un turno a lavoro un pz bariatrico di 216kg cadeva a terra, si è reso necessario l’intervento di 5 persone per posturarlo per inserire il telo del sollevatore. Da inginocchiato spingendo lo stesso davanti a me ho avvertito una fitta alla zona lombare con aggravamento nei successivi 10/14gg, momento in cui è stato aperto l’infortunio per la situazione aggravata tanto da richiedere terapia con cortisone, lyrica e ossicodone. Lo stesso è stato respinto in quanto si è ritenuto che non avessi abbastanza dolore iniziale. Mi è stato chiesto se mai avessi avuto dolori in precedenza e ho detto che in passato ho avuto qualche dolore da postura ma sempre risoltosi da solo e non di questa portata.
La cosa strana è che nel mese di febbraio sono stato sottoposto a visita da parte del medico del lavoro con valutazione del rachide ed esecuzione test di Lasègue con esito negativo, come è possibile la completa espulsione di un disco senza sintomi premonitori nell’arco di 5 mesi tale da richiedere un intervento chirurgico a causa del continuo peggioramento? Mi viene contestato appunto il fatto che l’ernia fosse già presente prima dell’infortunio malgrado non sia mai stato sottoposto ad accertamenti diagnostici in quanto non si è reso necessario! Praticamente bisognerebbe fare una risonanza senza motivo per verificare la presenza di eventuali ernie? Ringrazio in anticipo per eventuali consigli in merito.
RM agosto 2025 Atteggiamento scoliotico sinistro-convesso del rachide lombare con rettificazione della fisiologica lordosi.
Canale rachideo di ampiezza conservata. Nei limiti la morfologia dei corpi vertebrali esaminati.
Marcatamente disidratati gli ultimi 2 dischi intersomatici. In L4-L5 assottigliato disidratato il disco
intersomatico che presenta bulging discale. Concomita ampia protrusione erniaria postero-laterale
sinistra, lievemente migrata verso il basso. Accenno a retrolistesi di L5 su S1, con pseudobulging discale,
marcatamente assottigliato. Si associano alterazioni degenerative dei piatti somatici contrapposti, di tipo
fibro- vascolare. Nei limiti il cono midollare e le radici della cauda. Non significativi rilievi a carico delle articolazioni sacro-iliache.
RM ottobre 2025
Scoliosi sinistro-convessa del rachide lombare con riduzione della fisiologica lordosi. Canale rachideo di ampiezza lievemente ridotta a livello L4-L5. Nei limiti la morfologia e il segnale dei corpi vertebrali esaminati.
Marcatamente disidratati gli ultimi due dischi intersomatici.
In L4-L5 il disco intersomatico appare assottigliato e disidratato e presenta voluminosa ernia discale paramediana e postero-laterale sinistra, con componente intra ed extraforaminale.
In L5-S1 lo spazio intersomatico è marcatamente ridotto; si osserva protrusione discale posteriore sinistra associata a segni di artrosi interapofisaria. Nei limiti il cono midollare e le radici della cauda.
La cosa strana è che nel mese di febbraio sono stato sottoposto a visita da parte del medico del lavoro con valutazione del rachide ed esecuzione test di Lasègue con esito negativo, come è possibile la completa espulsione di un disco senza sintomi premonitori nell’arco di 5 mesi tale da richiedere un intervento chirurgico a causa del continuo peggioramento? Mi viene contestato appunto il fatto che l’ernia fosse già presente prima dell’infortunio malgrado non sia mai stato sottoposto ad accertamenti diagnostici in quanto non si è reso necessario! Praticamente bisognerebbe fare una risonanza senza motivo per verificare la presenza di eventuali ernie? Ringrazio in anticipo per eventuali consigli in merito.
RM agosto 2025 Atteggiamento scoliotico sinistro-convesso del rachide lombare con rettificazione della fisiologica lordosi.
Canale rachideo di ampiezza conservata. Nei limiti la morfologia dei corpi vertebrali esaminati.
Marcatamente disidratati gli ultimi 2 dischi intersomatici. In L4-L5 assottigliato disidratato il disco
intersomatico che presenta bulging discale. Concomita ampia protrusione erniaria postero-laterale
sinistra, lievemente migrata verso il basso. Accenno a retrolistesi di L5 su S1, con pseudobulging discale,
marcatamente assottigliato. Si associano alterazioni degenerative dei piatti somatici contrapposti, di tipo
fibro- vascolare. Nei limiti il cono midollare e le radici della cauda. Non significativi rilievi a carico delle articolazioni sacro-iliache.
RM ottobre 2025
Scoliosi sinistro-convessa del rachide lombare con riduzione della fisiologica lordosi. Canale rachideo di ampiezza lievemente ridotta a livello L4-L5. Nei limiti la morfologia e il segnale dei corpi vertebrali esaminati.
Marcatamente disidratati gli ultimi due dischi intersomatici.
In L4-L5 il disco intersomatico appare assottigliato e disidratato e presenta voluminosa ernia discale paramediana e postero-laterale sinistra, con componente intra ed extraforaminale.
In L5-S1 lo spazio intersomatico è marcatamente ridotto; si osserva protrusione discale posteriore sinistra associata a segni di artrosi interapofisaria. Nei limiti il cono midollare e le radici della cauda.
Spett.le Utente,
da quanto riporta nei 2 referti di RM indubbiamente sono presenti segni di spondilo-disco-artrosi lombare, per cui a mio parere è probabile che fosse preesistente una protrusione discale L4-L5, asintomatica od oligosintomatica, che in occasione dello sforzo ha dato luogo all'ernia discale vera e propria evidenziata successivamente.
