Utente 364XXX
so che certe domande, possano sembrare un controsenso con delle altre, ma sono cose che ho sentito dire, e vorrei avere delle delucidazioni al riguardo!

- quanto può percepire, di soldi, una persona che una percentuale d'invalidità, pari al 75%? e chi ha una percentuale di invalidità pari al 100%?

- chi ha il 75% di invalidità, percepisce, la stessa cifra di chi percepisce il 100%?

- chi ha una percentuale di invalidità, dove è previsto che venga percepita la pensione di invalidità civile ( da 75% a 100% ), può lavorare? oppure chi percepisce la pensione di invalidità, non ha diritto al mondo del lavoro?

- se a una persona che percepisce una pensione di invalidità civile, viene concesso di entrare a far part del mondo del lavoro, la sua pensione, continua ad essere presente, oppure viene ridotta, se non tolta? in parole povere, chi percepisce la pensione di invalidità civile, e lavora, poi percepirà la pensione di invalidità + lo stipendio lavorativo? oppure percepirà solo lo stipendio lavorativo e la sua pensione di invalidità gli viene tolta?

- una persona che ha il 100% di invalidità, può lavorare? se la vostra risposta è no:
1) spiegatene il perchè?
2) spiegatemi, come è possibile, che una persona, disabile su carrozzina ( il cui, unico problema è dipendente dalla carrozzina, ma a livello di ragionamento, ragiona come una persona normale ) egli stesso possa lavorare? inerente a questo caso appena citato, ho un'amico che, è in queste condizioni ( dipendente da carrozzina, ma parla e ragiona come una persona normale ), egli ha un'invalidità del 100%; Egli stesso, mi ha riferito, che, lavora in una ferramenta, e che percepisce la pensione di invalidità, sia lo stipendio lavorativo! secondo voi è possibile una cosa del genere?

-chi è che viene considerato inabile al lavoro?
- chi viene considerato inabile al lavoro:
1) percepisce una invalidità civile? quale percentuale potrebbe percepire?
2) potrebbe lavorare per quei tipi di lavoro, come, la Avon; la Forever; L'Erbalife, la Just, la Vorwerk, e molte, dove in alcuni di essi è possibile lavorare da casa, o che comunque sono lavori da fare consulenze porta a porta? Oppure non può fare, o non ha diritto, neanche questi tipi di lavori?

Fatemi sapere.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,
11 domande, e nemmeno tanto semplici, non sono poche per un consulto; dovrò necessariamente risponderLe in maniera estremamente sintetica.
Premessa: i quesiti riguardano l'ambito dell'invalidità civile, e non delle altre fattispecie di invalidità (INPS, INAIL, dipendenza da causa di servizio, ecc...).

- Provvidenze economiche per invalidità cile 75%
Condizioni necessarie:

età compresa fra i 18 e i 65 anni di età (in Provincia di Bolzano questa provvidenza è concessa anche ai minori in alternativa all'indennità di frequenza);
essere cittadino italiano o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
avere il riconoscimento di una riduzione della capacità lavorativa dal 74% al 99%;
disporre di un reddito annuo personale non superiore a Euro 4.800,38;
non svolgere attività lavorativa (condizione non richiesta in Provincia Autonoma di Bolzano);
Si ricorda che l'iscrizione alle liste di collocamento è possibile anche se l'attività lavorativa è minima e non comporta il superamento di un reddito personale annuo pari a 7500 euro, per lavoro dipendente, o 4500 euro per lavoro autonomo (salvo maggiorazioni regionali). Tuttavia, nel caso di superamento del limite di reddito previsto per l'assegno, pur in presenza di iscrizione alle liste di collocamento, non si ha diritto all'assegno.
L'assegno viene concesso, in assenza di iscrizione alle liste di collocamento, nel caso l'interessato sia stato dichiarato non collocabile al lavoro, oppure dimostri la frequenza scolastica.
Importo 2017: Euro 279,47 per 13 mensilità.
Provincia Autonoma di Bolzano: Euro 430,84 per 13 mensilità.

-Provvidenze economiche per assoluta e permanente inabilità lavorativa 100%:
Condizioni necessarie:
età compresa fra i 18 e i 65 anni di età;
essere cittadino italiano o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
avere il riconoscimento di un'invalidità pari al 100%;
disporre di un reddito annuo personale non superiore a Euro 16.532,10
Importo 2017: Euro 279,47 per 13 mensilità.
Provincia Autonoma di Bolzano: Euro 430,84 per 13 mensilità.

La pensione di invalidità è compatibile con l'indennità di accompagnamento riconosciuta agli invalidi civili non deambulanti o non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.
E' incompatibile con altre provvidenze concesse a seguito della stessa menomazione per causa di guerra, servizio, lavoro.

Al compimento del sessantacinquesimo anno di età, la pensione viene trasformata in assegno sociale.

- L'invalido civile (con qualsiasi percentuale, anche 100%) può lavorare, ma se supera il tetto reddituale previsto non percepisce provvidenze economiche.

-un invalido civile con inabilità al 100% ed indennità di accompagnamento può lavorare, a condizione che l'attività lavorativa sia compatibile con le condizioni cliniche, ma se supera il tetto reddituale previsto perde la pensione di inabilità, e continua a percepire l'indennità di accompagnamento.

- probabilmente la provvidenza economica che il lavoratore inabile (che usa la carrozzina e lavora in ferramenta) percepisce non è quella di invalidità civile, bensì l'assegno di invalidità assicurativa INPS.

