Utente 104XXX
Salve,
sono in terapia da psicologo dopo che l'anno scorso ho affrontato un periodo di crisi con la mia fidanzata, dopo che avevo distrutto il rapporto col mio carattere fastidioso, geloso, abbastanza pesante. Tiro fuori le cose con battute e frecciate e spesso reagisco male.
E' una persona che pensavo non mi avrebbe mai degnato di uno sguardo, invece è quella che mi amato e che ha sempre detto di non avere mai amato nessuno come me. Ma è anche quella che è arrivata a non sopportarmi più.
Il rapporto dopo un po' di tempo si è ripreso e tutto è tornato ad essere rose e fiori, anche se sono sempre stato in ansia che potesse finire.
Ho limato molto il mio carattere, ma vivendo sempre in una posizione di studio e di attesa delle sue mosse, per capire se mi amava davvero, se stava con me solo per abitudine o "sicurezza" o altro. Ogni volta a studiare se mi accoglieva nel solito modo di sempre, se con un bacio più o meno lungo, se con un sorriso più o meno brillante, cercando conferme ogni secondo, in ogni telefonata, in ogni messaggio, valutando ogni dettaglio. Vivevo male, ma vivevo felice perché ero con lei.
Negli ultimi mesi ho iniziato a ripetere gli stessi errori, il carattere che avevo limato è tornato, ho iniziato a vedere difetti o comportamenti di lei che non mi tornavano, accennava a una convivenza o a una famiglia, ma io non ero certo che la volesse sul serio e quindi ho sempre svicolato, in attesa che me ne riparlasse a conferma del suo amore.
Mi ha detto più di una volta che stavo diventando fastidioso e che la stavo portando al limite della sopportazione. Poi ci sono state delle discussioni e adesso credo che non mi voglia più. Sono giorni che sto male e che penso che sia finita, lo vedo perché, anche se è un periodo frenetico per lei, mi dà meno attenzioni al telefono, ci sentiamo meno durante la giornata. Poi, magari, mi abbraccia e mi dà un bacio, ma la vedo più spenta. Dovevamo affrontare l'argomento dopo una litigata, lei mi ha detto che sente che è ancora innamorata e capisce che abbiamo caratteri diversi, che ne avremmo parlato... poi ci siamo rivisti e dice che non c'è bisogno di parlarne. Mi chiama "amore", ma percepisco che non sia sincera.
Tra poco tempo faremo una vacanza insieme, ma penso che finisca prima e non capisco perché la vuole fare con me se tanto, come prevedo, è finita. Io intanto mi sono allontanato, ho flirtato con due donne che ci starebbero per sentirmi apprezzato e me ne pento, penso che la vita voglia punirmi perché l'ho fatto facendomi perdere lei.
Capisco che la terapia intrapresa, tra l'altro, non sta funzionando, ormai è passato un anno. Vi chiedo un parere su cosa potrebbe essere valida, se una terapia breve strategica, una terapia psichiatrica o quant'altro.
Sto distruggendo questo rapporto come ogni altro rapporto, ma stavolta sono innamorato e lo distruggo per mancanza di fiducia in me stesso, perché non so cosa trovi in me e credo che si innamorerà di qualcun altro indubbiamente migliore di me.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Sembra che lei abbia un vero disturbo ossessivo che è stato sottovalutato precedentemente ed oggi riaffiora in modo più incisivo e deciso.

Piuttosto che continuare a stare in questa situazione sarebbe utile una visita psichiatrica ed un trattamento conseguente.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 104XXX

Grazie per la celerissima risposta.

Brevemente completo il dettaglio: ho sempre avuto il terrore di rimanere da solo nella vita (senza un rapporto di coppia intendo) e di accontentarmi senza trovare l'amore.
Il mio primo vero amore, all'età di 25 anni, mi ha deluso, forse con un tradimento.
Sono sempre stato timido e mi sono sempre "accontentato" di chi "ci provava" con me. Questa volta ho trovato la persona che amo veramente, investendoci del tempo e rinunciando ad un'altra persona con la quale stavo uscendo, ed ho il terrore che tutto fallisca, non essendo più il me stesso che l'ha fatta innamorare (questo me lo dice anche lei).
Non ho autostima e per questo non ho fiducia in lei, perché credo che troverà un altro migliore di me, anche se in realtà sono ben conscio che la sfiducia è in me stesso.
Questo mi innervosisce e tornano alla mente altri percorsi della mia vita (es.: non aver terminato l'università) che magari mi avrebbero fatto avere una posizione migliore e quindi più fascino.
Credo di non piacere a nessuna nonostante anche nell'ultimo periodo abbia ricevuto due dichiarazioni evidenti di interesse.
E, quando dico qualche frase o attuo qualche comportamento con la mia ragazza che so che posso benissimo evitare perché la infastidisce, anche se a volte lo faccio per gioco, nonostante ne sia ben conscio lo faccio lo stesso, forse per non sottomettere me stesso. Vivo il rapporto di coppia (tutti i rapporti di coppia) come se dovessi vincere qualcosa, come se dovessi dominare io e l'altra metà debba "adorarmi"... e non capisco perché. O, meglio, se do tot, mi aspetto come minimo tot e vorrei ancora di più per avere conferma dell'amore dell'altra persona.
Il mio terrore è che stavolta mi sono aperto completamente, senza barriere, dando per la prima volta nella mia vita il 100% di me stesso ed oltre e la paura di distruggere il rapporto è talmente tanta... che lo sto comunque distruggendo nonostante le avvisaglie della mia ragazza.

Come vede, sono "ben conscio" delle mie problematiche, ma non riesco a uscirne e a bloccare i miei difetti.

Cosa mi distrugge attualmente è avere ormai la certezza, che magari è solo nella mia testa, che da parte sua non ci sia più niente e vada avanti per inerzia.
Il fatto è che penso che tanto prima o poi finirà male e puntualmente finisce... probabilmente perché sono io stesso ad autosabotarmi.

Quindi lei suggerisce una visita psichiatrica piuttosto che psicologica?
E come trattamento intende di tipo farmacologico?

Grazie mille.