Agarofobia e chiusa in casa dal periodo covid

Salve è dal 1994 che soffro di attacchi di panico e agorafobia.
Sono stata da psichiatri, psicoterapeuti e psicologi.
Hanno provato con tutti i farmaci possibili per ansia e depressione ma lunico che finalmente nel 1995 ha funzionato è stato lo Xanax.
Purtroppo hanno continuato a dire che dovevo andare avanti con questo farmaco per 30 anni ( ne prendo 3 mg al dì).
Sono andata in un csm e mi hanno sostituito una compressa con il Roipnol.
Sono stata malissimo, non riuscivo neanche ad alzarmi da letto da quanto la testa girava.
Mi hanno detto che ormai devo andare avanti così.
Il problema è che esco solo due ore al venerdì con mio marito e andiamo al supermercato.
Il sabato andiamo in centro ma siccome mio marito sta facendo unormonoterapia per k non metastatico alla prostata con un risultato positivo (Psa a 0,05) lui non si sente di camminare e e sto in mezzo alla gente per unora.
Poi chiusi in casa.
Lui lavora dal lunedì al giovedì fuori regione.
Io sono completamente sola in una casa isolata dove non cè nessun negozio.
Chiedo solo se cè la possibilità di ritornare a vivere normalmente anche se ho 65 anni oppure come pensa mio marito, a causa della sua depressione da cura ormonale, chiuso in se stesso che non parla per niente, vuole andare a chiudersi in una rsa.
Io credo che morirei.
Grazie se mi risponderà qualcuno.
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico igienista 45.6k 1.1k
Non sembra che la terapia che assume funzioni realmente, visto che comunque resta chiusa in casa se non è accompagnata da qualcuno ed ha ancora sintomi di agorafobia.

Le possibilità di trattamento sono molteplici e vanno provate per stabilire un miglioramento clinico che possa restare costante nel tempo e consentirle di avere una qualità di vita più alta.

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