Epatotosscità da ribociclib e palbociclib

Salve,
Mia madre purtroppo dopo 15 anni da una prima diagnosi di tumore ormonale al seno, ha scoperto di avere una recidiva con coinvolgimento principalmente dei linfonodi mediastinici.
Ha iniziato terapia con Ribociclib+ letrozolo e dopo 1 ciclo e mezzo ha dovuto interrompere il trattamento per tossicità epatica, I valori delle transaminasi erano alle stelle con valori arrivati a 2000 circa.
Preso cortisone e dopo circa 2 mesi di interruzione si è passati al palbociclib+letrozolo, fatto 2 cicli con dosaggio 125 e dopo 1 settimana dall'inizio del terzo ciclo con dosaggio 100 nuovamente i valori delle transaminasi sono arrivate a 80 e 178.
Adesso è di nuovo ferma per fare 1 settimana di cortisone.
Come è possibile che anche questo farmaco le dia tossicità?
È stato fatto il passaggio al palbociclib proprio perché è quello che impatta meno sul fegato ed invece ci risiamo nuovamente.
Grazie ai dottori che risponderanno
Dr. Mauro Presti Ginecologo, Oncologo, Dietologo 173 12
Gentile signora,
innanzitutto le ricordo come, nella descrizione di un caso clinico, si debba sempre indicare età della paziente , anamnesi generale ed oncologica nel dettaglio, abitudini di vita, dieta, ecc.
I motivi della tossicità epatica con Palbociclib
- Il Palbociclib, come tutti i CDK4/6 inhibitor, è metabolizzato principalmente dal fegato tramite il sistema CYP3A4. Anche se la sua incidenza di ipertransaminasi è più bassa rispetto al Ribociclib, non è priva di rischio.
- La variabilità individuale nella funzione epatica, la presenza di comorbidità (es. steatosi epatica, consumo di alcol) o l’uso concomitante di altri farmaci inibitori di CYP3A4 possono aumentare la concentrazione di Palbociclib e quindi la tossicità.
- La dose ridotta a 100 mg (da 125 mg) non elimina il rischio; la farmacocinetica può ancora produrre livelli plasma elevati in alcuni pazienti.
- La recidiva con linfonodi mediastinici può richiedere una terapia più aggressiva, con conseguente maggiore esposizione al farmaco.
Gestione attuale e alternative terapeutiche (CHE ESEGUIRA' L'ONCOLOGO CHE LA SEGUE):
- Continuare la sospensione di Palbociclib fino a normalizzazione delle transaminasi (ideale <200 U/L). Durante questo periodo, considerare la terapia con aromatasi (letrozolo) sola o in combinazione con un farmaco con minore impatto epatico, come abemaciclib (che ha un profilo di tossicità diverso).
- Valutare l’uso di everolimus o mTOR inhibitors in combinazione con letrozolo, se indicato dal profilo molecolare del tumore.
- In caso di recidiva aggressiva, esplorare la terapia con trastuzumab deruxtecan o olaparib se presenti marcatori di risposta.
- Considerare la radioterapia localizzata ai linfonodi mediastinici se la recidiva è localizzata e non sistemica.
Il team oncologico dovrà monitorare regolarmente le transaminasi, valutare eventuali fattori di rischio epatico e adattare la terapia in base alla risposta clinica e ai valori di laboratorio.
Cordiali saluti

Dr. MAURO PRESTI
Specialista in Ginecologia, Ostetricia ed Oncologia Medica
Master in Nutrizione Umana

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