Il rigetto dell'infortunio si basa sulla latenza temporale fra l'evento (sforzo) ed il riscontro della lesione attraverso le immagini.
Può tentare, se non l'ha già fatto, il ricorso contro il provvedimento, rivolgendosi ad un Patronato per l'assistenza, ed adducendo la motivazione della "preesistente concausa di lesione" per ottenere il riconoscimento, anche se con riduzione del danno biologico effettivamente ascrivibile all'evento lesivo.
Potrebbe sussistere anche una responsabilità del datore di lavoro per non aver fatto correttamente svolgere le corrette manovre (rotazione del corpo per inserirmento dell'imbracatura del sollevapersone) per prevenire il danno da movimentazione manuale del carico, in questo caso evidentemente eccezionale.
Disitinti Saluti.
da quanto riporta nei 2 referti di RM indubbiamente sono presenti segni di spondilo-disco-artrosi lombare, per cui a mio parere è probabile che fosse preesistente una protrusione discale L4-L5, asintomatica od oligosintomatica, che in occasione dello sforzo ha dato luogo all'ernia discale vera e propria evidenziata successivamente.
Il rigetto dell'infortunio si basa sulla latenza temporale fra l'evento (sforzo) ed il riscontro della lesione attraverso le immagini.
Può tentare, se non l'ha già fatto, il ricorso contro il provvedimento, rivolgendosi ad un Patronato per l'assistenza, ed adducendo la motivazione della "preesistente concausa di lesione" per ottenere il riconoscimento, anche se con riduzione del danno biologico effettivamente ascrivibile all'evento lesivo.
Potrebbe sussistere anche una responsabilità del datore di lavoro per non aver fatto correttamente svolgere le corrette manovre (rotazione del corpo per inserirmento dell'imbracatura del sollevapersone) per prevenire il danno da movimentazione manuale del carico, in questo caso evidentemente eccezionale.
Disitinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.
[Si prega di non richiedere stime del grado percentuale di invalidità, che non possono essere fornite in questa sede]
Utente
La ringrazio per la sua gentile risposta Dott. Mascotti.
In realtà ho già fatto riscorso amministravo all’inail ed è già stata fatta una collegiale e sono stato riconvocato per avere dei chiarimenti. Ma l’Inail continua a spingere sul fatto che ritengono che non sia stato l’evento traumatico a causare questa situazione e con un aggravamento così repentino.
Sono il primo ad aver ammesso di aver avuto dei dolori lombari in passato ma tali da non necessitare alcun intervento medico o accertamento e gestiti come dei normali dolori lombari occasionali.
All’ultima visita mi è stato risposto che verrà richiesto un consulto radiologico di natura cronologica ma cosa significa?
In realtà ho già fatto riscorso amministravo all’inail ed è già stata fatta una collegiale e sono stato riconvocato per avere dei chiarimenti. Ma l’Inail continua a spingere sul fatto che ritengono che non sia stato l’evento traumatico a causare questa situazione e con un aggravamento così repentino.
Sono il primo ad aver ammesso di aver avuto dei dolori lombari in passato ma tali da non necessitare alcun intervento medico o accertamento e gestiti come dei normali dolori lombari occasionali.
All’ultima visita mi è stato risposto che verrà richiesto un consulto radiologico di natura cronologica ma cosa significa?
Spett.le Utente,
non ho mai visto utilizzare tale termine, forse perché di recente introduzione.
Informatomi, ho saputo che significherebbe ottenere una valutazione specialistica in cui il radiologo confronta esami diagnostici di immagini, eseguiti in momenti diversi, per analizzare l’evoluzione nel tempo di una determinata condizione clinica.
Piuttosto, a mio parere non è possibile utilizzare in un caso specifico, e meno che mai in infortunistica previdenziale, il principio cosiddetto dell' "id quod plerumque accidit" che viene adottato in responsabilità civile: vale a dire, non tutte le strutture corporee di tutti gli organismi si comportano nello stesso modo, e ancor più in tempi diversi la stessa struttura può comportarsi in maniera differente.
Quindi quanto può risultare da tale valutazione possa fornire più elementi di quelli già a disposizione per stabilire se vi è un nesso concausale (causale esclusivo è da escludersi) tra l'evento e la lesione.
In bocca al lupo!
Distinti Saluti.
non ho mai visto utilizzare tale termine, forse perché di recente introduzione.
Informatomi, ho saputo che significherebbe ottenere una valutazione specialistica in cui il radiologo confronta esami diagnostici di immagini, eseguiti in momenti diversi, per analizzare l’evoluzione nel tempo di una determinata condizione clinica.
Piuttosto, a mio parere non è possibile utilizzare in un caso specifico, e meno che mai in infortunistica previdenziale, il principio cosiddetto dell' "id quod plerumque accidit" che viene adottato in responsabilità civile: vale a dire, non tutte le strutture corporee di tutti gli organismi si comportano nello stesso modo, e ancor più in tempi diversi la stessa struttura può comportarsi in maniera differente.
Quindi quanto può risultare da tale valutazione possa fornire più elementi di quelli già a disposizione per stabilire se vi è un nesso concausale (causale esclusivo è da escludersi) tra l'evento e la lesione.
In bocca al lupo!
Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.
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Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 41 visite dal 03/03/2026.
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