Utente 469XXX
Buongiorno, mia mamma è 83enne con demenza senile, non autosufficiente e indennità di accompagnamento (ricevuto da poco verbale inps "INVALIDO ultrasessantacinquenne con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (L.508/88) [...] L'interessato è affetto da handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento (art. 30, comma 7 della legge 388/2000) [...] è invalido con grave limitazione della capacità di deambulazione (art. 30,comma 7 della legge 388/2000").

Da poco è stata ricoverata e da ospedale verrà mandata per un mese in una struttura di sollievo e poi credo tornerà a casa dove stiamo spendendo con grandi sacrifici per due badanti che cmq non coprono le 24 ore e lei vive con mio padre 85enne.

Dopo ben un anno dalla valutazione UVG ci è arrivata lettera con punteggio totale "basso" e pur potendo ora alzare al massimo il punteggio sanitario, rimarrà basso quello sociale poiché vive con mio padre e hanno entrambi pensione (di media entità) e vivono in casa di proprietà, ragion per cui non ci daranno mai alcun contributo per casa di riposo.

Vengo alla domanda: leggendo qua e là su web alcune risposte di legali, mi è sembrato di capire che per una persona non autosufficiente come mia madre il SSN sarebbe tenuto cmq a pagare almeno la quota sanitaria per una RSA, mentre albergiera sarebbe a carico nostro. Corrisponde al vero? Perché in tal caso proverei a muovermi legalmente in tal senso. Grazie in anticipo

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

per quanto risulta nello "Sportello Unico Socio-Sanitario del Comune di Torino":
- La tariffa per la permanenza in strutture socio sanitarie residenziali è composta da una quota di retta “sanitaria” (a carico della Azienda Sanitaria Locale) ed una quota di retta “socio assistenziale” (a carico del cittadino).
- Su richiesta del cittadino o dei suoi familiari e solo a seguito dell’autorizzazione al ricovero da parte dell’ASL, l’Amministrazione Comunale valuta la situazione economica per verificare il diritto ad ottenere l’integrazione della quota della retta socio assistenziale, ossia il pagamento a carico del Comune di una parte o dell’intera quota socio assistenziale.
- Senza l’autorizzazione dell’A.S.L. al ricovero nella struttura individuata, il cittadino dovrà pagare l’intera tariffa giornaliera.

http://www.comune.torino.it/sportellounicosociosanitario/inserimento-nelle-strutture-residenziali-socio-sanitarie-percorso-per-leventuale-integrazione-della-retta/

In sintesi, il pagamento della "quota sanitaria" è a carico dell'ASL, ma per fruire di tale sussidio il ricovero deve essere
autorizzato dall'ASL di appartenenza.
Tenga pure conto che in caso di ricovero gratuito presso la RSA, si perde per tale periodo l'erogazione dell'indennità di accompagnamento:
http://www.handylex.org/quesiti/ricovero_rsa_indennita_accompagnamento.shtml

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#2] dopo  
Utente 469XXX

La ringrazio molto. Ma quindi il "solo" nocciolo della questione è fare pressione e dare evidenza della necessità di ricoverare in RSA una persona come mia madre nella speranza della obiettività della asl. Siccome in questi giorni si trova ricoverata in ospedale dice che ci converrebbe spingere e/o capire come perseguire questa possibilità o la competenza è solo del centro UVG?
Grazie ancora

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

a fini pratici, Le suggerisco di contattare direttamente la Direzione Centrale Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie - Servizio Anziani (telefono: 011 0112 5188) come indicato nello Sportello di assistenza.

Ancora Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#4] dopo  
Utente 469XXX

Dottor Mascotti, La ringrazio per tutte le informazioni. Ora mia madre è stata portata da ospedale direttamente a caricao loro per 30 gg in una struttura dove però mi hanno detto che dopo 30gg o la dimettono oppure può restare ma essendo non nel reparto di casa di riposo ma di cura assistenziale si va a pagare circa 4000 euro al mese. Ho saputo leggendo qua e là che per persone non autosufficienti ferme in un letto è possibile scrivere una lettera di opposizione alle dimissioni perchè è ASL che deve farsi carico di supportare queste persone. Ma questo voirrebbe anche dirte che oppondoci l'ASL continuerebbe a pagare la struttura sino a darci la convenzione in modo da rimanere in questa o altra sutrttura in maniera definitiva pagando solo la quota alberghiera o ho inteso male? La ringrazio

[#5] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

a mio parere anche facendo opposizione per la dimissione (opposizione che, comunque, dovrebbe essere documentata dalla necessità di trattamenti non effettuabili a domicilio) penso che la quota alberghiera sia a carico dell'assistito, fatte salve le condizioni di indigenza.
Può eventualmente avere conferma di ciò da parte dei Servizi Sociali comunali.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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