Utente 372XXX
Buongiorno,
Volevo sapere se, qualora il genitore di un ragazzo vittima di errore medico che già era autonomo e viveva da solo, si sia prodigato a sopperire quotidianamente alla sua incapacità di provvedere agli spostamenti lavorativi, sarebbe legittima la richiesta di risarcimento dei danni morali, in virtù delle ripercussioni sulla sfera personale causate da questo impegno costante?
Se la richiesta fosse inammissibile, dovrebbe il genitore trascurare le necessità del figlio disabile per tutelare la propria persona oppure sarebbe obbligato giuridicamente a fornire il suo aiuto?

Ringrazio cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Michele Quinto

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Gentile utente, temo che i quesiti posti siano di natura giurisprudenziale piu' che medico-legale e pertanto risolvibili da un Avvocato che sia esperto in materia. I quesiti posti infatti riguardano il danno morale e l'eventuale obbligo giuridico a fornire aiuto a un figlio.
Piu' rilevante da un punto di vista medico-legale potrebbe essere la possibilita' di un danno riflesso nel familiare che pero' dovrebbe essere ampiamente documentato.