Utente 134XXX
Buongiorno, mi rivolgo di nuovo a voi per avere un consiglio su come comportarmi con mia figlia di 4 anni. E' a detta di tutti una bambina serena e solare,iperattiva (anche a parere della pediatra che la segue) ma tutto sommato educata e rispettosa al difuori dell'ambito familiare. Quando torna a casa dalla scuola materna però si trasforma: si arrabbia con me per qualsiasi cosa, anche la più futile. Non vuole chiedere "per favore" nemmeno se si fa resistenza nel concederle quello che vuole,crede che le sia TUTTO dovuto, non rispetta le regole che abbiamo stabilito in casa (es. non saltare sul divano), mi dice frasi come "non capisci proprio niente" e "tu non puoi sgridarmi!" ecc. Abbiamo provato con la calma e la dolcezza e con l'ignorare alcuni comportamenti, abbiamo provato con le punizioni (es. niente cartoni animati), abbiamo provato con gli sculaccioni, con l'angolo della punizione ed ad ignorarla. Abbiamo istituito persino una "raccolta punti con premi" nel caso si comportasse bene, ma dopo l'entusiasmo iniziale, tutto è tornato come prima. Premetto che io e mio marito concordiamo su quella che deve essre la buona educazione e per questo non ci sembra di averla mai "viziata".3 mesi fa è nata la sorellina,di sicuro l'avrà accentuato, ma il suo comportamento si manifesta da circa 6-9 mesi. Questa estate pensavamo dipendesse dal fatto che non andando più all'asilo e dovendo stare chiusa in casa per il caldo non si sfogasse abbastanza; con la ripresa della scuola abbiamo pensato che, non facendo più il pisolino pomeridiano, fosse troppo sollecitata...quindi abbiamo anticipato l'orario della nanna, ma nemmeno questo è risolutivo.Quando vado a prenderla nel pomeriggio, cerco di essere propositiva e di coinvolgerla in attività da fare insieme o che so che le piacciono, ma ormai sono talmente preventua che di sicuro lei percepisce la mia tensione!Vorrei sapere quale altra strada possiamo provare!Ringrazio in anticipo ed auguro a tutti Voi una buona giornata

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Dr. Gianmaria Benedetti

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Come sempre, forse la strada è quella di 'resistere', con pazienza e fermezza, ribadendo le 'regole' (a partire da quella fondamentale che 'comandano i genitori') e comprendendo che coincide con l'arrivo della sorellina ( 6-9 mesi fa si vedeva già la pancia...) e il 'terremoto' che questo ha comportato, inevitabilmente, per il mondo della bimba.
Affrontare i terremoti (i cambiamenti) fa parte della crescita, ma c'è modo e modo. Magari se qualcuno aiuta può essere utile, ma 'ha da passà a nuttata'. Come si dice in veneto? "Se deve (a)spetar che 'l passa"?
Cordialmente,
Dr. Gianmaria Benedetti

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