Utente
Buonasera, scrivo per avere delle delucidazioni sui possibili rischi collaterali all'assunzione dello zoloft.Soffro da anni i disturbi di quella che viene generalmente chiamata depressione.Poco tempo fa mi sono finalmente deciso a intervenire e dopo un consulto psichiatrico mi è stato prescritto il farmaco zoloft, che ho regolarmante preso per la prima settimana dopo la visita. Non ho avuto alcun effetto collaterale negativo, ma nel leggere il bugiardino e nell'informarmi anche su internet ho letto che la sertralina ha un effetto antipiastrinico. Io ho una carenza piastrinica e una conseguente difficoltà, anche se leggera, coagulatoria. Immediatamente ho interrotto la cura, aggravando la mia ipocondria e il senso di ineluttabilità dei miei malesseri. Ora mi chiedo se ho fatto bene, oppure se ancora una volta sono stato travolto dalle mie paure ingiustificate. Vi ringrazio fin d'ora per le Vostre risposte e Vi saluto cordialmente

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Attivo dal 2006 al 2009
Ha una piastrinopenia, ha esattamente accertato perchè? ci può essere una relazione fra la patologia che ha determinato la piastrinopenia e la depressione.
In questo caso prendere psicofarmaci sarebbe completamente inutile. Prima di tutto va sempre stabilito che non esistano patologie fisiche che possono innescare sintomi psichici.
saluti

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Dr. Silvio Presta

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Caro amico, molti degli effetti collaterali riportati nel 'buguardino' sono più teorici che reali, per molti di essi l'incidenza è rarissima, Perciò assuma tranquillamente la cura prescritta; basterà che periodicamente controlli il suo emocromo per valutare la sua tollerabilità.
Per i colleghi: evitiamo di peggiorare la stato d'ansia di chi ci interpella con asserzioni azzardate e confondenti. Solo una modesta percentuale di soggetti che soffrono riescono ad avere una cura appropriata per colpa di pregiudizi ed interpretazioni che poco hanno di scientifico.

Leggiamo questo articolo del Corsera:
'CRONACHE
Le malattie mentali si apprestano a superare le cardiovascolari
Oms: malattie disabilitanti, è allarme depressione
Passerà dal 4° al 2° posto mondiale entro 15 anni. Soffrono del «male oscuro» oltre 150 milioni di persone
GINEVRA (SVIZZERA) - Il «male di vivere» si appresta a diventare una delle malattie più pericolose del ventunesimo secolo. La depressione infatti fa oltre 150 milioni di «vittime» al mondo e dal quarto posto attuale passerà al secondo nel 2020 tra le malattie che provocano maggiore disabilità e giorni persi di lavoro, più del diabete, dell'ipertensione, dell'artrite.
ALLARME - A lanciare l'ennesimo allarme sulla depressione, il ben noto «male oscuro» che spegne la gioia di vivere, è l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) secondo cui le malattie mentali sono quelle che procurano i maggiori danni all'individuo e alla stessa collettività: il 12% dei dayl (ossia disabilità, carico sociale e mortalità) relativi a tutte le malattie è dovuto proprio alle malattie mentali contro un 10% delle malattie cardiovascolari ed un 5% di tutte le forme tumorali e neoplasie. «La situazione è critica ma non per questo va sottovalutata ed occultata: tutti siamo chiamati a farci i conti - dice Michele Tansella, direttore del Centro di Ricerca Oms dell'Università di Verona - c'è bisogno di migliorare le conoscenze per migliorare le cure: per farlo occorrono risorse per la ricerca scientifica e psicosociale».
MALATTIE MENTALI: COLPITE 45O MILIONI DI PERSONE - Per l'Oms a fronte dei 450 milioni di persone che, almeno una volta nella vita, si imbattono in un disturbo mentale c'è bisogno di risorse nettamente superiori al 2% destinato dal fondo sanitario ai servizi di salute mentale: in Italia è sotto il 5%, lontana dal 12% dei dayl. «Occorrono più risorse per la ricerca, per la cura e assistenza dei pazienti, direi il doppio di quelle dedicate ai tumori - avverte Tansella - ma anche più informazione sulla materia». Accanto alla depressione c'è poi la schizofrenia (25 milioni di vittime) l'abuso di alcool e droga (90 milioni) e ansia e stress (che coinvolgono centinaia di milioni di persone). «Molti progressi si sono fatti per la cura di queste malattie invalidanti - conclude Tansella - ma ancora non basta per prevenire l'insorgenza della cronicità».
8 dicembre 2004 - Corriere.it'

Cari saluti
Silvio Presta
Silvio Presta

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Attivo dal 2006 al 2006
Concordo appieno con le osservazioni del Dott.Presta, di cui sono apprezzabili e condivisibili pienamente le note ai colleghi.
cordialissimi saluti

[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

al di la' della querelle in corso in cui non mi intrometto, penso sia il caso conoscere la causa della sua piastrinopenia che puo' essere idiopatica oppure avere una causa organica.
Fatta questa considerazione, lo zoloft e' uno dei farmaci SSRI piu' sicuri dal punto di vista degli effetti collaterali.
Averlo preso per una sola settimana sicuramente non le ha consentito di provarne l'efficacia reale.
E' necessario che si rivolga al suo psichiatra prescrittore facendo presente la sua situazione piastrinica, con controlli periodici e l'assunzione della terapia potra'poi valutare con lui se il rapporto costi/benefici (intesi come rischi/riduzione dei sintomi) puo' consentirle di continuare a prendere il farmaco o meno.
E' sconsigliato in ogni caso interrompere le terapie da soli in quanto poi le ricadute sono peggiori della sintomatologia precedente.

Saluti

Dr. F.S. Ruggiero

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Dr. Claudio Lorenzetti

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Concordo senza riserve con quanto detto dal collega Dr. Silvio Presta (che conosco e saluto). Personalmente aggiungo che la sospensione di una terapia con farmaco che potenzialmente può ridurre il numero delle piastrine in un paziente con piastrinopenia va attentamente valutata: prima di tutto è opportuno valutare l'entità della piastrinopenia, in secondo luogo è possibile utilizzare altri trattamenti antidepressivi per i quali non è previsto alcun effetto collaterale sulla crasi ematica, in terzo luogo deve essere valutata anche l'intensità della depressione che ha colpito il paziente (dati i rischi elevati connessi al non trattamento di una forma grave) e la possibilità di una soluzione di compromesso (proseguire la terapia antidepressiva con monitoraggio frequente della conta delle piastrine).
Cordiali saluti.

Claudio Lorenzetti
Dr. Claudio Lorenzetti