Utente 118XXX
Ho 34 anni e sono mamma di due splendide bimbe di 3 e 6 anni. Ho già chiesto un cosulto ai neurologi ma adesso ho bisogno di delucidazioni da parte vostra. Circa tre mesi fa ho avuto un forte attacco di panico, erano le due della notte ed è partito con una senzazione di pizzicore alla gola quindi una senzazione di soffocamento il cuore a mille e la sicurezza diella morte imminente. Il mio compagno mi ha accompagnato al Pronto soccorso dove mi hanno somministrato 15 gocce di EN. Poi per un mese tutto ok fino a quando non ne ho avuto un'altro sempre di notte e con la solita conclusione, Pronto soccorso 15 gocce di EN e a letto. A questo punto è cresciuta ansia e paura sempre più costante di morire, affiancate da vari disturbi fisici dovuti ad un forte "capocciata" e ad una gravidanza finita in un aborto spontaneo 3 settimane fa.
Ho fatto Tac e RM al cranio e tranne una sinusite e un problema cervicale non hanno evidenziato problemi gravi, le analisi del sangue vanno piuttosto bene tranne una leggera anemia il problema è lo stomaco e l'intestino, in 2 settimane ho perso 6kg ora sono 42kg sono sepre stanca e senza forze con una pressione molto bassa ( 80 50), il mio dottore senza esami specifici mi ha prescritto Lansoprazolo per una sospetta gastrite acuta secondo lui dovuta dallo stato d'ansia e stress in cui mi trovo, io temo un'ulcera (mia nonna 26 anni fa era stata definita esaurita e solo dopo molto tempo perchè i suoi dolori erano sempre più insopportabili, fecero gli esami del caso da cui risultarono 3 ulcere di cui 2 perforate, curata non guarì ma si sviluppò un tumore allo stomaco e morì 3 anni dopo alla "veneranda" età di 52 anni, sento la sua mancanza ogni giorno)so che sono fissata e sono in cura da una psicologa. Io sono molto restia ai medicinali, soprattutto quando si parla di psico farmaci, così mi sto curando con l'omeopatia. Il problema è che non vedo risultati, anzi mi sembra che, se da una parte riesco a gestire gli attacchi di panico, dall'altra l'ansia e il terrore di morire sono sempre più forti tanto da impedirmi di dormire, sono ormai varie settimane che dormo si e no 5 ore a notte (di solito ne dormo 9 x stare bene) il cervello non si ferma mai rimugina "quale malattia avrò, e se è un'ulcera o qualche malattia rara?" e via dicendo. La mia domanda è molto semplice: se vado da uno psichiatra, di sicuro mi darà psicofarmaci? E se così fosse, ne dovrò prendere per tutta la vita? Io sono sempre stata una persona dinamica esuberante e spensierata e ora mi manca l'aria dalla paura di morire di lasciare le mie bambine e la mia famiglia riuscirò a tornare quella di prima? Vi ringrazio per l'attenzione e vi chiedo un'ulterire cosa: sapete consigliarmi eventualmente qualche medico della mia zona (io abito nella prov di Arezzo più precisamente nella vallata del Casentino)? Scusandomi per il disturbo vi invio i miei più sinceri saluti.

[#1]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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i disturbi di ansia e panico di cui soffre vanno affrontati adesso, senza farsi prendere da paure ulteriori (dovrò prendere farmaci, ecc.)
Innanzitutto è opportuna una visita psichiatrica, per stabilire la diagnosi; per quanto riguarda la terapia farmacologica, se occorre, va proseguita per alcuni mesi, non certo per tutta la vita, e contrariamente a quello che si crede non le cambia la mente, soltanto le evita quella "paura di avere paura" che non la lascia dormire.
Se avesse un ascesso non credo si curerebbe con l'omeopatia, ma con gli antibiotici. Se ora sta male (e ha due bambine)forse dovrà prendere dei farmaci specifici per un po' di tempo. Prima comincia, prima guarisce.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#2] dopo  
Utente 118XXX

