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Conoscenza del cervello.

Cosa intendiamo con le comuni affermazioni "conosciamo solo il 20% del nostro cervello", oppure "sfruttiamo solo il 10% del nostro cervello"?!
Che senso hanno queste percentuali, vale a dire, sulla base di che cosa vengono stimate?!
Grazie
[#1]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 39,4k 921 271
Guardi che era un modo di dire quello del collega del consulto precedente. Intendeva quello che ha scritto, che una parte del cervello è associata a funzioni note, e che per un'altra parte ci sono funzioni possibili ma non sembra che le utilizziamo correntemente.
Però in che senso questa domanda riguarda la medicina ?

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
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[#2]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 37,1k 888 56
[#3]
dopo
Utente
Utente
Sì è vero è una domanda di neuroscienze; ma certo che una maggior conoscenza delle funzioni cerebrali interessa anche la medicina.
Immagini lei quali possibilità terapeutiche dischiuderebbe un approfondimento dei nostri punti interrogativi sul cervello!
Salvo poi comprendere, non già come questione medica ma come conoscenza umana in genere, se certi "strani fenomeni" abbiano origine in esso o in...qualcos'altro!
Quel che mi chiedevo, in effetti, e mi sembrava naturale chiederlo a chi le questioni inerenti al cervello ha interesse ad approfondire per fini medici, è se la conoscenza di queste "funzioni ignote ma possibili e non utilizzate correntemente" potrà mai dirsi completa.
Perché se così non fosse, rischierebbe di divenire un alibi eterno per giustificare in chiave riduzionistica, appunto, certi "strani fenomeni".
Riguardo, difatti, alla mia domanda precedente, che la ringrazio d'aver letto, un successivo scambio d'email con Pim van Lommel mi ha potuto confermare che lui ed il suo staff sono SICURI, che delle OBE con riscontri successivamente verificati siano avvenute DURANTE, una fase di EEG piatto; e, dunque, con un cervello, di fatto, non funzionante.
Ora è pur vero che un EEG piatto non significa che tutti i neuroni siano morti, e che, dunque, esiste una "vita" neuronale residua; ma che essa sola possa dar luogo ad un fenomeno del genere, mi chiedo se non abbia più a che fare con un atto di fede, che con un'affermazione scientifica, e mi chiedo dunque se la prova che ciò sia possibile non spetti proprio a chi intende ricondurre un fenomeno simile (parlo dell'OBE con riscontri durante un EEG piatto) a funzioni cerebrali ignote.
A me in tutta franchezza una riconduzione simile appare alquanto peregrina: tanto che, a questo punto, mi sembra più significativo chiedersi, semmai, perché la maggior parte dei pazienti in tali condizioni non ricorda un'NDE.
Avrò piacere, se vorrà, di conoscere la sua opinione sul tema complessivo.