Sciatica e ernia del disco da mesi
Buonasera dottori, vi scrivo per avere un confronto, in attesa di visita dal chirurgo vertebrale tra un mese. ho 42 anni, a fine gennaio resto quasi bloccato con la schiena e il medico di base mi prescrive voltaren e muscoril.
Parziale beneficio.
Subito dopo effettuo rmn del tratto lombosacrale (che riporto di seguito), e inizio le cure osteopatiche a febbraio.
La schiena torna a mobilizzarsi, ma inizia il dolore da sciatica all'arto inferiore destro.
Lo avverto quando mi siedo e mi alzo dalla sedia, e dopo un po' che cammino (specie al polpaccio sin), ma non è forte né costante: non avverto l'urgenza di fermarmi o di riposare.
Nel frattempo (marzo/aprile) ho la visita dal medico competente per conferma annuale della mia idoneità lavorativa (infermiere in ospedale), gli racconto i fatti e mi manda dallo specialista (fisiatra) che non mi dà terapia farmacologica ma mi consiglia il pilates e lo stretching, e lo inizio subito. ad aprile nel mentre il medico di base mi prescrive un ciclo di 15 gg di celebrex 200mg con ottimi risultati sul dolore, ma appena ho smesso tutto è tornato come prima, anzi: oggi 30 maggio, mentre camminavo, dopo un quarto d'ora avverto parestesia all'arto interessato, con aumento del dolore costringendomi a tornare subito a casa. la notte dormo bene. che mi resta da fare? che cosa può essere successo? cosa ha fallito? grazie!!
RISONANZA: appare ridotta la fisiologica curvatura lordotica lombare con tendenza alla rettilineizzazione di tale tratto, si associa un atteggiamento scoliotico sinistro-convesso.
Note osteocondrosiche vertebrali con lievi irregolarità delle limitanti somatiche che presentano minimo avvallamento; in tale quadro si segnala una relativa disidratazione discale in particolare al passaggio intersomatico L4/L5.
Modesto impegno sinoviale interapofisario bilaterale si osserva tra i passaggi intersomatici, reperto che pone il sospetto di una condizione clinica di microinstabilità vertebrale.
Piccole ernie intraspongiose di Schmorl si osservano tra le limitanti somatiche nel tratto medio-superiore-inferiore.
Protrusione posteriore ad ampio raggio al passaggio intersomatico L4/L5 maggiore in sede posterolaterale sinistra.
Protrusione posteriore ad ampio raggio al passaggio intersomatico L5/S1 più marcata e con aspetto estrusivo erniario in sede posterolaterale ed intraforaminale sinistra.
Non evidenti processi espansivi intradurali.
Nulla di rilevante al tratto terminale della corda midollare visualizzato per quanto possibile valutare con sistema RM operante a bassa intensità di campo magnetico.
Canale rachideo lombare di ampiezza sostanzialmente nei limiti della norma.
Fenomeni artrosici interapofisaria interessano soprattutto il tratto lombare inferiore.
Conservato il trofismo della muscolatura paravertebrale e degli ileopsoas nei piani indagati.
Parziale beneficio.
Subito dopo effettuo rmn del tratto lombosacrale (che riporto di seguito), e inizio le cure osteopatiche a febbraio.
La schiena torna a mobilizzarsi, ma inizia il dolore da sciatica all'arto inferiore destro.
Lo avverto quando mi siedo e mi alzo dalla sedia, e dopo un po' che cammino (specie al polpaccio sin), ma non è forte né costante: non avverto l'urgenza di fermarmi o di riposare.
Nel frattempo (marzo/aprile) ho la visita dal medico competente per conferma annuale della mia idoneità lavorativa (infermiere in ospedale), gli racconto i fatti e mi manda dallo specialista (fisiatra) che non mi dà terapia farmacologica ma mi consiglia il pilates e lo stretching, e lo inizio subito. ad aprile nel mentre il medico di base mi prescrive un ciclo di 15 gg di celebrex 200mg con ottimi risultati sul dolore, ma appena ho smesso tutto è tornato come prima, anzi: oggi 30 maggio, mentre camminavo, dopo un quarto d'ora avverto parestesia all'arto interessato, con aumento del dolore costringendomi a tornare subito a casa. la notte dormo bene. che mi resta da fare? che cosa può essere successo? cosa ha fallito? grazie!!
RISONANZA: appare ridotta la fisiologica curvatura lordotica lombare con tendenza alla rettilineizzazione di tale tratto, si associa un atteggiamento scoliotico sinistro-convesso.
Note osteocondrosiche vertebrali con lievi irregolarità delle limitanti somatiche che presentano minimo avvallamento; in tale quadro si segnala una relativa disidratazione discale in particolare al passaggio intersomatico L4/L5.
Modesto impegno sinoviale interapofisario bilaterale si osserva tra i passaggi intersomatici, reperto che pone il sospetto di una condizione clinica di microinstabilità vertebrale.
Piccole ernie intraspongiose di Schmorl si osservano tra le limitanti somatiche nel tratto medio-superiore-inferiore.
Protrusione posteriore ad ampio raggio al passaggio intersomatico L4/L5 maggiore in sede posterolaterale sinistra.
Protrusione posteriore ad ampio raggio al passaggio intersomatico L5/S1 più marcata e con aspetto estrusivo erniario in sede posterolaterale ed intraforaminale sinistra.
Non evidenti processi espansivi intradurali.
Nulla di rilevante al tratto terminale della corda midollare visualizzato per quanto possibile valutare con sistema RM operante a bassa intensità di campo magnetico.
Canale rachideo lombare di ampiezza sostanzialmente nei limiti della norma.
Fenomeni artrosici interapofisaria interessano soprattutto il tratto lombare inferiore.
Conservato il trofismo della muscolatura paravertebrale e degli ileopsoas nei piani indagati.
Ritengo che la compressione a L4-L5 sia la maggior responsabile dei Suoi disturbi.
Tuttavia, bisognerebbe che Lei si sottoponesse ad un'indagine RMN L/S con un'apparecchiatura a maggior intensità (1,5 T) e, quindi, ad una valutazione clinica specialistica neurochirurgica per la conferma obbiettiva del livello di sofferenza.
A questo punto, il Neurochirurgo, specie se in assenza di importanti disturbi neurologici clinicamente evidenziati, potrebbe optare, già in sede di prima visita, per l'inizio di un ciclo di infiltrazioni con farmaco antireattivo direttamente a ridosso della radice nervosa individuata clinicamente come maggior e/o unica responsabile della sintomatologia.
In una grandissima percentuale di casi i disturbi regrediscono.
Se ha piacere, dia ancora notizie.
Tuttavia, bisognerebbe che Lei si sottoponesse ad un'indagine RMN L/S con un'apparecchiatura a maggior intensità (1,5 T) e, quindi, ad una valutazione clinica specialistica neurochirurgica per la conferma obbiettiva del livello di sofferenza.
A questo punto, il Neurochirurgo, specie se in assenza di importanti disturbi neurologici clinicamente evidenziati, potrebbe optare, già in sede di prima visita, per l'inizio di un ciclo di infiltrazioni con farmaco antireattivo direttamente a ridosso della radice nervosa individuata clinicamente come maggior e/o unica responsabile della sintomatologia.
In una grandissima percentuale di casi i disturbi regrediscono.
Se ha piacere, dia ancora notizie.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: La Madonnina Milano-02/50030013
Le Betulle Appiano Gentile (Co) 031/973311
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 30/05/2026.
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