Sono qui per un'ulteriore domanda.Ho proseguito fino alla settimana scorsa con il percorso dello psicologo e mi sembrava a giorni di stare veramente bene a giorni di essere in una spirale infinita.
l culmine c'è stato lunedi martedì e mercoledì scorsi quando le miee fobie si sono così accentuate da impedirmi di mangiare bere e toccare qualunque cosa perchè "forse" avrebbe potuto scatenarsi in me uno schock anafilattico. Non ho avuto attacchi di panico ma questa paura che non mi lasciava neanche per un secondo facendomi sentire di continuo la gola che bruciava e si gonfiava.Così mi sono decisa e sono andata piangendo dal mio medico che mi ha prescritto 10 gocce di EN 1mg 2 volte al giorno (8:00-20:00) per 15 gg e10 gocce di Citalopram 40mg la mattina dopo colazione per7gg da continuaread interim con dose aumentata a 15 gocce. Per avere la richiesta di un consulto psichiatrico o dovuto sudare perchè secondo lui non era necessario. Ora sono qui a chiedervi se qusti medicinali possono essere presi assieme visto che nel bugiardino dell'EN è sconsigliato l'utilizzo concomitante di antidepressivi e in special modo il citalopram che utilizza il citocromo P450. Cosa vuol dire che aumentano l'attività delle benzodiazepine? Non so quando riuscurò ad avere un appuntamento con uno psichiatra, tra l'altro spero sia anche psicoterapeuta, ma qualcuno mi ha detto che si va a settembre. Se così mi consigliate di continuare con questa cura che ha me sembra un po' pesante , o come mi ha suggerito un'operatore di una RSA di iniziare con una pasticca di Tavor la sera fino a che non ho parlato con lo specialista? Vi ringrazio per l'interessamento e scusate il disturbo.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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l'operatore di RSA non e' un medico e pertanto non puo' prescrivere farmaci ne' tantomeno consigliarne.

Deve cercare di contattare uno psichiatra al piu' presto.
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[#4] dopo  
Utente 118XXX

Non potendomi permettere uno specialista privato, al più presto, presso la Asl della mia zona, vuol dire settembre. Mi chiedevo se la cura prescrittami dal mio medico curante fosse adeguata o un po' troppo "forte" e, mi permetta la parola, assuefacente. Il mio quesito era: potrebbe essere altrettanto valido l'uso di normali Tavor che di due psicofarmaci, l'uno ansiolitico, l'altro antidepressivo in concomitanza senza poter dare una diagnosi certa? Scusi l'insistenza ma vorrei poi poter tornare ad una normalissima vita senza dover essere sempre legata a questo tipo di medicinali!

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Allora il trattamento con l'antidepressivo e l'ansiolitico e' stato prescritto da un medico, il Tavor le e' stato consigliato da un non medico che gioca a fare il medico con la vita altrui...

Secondo lei quale e' la risposta?

Il problema e' di ben altro tipo cioe' la resistenza a voler assumere farmaci per le solite credenze trite e ritrite della odierna società, oltre che dalle sue resistenze personali.

Scelga cosa vuole ma non chieda quale trattamento e' migliore!
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[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Secondo lei quale e' la risposta?

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[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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La cura impostata dal medico è una cura "ad ampio spettro" sui disturbi d'ansia e dell'umore, ma se non è stata precisata una diagnosi mi sembra un passaggio mancato che invece è fondamentale.
Lei si pone domande sulle terapie che non hanno significato perché isola alcuni elementi letti sul foglietto o altrove e su quelli concentra la sua attenzione per nessun motivo particolare, magari perché una parola più dell'altra la colpisce.
Il medico è stato corretto (ammesso che la diagnosi sia quella di un disturbo d'ansia) a prescrivere un ansiolitico a breve termine e un antidepressivo da rivalutare dopo un periodo di qualche settimana. Non so perché si sia opposto ad una visita psichiatrica, che però è invece indicata senz'altro per la diagnosi. I servizi psichiatrici pubblici sono disponibili nel mese di Luglio, quindi perché non le è possibile andare in una asl per una visita ambulatoriale ?
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 118XXX

Dr. Pacini la ringrazio ma la prima visita disponibile con i servizi pubblici me la concedono a settembre. Per quanto riguarda la risposta del dr Ruggiero, forse non mi sono espressa chiaramente, io non ho chiesto il miglior trattamento, ho chiesto se quello che mi era stato prescritto non fosse stato troppo "forte" vista la situazione di non diagnosi certa. Tengo a sottolineare che ho preso in considerazione il consiglio dell'operatore dell'RSA (tra l'altro un familiare stretto) solo perchè lui ha fatto da tramite tra me e lo psichiatra con cui lavora, non è certo venuto in mente a lui di farmi prendere il Tavor cosi tanto per dirmi qualcosa! Comunque ho capito che i due farmaci non dovrò prenderli "a vita" e che usati insieme non dovrebbero dare strani effetti ed è in questo che spero visto che dopo averli presi devo guidare per 45 km per andare al lavoro dove tra l'altro devo controllare oggetti in modo minuzioso perchè non devono avere difetti di sorta.Perchè ora come ora la mia principale paura è la sonnolenza durante il viaggio e la disattenzione sul lavoro. Preciso inoltre che sto già prendendo L'EN e che da domani inizierò anche il Citalopram di cui la mia farmacia era momentaneamente sprovvista. Grazie a tutti della cortese attenzione.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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l'operatore non medico non può e non deve indicare terapie su cui sistematicamente sbaglia come se io mi mettessi a consigliare ai miei pazienti come riparare il motore delle loro auto. Se "fa da tramite" sbaglia due volte, in entrata e in uscita. Se la fa vedere dallo psichiatra è un conto, se fa da messaggero la cosa è priva di senso di costrutto. Mi meraviglio che la risposta di uno specialista per una persona che ha già impostata una cura sia un altro ansiolitico quando già ce n'è uno.
Tavor e En insieme non ha alcun senso. Se inizierà da domani il citalopram non ha comunque senso rivalutare la cosa prima di un mese, quindi non c'è fretta di avere un'altra prescrizione (e perché mai ?).
Il medico ha impostato correttamente una cura generica eccezion fatta per l'assenza di diagnosi (o forse l'ha fatta ma non gliel'ha comunicata).
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 118XXX

