Utente
Buongiorno dottori,
Avevo scritto già un paio di anni fa circa il mio disturbo che potrebbe riassumersi in disturbo di conversione e depressione su base ansiosa.
Dopo vari esami strumentali fatti due anni fa (tac e cefalo, rmn encefalo e midollo, ecg ecocardio Holter, rx torace e vari esami del sangue) e dopo i vari esiti negativi degli stessi, ho iniziato il percorso con gli psicofarmaci.

Ad oggi, da circa un anno però, assumo solo xanax.

Il problema è che da qualche mese sto molto peggio di prima, escluso l'umore, perché praticamente non piango mai.

Quindi sono tutti sintomi fisici:
Non sento il mio corpo e devo concentrarmi tantissimo a camminare o ad alzare un bicchiere d'acqua, peggio ancora per il parlare perché è come se avessi il viso sotto anestesia, non percepisco neppure la lingua in bocca, quindi se posso evito.

Stessa cosa per il respiro, è come se i miei polmoni fossero immobili, dal naso non entra nulla e il respiro lo devo comandare pure, adesso inspiro adesso espiro, e così per tutta la giornata.

Il tutto è accompagnato da una visione a tunnel dell'ambiente che mi circonda, da flash colorati, linee nere che non mi abbandonano mai, freddo eccessivo, giramenti di testa, sensazione di essere in barca e dondolare, una bella dose di irrealta' e confusione e inizio ad avere problemi di memoria.

Il riassunto dei miei sintomi è che sono prossima alla morte perché per me è impossibile che parti tutto dalla mia testa.

L'unica cosa che mi fa stare male è questa, perché ho due bimbe che vorrei veder crescere e non lasciarle sole così piccole, oltre al fatto stesso che io stessa ho 27 anni e vorrei vivere almeno il doppio.

Riscrivo qui quindi per un consiglio più ampio, data la situazione pandemica, nonostante la grande voglia di andarci ogni giorno, non sono mai passata dal pronto soccorso, quindi non sono mai stata visitata.

Dovrei ripetere tutti gli esami fatti due anni fa?
Rivedere la terapia farmacologica?
Non so proprio che pensare e come muovermi.
Vorrei solo star bene.

Grazie mille in anticipo

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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"potrebbe riassumersi in disturbo di conversione e depressione su base ansiosa."

Nel senso che questa è la diagnosi ricevuta ?

L'ultimo anno in cui praticamente non ha assunto cure (lo xanax perde l'effetto nell'assunzione regolare, e comunque non è una terapia antidepressiva).
Invece l'anno precedente che terapie aveva provato ?
C'è un motivo per cui da un anno a questa parte la situazione è ferma e senza una cura ?

Riguardo a quanto dice in fondo, rifare gli esami fatti tempo fa per quale motivo ? Non vedo il nesso.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente
Grazie mille Dottore.
Sì quella è la diagnosi ricevuta.
La prima terapia è stata Xanax 0.5 Rp, Cipralex 20mg e Haldol gocce cambiate di posologia più volte fino alla sospensione e la sostituzione con il Latuda da 74mg.
Anche il Cipralex è stato sostituito con l'Ezequa da 60mg.
A gennaio c'è stata la sospensione graduale di tutto, soprattutto per un elevato aumento di peso(oltre 40kg).
L'unico mai sospeso è stato lo Xanax che è stato portato a 0.25 a rilascio immediato 3 volte al giorno, per poi tornare allo 0.5 Rp.
Il rifare gli esami perché sto ancora così male fisicamente e tanto.
Preferirei un attacco di panico al giorno che stare così H24 e col pensiero che con un disturbo psichiatrico non c'entri nulla e sia una causa effettivamente organica e grave.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Il disturbo da conversione non ha terapie standard, gli antidepressivi con la depressione tornano. Il disturbo da conversione consiste nella dichiarazione e manifestazione di segni e sintomi che riproducono o fanno pensare a determinati disturbi, senza che questi sussistano, come forma di espressione di un malessere mentale.
Non so se questo è il senso della diagnosi che le è stata fatta, a lei cosa è stato spiegato ?
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente
Mi è stato spiegato che è un disturbo somatico che traduce il malessere mentale sul corpo con sintomi che potrebbero ricondurre a disturbi neurologici.
Il problema è che un miglioramento in questi due anni non si è visto mai, anzi se non dal punto di vista dell'umore..
Il malessere fisico però c'è, è quasi invalidante.. Vorrei uscirne da questa situazione.
Lei cosa farebbe?

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Diciamo che il malessere non si traduce, ma si esprime (cioè consiste anche in...) determinare una situazione che riproduce una disfunzione, esempio non muovere le gambe per camminare in assenza di una vera paralisi, o dire di non vederci e comportarsi di conseguenza, fino ad un certo punto.
E' possibile che una persona si comporti come se avesse un deficit pur per altri versi sapendo di non averlo, in una forma dissociata. In alcuni casi probabilmente si tratta di sindromi dissociative tipo depersonalizzazione.

Spesso la cosa è però equivocata con la semplice presenza di sintomi corporei, o il timore riguardante malattie corporee con conseguente presenza di sintomi di dubbio significato.
Dr.Matteo Pacini
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