Rmn dorsale: ernie discali D7-D8 e D11-D12. Cosa significa?

Buongiorno gentili dottori,

Ho effettuato una RMN dorsale e su consiglio del radiologo di rivolgermi ad uno specialista eccomi qui.


Il referto della RMN riporta quanto segue...

Esame eseguito con sequenze FSE e STIR, pesate in T1 e T 2...

Deformazione a cuneo del soma D 11 e concomitante edema osseo dell'angolo antero - inferiore.
Muro intersomatico posteriore conservato.

Marcati fenomeni degenerativi discali in D 11- D 12 con presenza di erniazione posteriore paramediana destra che determina stenosi del canale midollare e impronta sul cono midollare.
Coesiste lieve riduzione in ampiezza dei forami di coniugazione bilateralmente.
a livello D7 - D 8 piccola ernia discale posteriore mediana che impronta il sacco durale.


Come sintomatologia o soltanto non sempre un leggero dolore sulla parte centrale della schiena all'altezza dorsale.


Volevo capire la mia situazione se e grave se necessita intervento o altro.
Grazie

Cordiali saluti
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 366
Gentile Utente,
il referto che riporta descrive alterazioni degenerative della colonna dorsale che meritano attenzione, ma alla luce della sintomatologia modesta che riferisce non configurano automaticamente un quadro chirurgico. In dettaglio, la deformazione a cuneo di D11 con edema osseo esprime una lieve deformazione del corpo vertebrale, che spesso esprime esiti di microtraumi o un sovraccarico meccanico ma talvolta è relativo ad una frattura somatica da cedimento di modesta entità. Il fatto che il muro posteriore sia conservato è un elemento rassicurante perché indica stabilità della parete vertebrale verso il canale.
Per quel che attiene all'ernia discale D11 D12 con stenosi del canale e impronta sul cono midollare, ancorché costituisca un reperto più rilevante sul piano anatomico, nel suo caso è associato a dolore lieve e saltuario mentre lei non riferisce deficit neurologici e non descrive disturbi di forza, di sensibilità o sfinterici. Ho sempre ripetuto ai miei pazienti che in neurochirurgia vale una regola fondamentale che si opera il paziente, non la risonanza. Questo orienta per ora verso un atteggiamento conservativo.
Analogamente, una piccola ernia D7 D8 costituisce un reperto degenerativo frequente e, in assenza di sintomi specifici, ha verosimilmente scarso significato clinico.
Alla luce dei dati forniti, in prima battuta è generalmente indicato: una valutazione specialistica clinica (di tipo neurochirurgica) e trattamento conservativo (farmaci al bisogno, fisioterapia mirata)
unitamente ad un programma di riduzione ponderale, che nel suo caso avrebbe un impatto molto favorevole sul carico dorsale.
In conclisione, il suo è un quadro anatomico da tenere sotto controllo, ma il fatto più importante è che la clinica è povera, e questo gioca nettamente a favore di una gestione prudente e non invasiva.

Cordialmente

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/

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Utente
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Grazie mille dottore della risposta dottore .
Chi a visionato la RMN dice che c'è Lernia che comprime il canale Che un eventuale intervento in questo punto e molto rischioso e che allo stato attuale senza nessuna o quasi sintomatologia , del tipo sbandamenti mentre si cammina , intorpidimento degli arti ,frequente minuzione ecc. Non necessiti intervento.

L'eventuale intervento e così rischioso dottore? Anche con tecniche mini invasive?
Per il peso a ragione e sto iniziando una sana equilibrata alimentazione per perdere peso.
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 366
Gentile Utente,
la valutazione che le è stata riferita, alla luce di una mia lunga espoerienza in questo campo, è sostanzialmente condivisibile.
E di fatto, le ernie discali del tratto dorsale (in particolare a livello D11 D12) sono relativamente meno frequenti rispetto a quelle lombari e cervicali e vengono prese in considerazione in ambito chirurgico solo quando determinano una chiara sofferenza neurologica clinicamente documentata (deficit di forza, disturbi sensitivi progressivi, segni midollari o sfinterici). Nel suo caso, come lei stesso conferma, la sintomatologia è modesta e non sono descritti segni neurologici di compromissione midollare: questo elemento pesa molto più del dato puramente radiologico.
Per quanto riguarda il rischio operatorio, è corretto dire che la chirurgia dorsale richiede indicazioni ben selezionate perché si opera in un distretto anatomicamente delicato; tuttavia, nelle mani di equipe esperte, quando vi è reale indicazione clinica, gli interventi anche con tecniche mini-invasive sono oggi generalmente sicuri ed efficaci.
Il punto fondamentale, però, è un altro: al momento, sia dal punto di vista di chi l'ha valutata che dal mio personale, non emerge un’indicazione chirurgica.
La strategia più appropriata resta quindi monitoraggio clinico nel tempo, controllo del peso corporeo (fattore molto importante nel suo caso), mantenimento di una buona funzionalità della colonna con attività fisica mirata, rivalutazione specialistica solo in caso di comparsa di segni neurologici (debolezza agli arti inferiori, alterazioni della sensibilità persistenti, disturbi della marcia o della funzione sfinterica). In assenza di tali elementi, un atteggiamento prudente e conservativo è, allo stato attuale, la scelta più ragionevole.

Cordialmente

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/

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