Utente
Gentili Specialisti,

vi descrivo brevemente la mia storia clinica: una ventina di anni fa a causa di un tuffo ho avuto una grave frattura da scoppio della c6 e c7.
Sono stato operato con ingresso sulla parte anteriore del collo che mi ha lasciato una piccola cicatrice.
Il neurochirurgo ha ricostruito le vertebre rotte in resina.
C'è stata una compressione ed edema sulla dura madre (senza rottura del midollo) che col tempo si è riassorbito.
Gli stessi medici che mi hanno seguito mi consideravano un miracolato visto l'incidente, infatti le ripercussioni se pur presenti non sono importanti.
Ho avuto una compromissione della motilità fine a sinistra in particolare le ultime due dita della mano e della sensibilità all'arto destro inferiore (al piede la percezione caldo freddo è alterata).
Con il tempo ho fatto vari controlli e risonanze e man mano ripreso tutte le attività, attualmente la motilità della mano è quasi normale (riesco per esempio a fare apri e chiudi con l'anulare e il mignolo cosa che prima non ero in grado di fare).
Anche la forza a sinistra è migliorata (vado spesso in palestra).
Non avendo fatto altre visite negli ultimi anni ho deciso di tornare dal neurologo (ormai sono già passati due anni) che mi ha seguito per la riabilitazione.
L'esame a suo dire era nella norma però leggendo il referto c'è scritto che si evidenziano iperreflessie negli arti di sinistra e un segno di Tromner (lieve) all'arto superiore di sinistra che lui stesso lo ritiene associato al trauma cervicale.
Premetto che per mia tranquillità ho eseguito anche una risonanza magnetica (RM) dell'encefalo che risulta completamente normale (visionata dal neurologo).
Ora rileggendo per caso il referto mi chiedevo se sia normale avere tali segni di iperreflessia ancora oggi e se sia possibile avere ulteriori recuperi (ad esempio il mio polpaccio sinistro e leggermente più piccolo del destro).
Spero possiate aiutarmi a chiarirmi questi dubbi e scusate per il consulto prolisso.

[#1]  
Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Paziente,
La presenza del riflesso di Tromner (o di Hoffman, con cui è strettamente imparentato) indica un coinvolgimento dei neuroni motori superiori che costituiscono la via piramidale ed è quasi sempre accompagnato ad iperreflessia. Questo segno viene rilevato quando si valutano pazienti che abbiano sofferto patologie coinvolgenti il rachide cervicale o nei pazienti che siano stati trattati chirurgicamente per mielopatie (traumatiche o degenerative). I segni clinici tipo Tromner permangono a lungo ma, come tanti altri segni della classica semeiologia neurologica, hanno oggi perso molto del loro valore diagnostico, essendo estremamente più affidabili le indagini per imaging.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

[#2] dopo  
Utente
Grazie Professore per la chiara risposta. Quindi da quello che ho potuto capire la compressione midollare e l'intervento che ho subito mi hanno lasciato dei sintomi e segni con cui dovrò convivere visto che quello che si poteva recuperare è avvenuto nei primi anni, giusto?
Cordiali saluti