Tenosinovite acuta post partum

Salve, sono una donna di 42 anni che ha partorito il 2 aprile alla 37esima settimana con un parto cesareo.
Nonostante un leggero gonfiore alle gambe e ai piedi, nei giorni successivi ho cercato di muovermi il più possibile ed accudire la bimba.
Nel frattempo mi era stato prescritto un ciclo di eparina di 10 giorni dalle dimissioni, avvenute il 4 aprile.
Proprio quando il gonfiore stava lentamente scomparendo e avevo concluso il trattamento con l'eparina, mi si gonfia nuovamente la caviglia sinistra ed entrambe i piedi.
Mi attivo facendo le analisi del caso e mi sottopongo ad un ecocolordoppler, escludendo così la causa vascolare.
Per farla breve, ho fatto RMN e sono stati rilevati qualche edema e tenosinovite ad entrambe i piedi.
La mia domanda è: perché mi è accaduto questo? È l'accumulo di liquido conseguenza del parto che mi hanno fatto infiammare i tendini oppure sono i tendini stessi che essendosi infiammati per il movimento a causare gli edemi?
Quanto è attribuibile agli sbalzi ormonali del periodo successivo al parto?
Dr. Stefano Varagona Ortopedico
Gentile Signora,

da quanto descrive, il fatto che l’ecocolordoppler abbia escluso una trombosi venosa è certamente un dato rassicurante.

In linea generale, nel periodo successivo alla gravidanza e al parto possono persistere per settimane o mesi alterazioni della ritenzione idrica, della circolazione venosa e dell’equilibrio ormonale. Questo può favorire la comparsa o il mantenimento di edema a piedi e caviglie, soprattutto dopo molte ore in posizione eretta o durante l’accudimento del neonato.

Per quanto riguarda il rapporto tra edema e tenosinovite, è più probabile che entrambe le condizioni siano correlate a un terreno comune piuttosto che a un rapporto diretto di causa-effetto. L’accumulo di liquidi nei tessuti può favorire irritazione e sofferenza delle guaine tendinee, mentre una semplice tenosinovite, da sola, difficilmente giustifica un edema diffuso di entrambi i piedi.

Anche gli importanti cambiamenti ormonali che caratterizzano il puerperio possono contribuire a modificare la distribuzione dei liquidi e la risposta infiammatoria dei tessuti, rendendo più frequenti disturbi muscolo-tendinei e gonfiori periferici.

Naturalmente, senza conoscere il contenuto completo della RMN e gli eventuali esami ematochimici eseguiti, non è possibile stabilire con certezza quanto ogni fattore abbia contribuito al quadro clinico.

Se i sintomi persistono a distanza di mesi dal parto o tendono a peggiorare, ritengo opportuno un inquadramento specialistico (angiologico, reumatologico o ortopedico a seconda delle caratteristiche cliniche) per escludere altre possibili cause di edema e infiammazione tendinea.

Cordiali saluti.

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