Utente
Gentilissimi Dottori,
è la prima volta che richiedo un consulto in questo ambito e spero possiate aiutarmi.
Sono un ragazzo di 26 anni, peso 79 kg, studente al 5 anno di università (pertanto giornate molto sedentarie) ma anche amante delle lunghe passeggiate.

A marzo di quest anno, all’inizio della quarantena, mi sono dedicato come da qualche mese ad esercizi casalinghi (anche piuttosto blandi).
A seguito degli stessi però ho iniziato ad avere un leggero dolore al nella parte centrale proprio sopra al sedere.
A seguito di ciò un sabato pomeriggio per allungarmi ad afferrare una bottiglia d’acqua mi sono bloccato.
Oltre ad aver avvertito un fortissimo e intenso dolore mi sono paventato molto.

da qui ho provato infinite terapie sia farmacologiche che fisioterapiche senza nessun beneficio (a tratti è anche peggiorato).

A seguito di ciò sono stato messo in contatto con il neurochirurgo che mi ha prescritto RMG e EMG.

I dolori che riporto sono: difficoltà a stare in posizione completamente eretta (cammino curvo poiché sento come qualcosa che mi fa dolore quando provo a stare in posizione eretta), dolore nel retro della coscia, lato esterno del piede sinistro, dolore al lato esterno del polpaccio.
Dolore appena sveglio e costante sensazione di tiraggio.
Incapacità di stare in piedi più di 5 minuti.
Dolore nella parte bassa e leggermente esterna del gluteo sinistro.

La cosa però che mi disturba di più è l’incapacità di mettermi sulla punta sinistra del piede, poiché cadente.
Premetto che questa cosa è apparsa solamente ad aprile e mi ha spaventato non poco.
Inoltre noto ora che non riesco a gonfiare il muscolo del polpaccio che di solito è molto visibile (non so se a causa della perdita di forza alla gamba sinistra o perché sono a riposo da circa 2 mesi e quindi dipende dalla sedentarietà).
Ultima è una leggera zoppia che però sembra essersi risolta dovuta appunto alla perdita di forza nella gamba sinistra.
Di seguito EMG ed EMG:

RMG:
A L4-L5 è presente una discreta ernia mediana, in parte espulsa caudalmente con evidenti fenomeni compressivi sulla cauda.

A L5-S1 è presente grossa ernia in parte espulsa in sede mediana e soprattutto paramediana sinistra con evidente impegno del recesso.

I dischi L4-L5 e L5-S1 mostrano una discreta disidratazione specie per l’età.

Il canale vertebrale è nei limiti della norma.

No lesioni ossee a focolaio.

Opportuna visita ortopedica.

EMG
Segni di sofferenza neurogena cronica inveterata riferibile si territori S1 a sn associata a sofferenza motoria, non attività spontanea, non segni di sofferenza miogena.

Segni di sofferenza neurogena anche riferibili ai territori L5 sn di minore entità.

Parametri di conduzione sensomotoria in ordine.

Si raccomanda consulto neurochirurgico.


Ho incontrato il primo neurochirurgo e lo stesso mi ha detto che le ernie si riassorbono da sole ma il deficit legato al piede cadente è per lui segno di necessità di intervento.
A distanza di due settimane dalle radiografie va un filo meglio.

[#1]  
Dr. Raffaele Scrofani

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Buongiorno, credo che nel suo caso un intervento chirrugico di asportazione del frammento erniario si a indicato.
E' vero che se sta migliorando si potrebbe anche soprassedere alla chirurgia, visto anche se è passato abbastanza tmepo dall insorgenza del deficit motorio, ma è pur vero che è molto giovane, e quindi le darei tutte le possibilita per un recupero rapido.
ovviamente dovra associarci una terapia riabilitativo .

Spero di aver risposto alla sua domanda, in ogni caso resto disponibile per eventuali chiarimenti.
Dr. Raffaele Scrofani
www.neurochirurgiaitalia.it
raffaele.scrofani@neurochirurgiaitalia.it
WhatsApp: 370 3345607

[#2] dopo  
Utente
Gentilissimo Dottore,
innanzitutto la ringrazio per l’attenzione e per la risposta concessa. Nei prossimi giorni avrò modo di vedere altri due neurochirurghi per valutare la situazione, in special modo perché dalla settimana precedente (forse a causa di un prolungato riposo a letto a seguito di una brutta influenza intestinale con febbre alta) ho notato che sto riacquistando poco a poco la postura. La camminata è sicuramente più fluida anche se continua a persistere il dolore, seppur di minore intensità. Laddove non mi venga indicato l’intervento sarò ben lieto di iniziare la terapia riabilitativa. Mi chiedevo però se secondo lei (ovviamente come parere) se secondo lei è consigliabile muoversi e tentare di forzare un po’ la gamba con la riduzione di forza o se suggerisce assoluto riposo. Ad oggi il dolore si concentra principalmente a letto, in particolare modo ancora sveglio. Il dolore è di tensione e tiraggio, poi durante la giornata (di solito dopo pranzo) sembra scemare un po’. Inoltre noto che se rilasso la gamba il dolore si attenua molto. Secondo lei per quale motivo non riesco a gonfiare il muscolo del polpaccio? Un’attività fisica per i mesi di fermo o colpa del nervo lesionato?

Grazie ancora!