Parestesie e algie arto superiore

Egregio dottore, ho 52 e da ormai 15 anni soffro di persistenti violenti dolori che dalla nuca mi scendono nella scapola trapezio, deltoide e giù lungo il braccio dx generalmente dalla parte esterna fino al polso, ma spesso anche dalla interna.
Sono dolori che durano circa un mese, un mese e mezzo, e refrattari a qualsiasi terapia antinfiammatoria, analgesica e cortisonica.
Il risultato della tac cervicale ha evidenziato:
esame eseguito da c1 a c6 c7. Riduzione della lordosi. Alterazioni degenerative diffuse spondiloartrosiche con diffusa produzione osteofitaria. Protusione discale posteriore c2 c3 e c4 c5.Minuta ernia discale discale posteriore mediana c3 c4. Altra piccola ernia discale postero-mediana c6 c7 con osteofitosi concomitante che va ad improntare il restrostante margine midollare e riduzione del calibro del canale vertebrale. I dischi, compreso c7 d1, sono tutti scarsamente apprezzabili per la diffusa riduzione in spessore dovuta a fenomeni disidratativi.
Da circa un anno tutte le notte mi si addormentano entrambe le mani e simultaneamente.. i primi mesi solo le prime tre dita, ora tutta la mano.
Ho fatto un'eco per il tunnel carpale, ma è negativa.
Ora.... cosa si fa? I dolori al braccio, quando ciclicamente si presentano, sono.... devastanti. Può consigliarmi qualcosa?
Grazie per il tempo che vorrà dedicarmi.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
quei disturbi durano un mese circa e poi regrediscono spontaneamente? E durante questo mese nessun farmaco li allevia?
I sintomi sembrerebbe poterli correlare al quadro discoartrosico che si evince dall'esame effettuato, ma a distanza non è possibile confermanrlo nè tanto meno indicare una precisa terapia.
Non ha consultato nessun specialista fino ad ora?
Soltanto dalla valutazione clinica può scaturire l'indicazione alla terapia che potrà essere anche chirurgica, soprattutto se da un ciclo di fisioterapia non dovesse sortire alcun benefico concreto.
Cordialità
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dopo
Utente
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Gentile dott. Migliaccio, nel ringraziarla di cuore per la risposta, preciso che i dolori e l'impotenza funzionale, che nei momenti algici si protrae per 50,60 giorni, dopo terapia con antifiammatori, analgesici e cortisone, fortunatamente si alleggeriscono... fino alla successiva crisi algica. Il fisiatra al quale ho sottoposto la tac mi ha detto:"in questa situazione le mani addosso non posso mettergliele".
Il neurochirurgo (primario di una importante azienda ospedaliera) mi ha fissato la data dell'intervento con cages. Io me la sono defilata terrorizzata. Mi aspetta ancora.
Non voglio assolutamente operarmi (vista la serietà del tipo di intervento). Vorrei che lei mi consigliasse una terapia alternativa all'intervento e alla fisioterapia, che non posso fare.
Mi può aiutare?
grazie ancora
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
io al Suo posto sarei terrorizzata nel non farmi operare (sempre che l'indicazione ci sia,ovviamente,e che io a distanza posso intuire,ma non confermare).
Una terapia alternativa? Beh vediamo: 1lt di acqua di Lourdes al di per 10 gg.
Cara signora, le allego un link che spero possa fare un pò di chiarezza su cos'è una terapia.

Cordialmente

https://www.medicitalia.it/blog/neurochirurgia/2683-l-intervento-chirurgico-non-e-un-optional.html
[#4]
dopo
Utente
Utente
Gentile professore,....anche io avevo pensato a Lourdes piuttosto che farmi tagliuzzare, ma, come è giusto che sia, la madonna pensa a casi più gravi.
Le prometto una cosa: se i sintomi dovessero peggiorare (prima che si verifichi la paralisi di cui al testo che mi ha fatto leggere e che mi ha fatto sudare freddo) penserò seriamente che l'intervento è l'unica strada da percorrere. La ringrazio per la professionalità, competenza e umanità dimostrata. Le auguro ogni bene.
Cordiali saluti
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
Lei è libera di fare le Sue scelte.
Solo una doverosa precisazione: quando si fa un intervento, il chirurgo non "tagliuzza", ma esegue delicatissime manovre per portare a guarigione il paziente.
Altrettanti cordialissimi saluti

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