-il concetto di "inabile al lavoro" non riguarda l'invalidità civile, bensì quella assicurativa INPS (Legge 222/84, art.2).

- l'inabile al lavoro INPS percepisce la pensione di inabilità INPS (calcolata sulla situazione contributiva) ma non può continuare a lavorare; viceversa l'invalido INPS percepisce l'assegno di invalidità (calcolato sui contributi versati) e può continuare a lavorare.

-le fattispecie di attività lavorative che gli invalidi possono svolgere sono molteplici e non soltanto il lavoro a domicilio; è tuttavia necessario che l'invalido-lavoratore venga giudicato idoneo a svolgere la mansione specifica assegnatagli dal datore di lavoro.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 364XXX

Quindi, se l'invalido non viene considerato come idoneo al lavoro, non può neanche fare quei lavori di vendita a domicilio?

Un'altra cosa che vorrei capire, come mai, lei ha citato che l'invalido, indipendentemente dalla percentuale che percepisce, come pensione di invalidità, la stessa cifra! Vorrei capire come mai un invalido al 100%, percepisce la stessa cifra di un invalido al 75%, pari a circa 280€ mensili? L'invalido al 100%, non dovrebbe percepire circa 500€ mensili?

Invece, vorrei capire una cosa.

Sottostante le pongo due casi, di due persone diverse ( che per motivi di privacy, non farò nomi )


1º caso:


Una persona, fin dalla sua infanzia, ha sempre sofferto di Epilessia; ad essa fu rilasciata l'invalidita civile, con la percentuale del 75%, usufruendo della pensione di invalidità, pari a 500/530€ ogni due mesi, e l'esenzione del ticket delle visite mediche fatte col SSN.
dopo vari anni, le crisi epilettiche cessarono, per via del trattamento farmacologico, prescrittogli, che ne blocca le crisi, evitandone la ricomparsa;
Dopo alcuni anni che le crisi non si presentarono, la persona, comincio a lavorare. Qualche mese, se non un anno, dopo che la persona era entrata nel mondo del lavoro, la sua percentuale di invalidità, gli fu abbassata, dal 75% al 60%, non avendo più diritto alla pensione di invalidità! ( non so se anche l'esenzione del ticket delle visite mediche )
Un'anno dopo questo abbassamento, la percentuale di invalidità, gli fu abbassata nuovamente, dal 60% al 50%, non avendo più diritto, ne all'invalidita civile ne all'esenzione del ticket.


2º caso:

Una persona, nella sua infanzia, ha sofferto di Leucemia.
Anche ad essa fu rilasciata l'invalidita civile, con la percentuale del 75%, usufruendo della pensione di invalidità, pari a 500/530€ ogni due mesi, e l'esenzione del ticket delle visite mediche fatte col SSN.
Nel corso degli anni, quando fu accertato che la Leucemia, non fu così gravosa, come lo era inizialmente, anche a questa persona fu abbassata la percentuale dell'invalidità ( ma non so quale percentuale gli fu prescritta ), da non poter più avere diritto di percepirne la pensione di invalidità, ma mantenendo, tutt'ora, l'esenzione del ticket delle visite mediche!

Ora, quello che vorrei sapere, è perché, alla persona epilettica, è stata rimossa la pensione di invalidità e l'esenzione del ticket, mentre alla persona con leucemia, è stata rimossa la pensione di invalidità, ma gode tutt'ora dell'esenzione del ticket?

Una probabile risposta a questa domanda, da parte della persona con leucemia, è stata:
" perché la leucemia, è, o è stata, considerata una patologia rara, che potrebbe ripresentarsi in futuro " ;
A questo, la persona epilettica, gli rispose:
" secondo te, il fatto che non mi vengano più crisi, sta ad indicare che sono guarito? Secondo te, non potrebbe ripresentarsi una crisi epilettica in futuro? Devo aspettare che mi si ripresentino le crisi, per avere diritto all'esenzione del ticket? "

Stando alla risposta della persona epilettica, sembrerebbe che anche lei, abbia diritto, per lo meno all'esenzione del ticket! ma come mai, se anche la persona epilettica ha diritto all'esenzione del ticket, ad essa non gli viene concessa? Mentre come mai, la persona con leucemia, può godere tutt'ora dell'esenzione del ticket, vivendo in uno stato di salute ottimale, rispetto a quando il problema era presente, che ne percepiva l'invalidita civile al 75%?

Ora, oltre alle domande esposte inizialmente, vorrei avere anche una sua versione, in merito a questi due casi, della persona epilettica e della persona con leucemia.
Che cosa mi sa dire al riguardo?

Mi faccia sapere.

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

1) No.

2) Le provvidenze economiche previste per il 2017 sono quelle che Le ho indicato.

3) Il motivo della perdita dei benefici è la riduzione della percentuale di perdita della capacità lavorativa.
Nel caso della pregressa leucemia, l'esenzione dal ticket può essere concessa per la patologia, indipendentemente dalla percentuale di invalidità riconosciuta (e dovrebbe riportare un codice di esenzione differente).

Interpretazione personale: l'applicazione delle norme a volte può determinare conseguenze non comprensibili, ma dovrebbe essere il legislatore a porvi rimedio.

Ritengo a questo punto di averLe fornito le risposte del caso, per cui, mutuando i termini dei radiotelefonisti, "passo, e chiudo".

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]