Utente
gentilissimo dottore
più di un anno fa ho avuto un incidente in moto,dal quale ho riportato molte abrasioni e da subito un dolore al piede sinistro.
in ospedale non riscontrarono nessuna frattura, ma un infrazione allo scafoide, pertanto fui ingessato e rassicurato che dopo 20 giorni avrei potuto ricominciare a camminare piano piano.
era evidente un versamento sottocutaneo e un rigonfiamento generale,ma passo tutto dopo 2 settimane.
dopo 20 giorni tolsi il gesso e il dolore al carico fu immediato.
ora a distanza di un anno e tre mesi mi è impossibile correre perchè il dolore è evidente.
ho fatto una risonanza magnetica che evidenziava l'edema allo scafoide e consultato uno specialista che mi ha rassicurato che con il tempo passerà poichè ora l'osso si trova in uno stato osteoporotico e deve essere rimineralizzato.
se ci vuole pazienza,io ne ho da vendere,ma la mia preoccupazione è che a distanza di più di un anno non ho mai avvertito un miglioramento e sono stanco di limitarmi a camminare,quando prima ero un ragazzo molto attivo nello sport.
la rigrazio dottore anticipatamente e mi congratulo per la vostra passione per il servizio che offrite.
michele

[#1]  
Dr. Roberto Leo

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Importante e' sapere quando ha eseguito la Risonanza Magentica.
Recentemente o subito dopo il trauma?
Lo scafoide tarsale e' un osso molto delicato e indubbiamnete una sua lesione, sia pur solo contusiva perturba molto la dinamnica del piede per molto tempo.
Come si e' curato sinora?
Che tipo di riabilitazione ha eseguito?
Cordiali saluti
Dr. Roberto LEO

[#2] dopo  
Utente
la risonanza magnetica è stata una mia idea e l'ho effettuata a distanza di quasi un anno, poi ho consultato uno specialista mostrandogli il risultato.
fu lui che mi disse della situazione dello scafoide e che comunque sarebbe passato....speriamo!
precisamente io avverto il dolore nella fase di spinta.
io non ho fatto alcun tipo di terapia o cura,perchè me lo hanno sconsigliato visto che non sarebbe servito a nulla.
anzi mi hanno consigliato di stare tranquillo e di non avere anzia nella guarigione,altrimenti avrei potuto rallentare la mineralizzazione per fattori psicosomatici.
essendo un tecnico ortopedico tempo fa,mi sono costruito un paio di plantari e avverto di meno il dolore,ma solo perchè evito un carico eccessivo sulla volta mediale. poi ne ho evitato l'uso poichè un osteopata mi ha detto che vado a bloccare la dinamica del piede rallentando ulteriormente la guarigione...
caro dottore..io ho le mie idee e ho avuto modo di conoscere tanti professionisti nel settore,per motivi di famiglia e lavorativi,e so che ogni figura sanitaria ha le sue teorie e correnti di pensiero,per questo ne ho provate tutte,ma finora senza riscontri.
la ringrazio di cuore.
un saluto michele

[#3]  
Dr. Roberto Leo

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E' proprio vero. Ogni figura professionale che ruota attoro all'apparato locomotore umano ha la sua modalita' di approccio per la diagnosi e la conseguente scelta terapeutica.
Nella mia personale esperienza nella cura di atleti, nella prima fase del recupero da un traumatismo di entita' medio-lieve utilizzo molto il laser ad alta potenza e la tecarterapia unitamente a ginnastica rieducativa in acqua.
Alla fine del percorso riabilitativo invece la riabilitazione propriocettiva ha per me sempre rivestito un ruolo importante.
Cordiali saluti.
Dr. Roberto LEO