Utente 167XXX
Mio padre presenta una proteinuria costante.
Dopo il ricovero per ulteriori approfondimenti e relativa biopsia renale e' stato dimesso senza particolari raccomandazioni.
Dalle analisi risulta altresi' la sua positivita' all'hcv.
Vi chiedo gentilmente se le due cose possono essere collegate e quali possono essere eventuali passi verso nuovi accertamenti diagnostici.
P.S.: Mio padre ha 75 anni

[#1] dopo  
Dr. Rita Caponetti

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GROSSETO (GR)

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Gentile Signore,
da quanto lei riferisce, suo padre ha già effettuato tutti gli accertamenti possibili e necessari.
Non riporta la diagnosi istologica, né dati relativi ad altri esami effettuati.
Lei domanda se le due cose possono essere correlate: direi sicuramente di si, anche se non sappiamo fino a che punto. Cerco di spiegarmi meglio:suo padre ha 75 anni,e quindi verosimilmente presenta una alterazione anche legata all'invecchiamento dei vasi ( nefroangiosclerosi).
La presenza del virus dell'epatite C, forse anche la presenza di Crioglobuline in circolo,unite alla nefroangiosclerosi, potrebbero essere la causa della proteinuria, ma non possiamo sapere in che percentuale queste singole concause ne siano responsabili.
Il referto istologico della biopsia può senz'altro aiutare, ma rimane il fatto che in questi casi in genere si tiene un atteggiamento di attesa, per vedere come la proteinuria e la funzione renale residua si comporteranno nel tempo, "aggiustando il tiro" solo se necessario: le eventuali terapie non sarebbero prive di effetti collaterali ed inoltre ciò che potrebbe giovare alla nefropatia , potrebbe andare a svantaggio del fegato ( il fegato è un organo unico! e non è sostituibile con la dialisi come i reni!)... insomma in considerazione di tutto questo e dell'età di suo padre, che prevede ancora un buon margine di "speranza di vita", mi sembra corretto avere un atteggiamento prudente, riservandosi le "cartucce" solo in caso di necessità.
Spero di essere stata chiara... Cordiali saluti!
Dr. Rita Caponetti