Utente 282XXX
Gentili Dottori volevo se possibile un vostro parere:paziente donna 50 anni si reca autonomamente al pronto soccorso dove i medici decidono per il ricovero ,però la paziente non gradisce la sistemazione in stanza mista ,stanza con posti letto 2, uno occupato da paziente uomo,quindi decide di autodimettersi.dopo 3 giorni su suggerimento del marito si reca nuovamente al pronto soccorso e viene ricoverata,durante la degenza durata 14 giorni la paziente decede,i medici dicono per shock settico infezione correlata al catetere venoso centrale.i patogeni riscontrati sono henterobacter cloacae ,stenotrophomonas maltophilia e il fungo candida albicans tutti e 3 riscontrati dall'aspirato endotracheale e nuovamente candida albicans dall'urinocoltura.chiesto risarcimento danni l'A.S.P nega ogni responsabilità adducendo la colpa alla paziente perché si è dimessa nel primo ricovero.la mia domanda è:accertata la responsabilità medica durante il secondo ricovero ,può l'A.S.P negare ogni responsabilità per il solo fatto che la paziente si è dimessa nel primo ricovero e nonostante nel secondo ricovero durato 14 giorni è stata accertata responsabilità medica?grazie

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

in quanto riferisce c'è qualcosa che non quadra: risulta che sia stata accertata una responsabilità medica, e poi sia stata negata ogni responsabilità.

Quindi, in primo luogo, è necessario stabilire:
- chi ha accertato la sussistenza di una responsabilità a carico dei sanitari
- quale è il danno conseguente a tale responsabilità
- chi ha negato la sussistenza di responsabilità a carico dell'ASP

Trattandosi di un caso non semplice, sarà opportuno che venga analizzato e studiato, attraverso l'esame di tutta la documentazione sanitaria e con ricostruzione delle eventuali testimonianze, da parte di un medico legale esperto in "colpa medica".

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#2] dopo  
Utente 282XXX

grazie dottor Mascotti per aver risposto,la sussistenza della responsabilità medica l'ha accertata un medico legale di parte che dopo aver visionato la cartella clinica ha detto che ci sono responsabilità.il danno nasce dal fatto che i medici hanno somministrato antibiotici dal primo giorno di ricovero dalla cartella clinica risulta che hanno chiesto l'esame dell'aspirato endotracheale ma non è arrivato nessun antibiogramma,poi nonostante per i primi 10 giorni i globuli bianchi la proteina c reattiva e la procalcitonina avevano alti valori loro proseguivano con gli stessi antibiotici e solo l'undicesimo giorno effettuavano rx torace e eseguivano l'aspirato endotracheale che dopo 3 giorni arrivava l'antibiogramma e da qui scoprono quali sono i patogeni che causano l'infezione,il giorno dopo l'antibiogramma la paziente decede.è stato inviato richiesta risarcimento danni dal marito all'A.S.P su consiglio del medico legale di parte e dopo circa 3 mesi l'A.S.P risponde negando ogni responsabilità adducendo che la colpa è della paziente perché nel primo ricovero si è autodimessa.in sostanza L'A.S.P nega ogni responsabilità (in questo caso l'infezione contratta in ospedale causa dello shock settico e del decesso)perché appunto la paziente in occasione del primo ricovero si è autodimessa.ora il marito non sa cosa fare ,da un lato il medico legale di parte gli dice di intentare causa civile contro l'A.S.P perché secondo il suo parere ci sono il 90%di probabilità di successo,dall'altra parte il marito comincia ad avere dubbi sull'operato del medico legale da lui nominato.Grazie dottor Mascotti spero di essere stato chiaro ,e di nuovo grazie

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

in questo caso la responsabilità medica è ipotizzata da una valutazione di parte, che è stata già espressa ed acquisita: per l'accertamento e l'eventuale successivo risarcimento, poichè l'Azienda Sanitaria ha respinto l'addebito, l'unica possibilità è quella di intentare una causa civile, con tutti gli oneri ed i rischi che ne derivano.

Ribadisco la necessità di uno studio molto accurato del caso, in quanto deve risultare evidente il nesso causale fra l'ipotizzata omissione (terapia antibiotica mirata dopo antibiogramma) e l'aggravamento dell'infezione ed il decesso.

Mi spiego meglio: ove la causa della morte fosse attribuibile a cause sopravvenute ed indipendenti, il nesso causale verrebbe a mancare; oppure se l'infezione fosse stata già diffusa al momento del secondo ricovero, e scarse le possibilità di successo anche con terapia antibiotica mirata, in tale caso il rifiuto del ricovero precedente potrebbe essere stato importante ai fini dell'esito infausto del decorso.

Se il marito della Signora avesse dei dubbi sulle azioni da intraprendere, può essere utile la consulenza di un altro Medico Legale, da scegliere fra quelli con esperienza in materia di "responsabilità professionale medica".

Ancora Distinti Saluti.

Nicola Mascotti,M.D.

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[#4] dopo  
Utente 282XXX

Gentile Dottor Mascotti intanto la ringrazio per l'interessamento le spiego in breve quanto accaduto:la paziente si ricovera per la seconda volta il 22-09-2014 lo stesso giorno effettuano l'aspirato endotracheale come riportato in cartella clinica ma dell'antibiogramma non c'è traccia,lo stesso giorno effettuano l'rx torace .Il giorno successivo cioè il 23-09 somministrano terapia antibiotica empirica (Linezolid e Tazocin) terapia che proseguiranno a somministrare fino al giorno 04-10.Solo il 30-09 effettuano il secondo rx torace dal quale si accorgono che la paziente ha un versamento pleurico e atelettasia,a questo punto il giorno successivo cioè il 1-10 effettuano l'esame colturale dell'aspirato endotracheale,eseguono urinocoltura e il risultato è candida albicans,solo il 04-10 somministrano Ecalta per la candida.lo stesso giorno cioè il 04-10 arriva l'antibiogramma con i seguenti risultati:Henterobacter cloacae,Stenotrophomonas maltophilia,Candida albicans.a questo punto attendono il 05-10 per sostituire la terapia antibiotica con Imipenem e Ciproxin che a detta del medico legale tale terapia è inefficace ,infatti nel pomeriggio dello stesso giorno (05-10) la paziente decede.Un grazie ancora Dottor Mascotti

[#5] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

la descrizione di quanto accaduto non consente a mio parere di rilevare elementi certi per quanto indispensabile all'ipotesi di riconoscimento di responsabilità: il nesso causale fra l'omissione di terapia e l'aggravamento ed il decesso.
Resto del parere che il caso va studiato con attenzione, sia dal Medico Legale di parte che già si è espresso, sia dal Legale cui affidare l'eventuale causa civile, e che ove sorgessero dubbi è opportuna una "second look" da un altro Medico Legale, ed un eventuale parere collegiale di entrambi.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#6] dopo  
Utente 282XXX

Grazie Dottor Mascotti,ha ragione sicuramente sarà meglio chiedere il parere di un altro medico legale per avere qualche certezza in più se andare in causa oppure no.La ringrazio moltissimo per il suo aiuto,ancora grazie