Utente 339XXX
Salve, sono una donna di 47 anni e, dopo una biopsia di un linfonodo al collo, ieri mi è stato diagnosticato un adenocarcinoma polmonare. Sono fumatrice, ma non ho/avuto mai nessun sintomo, nè tosse, nè nulla, anzi respiro molto bene. Tuttavia il medico mi ha molto rassicurata, dicendomi che è in fase iniziale e non è necessario un intervento chirurgico, ma piuttosto l'immunoterapia (o chemio). Sono molto preoccupata, voi cosa ne pensate? Su internet ho letto parecchie cose spiacevoli...

[#1] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signora in primo luogo è necessario fare una diagnosi di sede del tumore polmonare (destro sinistro, dimensioni ecc) ed in base allo stadio si deve prendere in considerazione la terapia più efficace e sicura. Se è operabile il tumore polmonare è bene asportarlo chirurgicamente nel più breve tempo possibile e dopo seguire una chemioterapia (chemioterapia adiuvante). In alcuni casi viene attuata una chemioterapia prima dell'intervento (chemioterapia neoadiuvante). Nelle forme più avanzate si può utilizzare la immunoterapia. A differenza delle tradizionali chemioterapie, ma anche della terapia biologica, l’immunoterapia rappresenta una strategia “rivoluzionaria”. Le cellule tumorali esprimono spesso recettori cellulari, in particolare PD-L1, che si legano alle cellule regolatrici della risposta immunitaria dell’ospite, attraverso il recettore PD-1, inibendole. Attraverso la regolazione di questi complessi recettoriali è possibile riattivare il sistema immunitario dell’ospite e consentirgli riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Numerosi inibitori di tali recettori, in particolari anticorpi monoclonali inibitori di PD-1 (nivolumab, pembrolizumab) e PD-L1 (atezolizumab, durvalumab, avelumab), sono stati sviluppati o sono attualmente oggetto di studi clinici in diversi condizioni di trattamento e per i diversi istotipi di tumori del polmone. Il nivolumab, un inibitore di PD-1, ha recentemente ricevuto l’approvazione da parte degli enti
regolatori italiani (AIFA) ed è attualmente disponibile e rimborsato dal SSN italiano per il trattamento di seconda linea dei pazienti affetti da tumori polmonari con istotipo squamoso dopo il fallimento di una precedente chemioterapia a base di platino. Recentemente è stato dimostrato che l'associazione della chemioterapia con l'immunoterapia (pembrolizumab, nuovo farmaco immuno-oncologico, aggiunto a un regime chemioterapico comunemente usato :pemetrexed e carboplatino) è più efficace della chemioterapia adiuvante (effettuata subito dopo l'intervento). Quindi cara signora si rivolga ad un oncologo per fare una diagnosi corretta e quindi valutare la strategia terapeutica più efficace. Cari saluti
Gerunda
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Direttore Clinica Chirurgica- Chirurgia Epato Bilio Pancreatica e Gastrointestinale Policlinico di Modena

[#2] dopo  
Utente 339XXX

La ringrazio della risposta dottore, già ho prenotato per una visita oncologica, anche se le confesso che sono molto spaventata!

[#3] dopo  
Utente 339XXX

Scusi nuovamente il disturbo, dopo un ripensamento, vorrei chiederle se per caso lei o qualcun altro possiate offrirmi delle indicazioni per quanto riguarda un bravo oncologo a Napoli, per piacere..

[#4] dopo  
Utente 339XXX

Volevo aggiungere che il nodulo è situato sul lobo sinstro polmonare ed è 33 mm. La biopsia che ho fatto è al linfonodo sovraclaveare sinistro e in più ho altri linfonodi 'ingrossati' laterocervicali e due nel mediastino; al sentito dire sono metastasi. Per il resto nella PET non è uscito nulla...lei cosa ne pensa?

[#5] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile Signora io penso che il centro oncologico Pascale faccia al caso suo. In quell'ambito c'è una ottima oncologia e una buonissima chirurgia toracica (se ce ne fosse bisogno). e in particolare la struttura di chirurgia toraco polmonare (Dott. Morabito). Se la P>ET è negativa e la biopsia linfonodale parla di adenocarcinoma polmonare, vuol dire che la lesione non capta il tracciante della PET: forse per le dimensioni troppo piccole delle lesioni stesse. In ogni modo signora cerchi di arrivare rapidamente ad una diagnosi sul polmone per capire la strada terapeutica da seguire. Se ha piacere mi faccia sapere. cari saluti
Gerunda
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Direttore Clinica Chirurgica- Chirurgia Epato Bilio Pancreatica e Gastrointestinale Policlinico di Modena

[#6] dopo  
Utente 339XXX

Egregio Professore,
La ringrazio nuovamente della sua risposta e delle preziose informazioni, e scusi nuovamente il disturbo, ma vorrei chiederle un parere riguardo il Professore Cesare Gradelli, in quanto mi è stato consigliato (per pretonare una visita), tra l'altro sul web ho trovato molte notizie che lo ritraggono come un grande medico di fama internazionale. Lei mi consiglia una visita da lui oppure sarebbe meglio affidarmi al Pascale?
Scusi ancora è che sono molto ansiosa in questo momento e la ringrazio di nuovo per la sua tempestività nelle risposte e per la sua disponibilita.

[#7] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile Signora senza togliere nulla al Prof. Gridelli come persona (estremamente valida) ritengo che le attrezzature del Pascale siano superiori a quelle di Avellino e quindi poichè nel caso specifico sono importanti le attrezzature di cui ci si può avvalere per le cure, riterrei più utile il Pascale. Peraltro non conosco l'ospedale di Avellino e le sue attrezzature, però dovendo andare all'ospedale è senza dubbio più comodo muoversi Napoli per Napoli che non andare avanti ed indietro da Avellino. In ogni modo è una scelta di opportunità.
cari saluti
gerunda
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Direttore Clinica Chirurgica- Chirurgia Epato Bilio Pancreatica e Gastrointestinale Policlinico di Modena

[#8] dopo  
Utente 339XXX

Egregio Professore,
grazie mille ancora per la sua immediata tempestività nel rispondermi e del tempo che mi sta offrendo. Ora subito prenoterò una visita dal Dott. Morabito.

Grazie ancora!!!

[#9] dopo  
Utente 339XXX

Buongiorno Professore,
volevo informarla che mi sono recata dal Dott. Morabito, persona davvero molto professionale e disponibile, per la visita oncologica. Dopo la visita, ha notato che nella biopsia è uscito PD-L1 > 51% e mi ha detto che per la mia situazione è necessaria solo l'immunoterapia, tuttavia (non per mettere in discussione il suo giudizio) mi chiedevo lei cosa ne pensa, in quanto, da come ho letto, spesso ad essa si associa la chemioterapia.