Stenosi operato l3l4l5
Buongiorno sono Marco croce, il mese di marzo 2025 mi sono operato alla stenosi L3L4L5 ho delle placche e viti, dopo l’ultima visita tac e risonanza risulta che le viti si sono allentate quindi ho un forte dolore, il dott che mi ha operato mi prescritto una cura di punture Clody 200 per 6-7 mesi, dopo 5 mesi ho ancora dolore lato destro sopra la natica, vorrei sapere se questa cura andrà bene
Le tecniche chirurgiche per il trattamento delle stenosi lombari sintomatiche sono diverse e la scelta della più appropriata dipende dalla situazione clinica (i disturbi del paziente e quello che si apprezza visitandolo).
Il principio generale è:
1) Decomprimere il canale vertebrale
2) Fondere (e non solo stabilizzare) le vertebre al livello decompresso in caso ci sia dolore a quel livello e/o la procedura decompressiva, in quanto tale, causi o possa causare una instabilità del segmento operato.
In quest’ottica il posizionare delle sole viti connesse con barre (prassi che vedo essere abbastanza comune) frequentemente esita in un allentamento delle viti in quanto si crea una erosione ossea attorno ad esse mancando quello che serve per indurre fusione ossea tra le vertebre avvitate.
Questa situazione, se sintomatica, può richiedere una procedura di revisione chirurgica volta al posizionamento di opportuni dispositivi (gabbiette intersomatiche o cage ) atte a promuovere il processo di fusione ossea tra le due vertebre ( artrodesi ) che devono essere tenute ferme ( stabilizzate ) dalle viti (eventualmente sostituite con analoghe di maggiore diametro) in attesa che l’artrodesi attecchisca nell’arco di qualche mese.
I difosfonati (categoria di farmaci dei quali il Clody acido Clodronico fa parte) NON FAVORISCONO la fusione ossea in quanto interferiscono con l’attività degli osteoclasti che sono specifiche cellule dell’osso coinvolte nei processi di riparazione ossea.
Il suo caso va valutato clinicamente per stabilire quale possa essere la strategia migliore per affrontarlo in maniera efficace.
Spero di esserle stato utile.
Cordialità.
Il principio generale è:
1) Decomprimere il canale vertebrale
2) Fondere (e non solo stabilizzare) le vertebre al livello decompresso in caso ci sia dolore a quel livello e/o la procedura decompressiva, in quanto tale, causi o possa causare una instabilità del segmento operato.
In quest’ottica il posizionare delle sole viti connesse con barre (prassi che vedo essere abbastanza comune) frequentemente esita in un allentamento delle viti in quanto si crea una erosione ossea attorno ad esse mancando quello che serve per indurre fusione ossea tra le vertebre avvitate.
Questa situazione, se sintomatica, può richiedere una procedura di revisione chirurgica volta al posizionamento di opportuni dispositivi (gabbiette intersomatiche o cage ) atte a promuovere il processo di fusione ossea tra le due vertebre ( artrodesi ) che devono essere tenute ferme ( stabilizzate ) dalle viti (eventualmente sostituite con analoghe di maggiore diametro) in attesa che l’artrodesi attecchisca nell’arco di qualche mese.
I difosfonati (categoria di farmaci dei quali il Clody acido Clodronico fa parte) NON FAVORISCONO la fusione ossea in quanto interferiscono con l’attività degli osteoclasti che sono specifiche cellule dell’osso coinvolte nei processi di riparazione ossea.
Il suo caso va valutato clinicamente per stabilire quale possa essere la strategia migliore per affrontarlo in maniera efficace.
Spero di esserle stato utile.
Cordialità.
Pier Francesco Eugeni, MD
Specialista in Neurochirurgia - Chirurgia Spinale
Segreteria: 3296122118 – Portatile: 3208219474 - email: eugeni@inwind
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 3 visite dal 17/02/2026.
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