Buona sera a tutti,
seguendo i vostri consigli mi sono rivolta ad uno psichiatra, psicoterapeuta con il quale ho parlato il 23 luglio e che mi ha diagnosticato un forte stato ansioso associato ad una depressione latente. Mi ha cambiato la terapia al posto dell'EN (10 gocce prima di colazione e dieci la sera prima di cena) mi ha prescritto due compresse di Xanax 0,25 una prima di colazione e una nel pomeriggio circa otoo ore dopo la prima e al posto del Citalopram gocce 40 mg ( erano 10 gocce i primi sette giorni poi passate a 15 la mattina dopo colazione)sempre Citalopram ma in compresse da 40mg l'una da prendere una volta al giorno subito dopo cena, seguito da un compressa di Lendormin 0.25 subito prima di coricarmi. Il problema è che adesso lui è in ferie fino a settembre e io sono peggiorata di molto, adesso è da quando ho iniziato la nuova terapia che non dormo che 4, 4 ore e mezza per notte, pensare di rimanere da sola a casa mi mette un'angoscia indescrivibile e sono due giorni che mangio poco e nulla, ho una fame da lupo ma quando provo a mettere in bocca qualcosa la gola si chiude e non riesco a combattere contro questa me stessa che sembra voglia lasciarsi morire di fame. Oggi mi sono pesata, sono 40 kg per 164 cm non ho più forze nemmeno per prendere in braccio le mie figlie. Che caspita devo fare mi sento persa. Tutti compresa la psicologa dalla quale sto andando, mi dicono che sono io che devo sforzarmi, ma credetemi che quest'altra me è più forte (per ora), il mio medico curante è dell'opinione di tornare alla vecchia terapia ( Sembrava che quella funzionasse a meraviglia), ma non mi sembra tanto giusto farlo senza l'approvazione dello specialista che io ho cercato. Avete un consiglio da darmi? Secondo voi potrei cambiare solo il momento di prendere il Citalopram spostandolo la mattina invece della sera? E magari vedere che effetto mi fa per qualche giorno? So' già che mi brontolerete ma avrei bisogno di un consiglio sincero tra l'altro vorrei chiedervi se conoscete un vostro collega che operi vicino al Casentino nella prov di Arezzo e che non abbia un onorario da capogiro visto che lavora solo mio marito e abbiamo due figlie e un mutuo da pagare. Perchè purtroppo il dott con cui ho parlato io opera a Firenze e quindi non pyò seguirmi anche con la psicoterapia visto la notevole distanza e la mia mancanza di possibilità di sostenere oltre il suo onorario a nche le spese dello spostamento. Grazie e scusatoe il poema.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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"un forte stato ansioso associato ad una depressione latente" non è una diagnosi. Ancora una volta non sappiamo di preciso di cosa stiamo parlando.
La terapia è una di quelle esistenti e ad ampio spettro, i tranquillanti sono aumentati e la loro sostituzione (xanax per en) non è un cambiamento significativo.
Io conosco a Montevarchi il Dr. Ribechini, che credo sia anche nell'elenco degli psichiatri di questo sito.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 118XXX

Vi ringrazio molto per la vostra pazienza, io riporto semplicemente ciò che mi viene detto da altri medici. La spiegazione che io sono arrivata a darmi è che ci sono dentro me due io una che ha una infinita e irrazionale paura di morire e che vuole restare in vita ad ogni costo, l'altra che invece sembra volere morire forse per ottenere la risposta all'angosciante dubbio che scatena le mie paure ossia l'impossibilità di conoscere cosa c'è dopo la vita stessa. Il rifiuto del cibo e il mal'assimilamento di ciò che mangio (quando riesco a farlo) me lo fa credere. Troverò una soluzione veloce visto che adesso sono davvero fortemente disabilitata fisicamente e la paura così come la senzazione di impotenza e di solitudine di fronte a tutto ciò che sto passando è sempre più angosciante? Per veloce intendo una ripresa fisica per quella mentale so già che avrò bisogno di tempo probabilmente anni.(Addio sogno di avere 4 bimbi). Grazie infinite a tutti voi, siete molto cortesi e disponibili.

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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La seconda "io" non sussiste, lasci perdere spiegazioni che spiegano ma non hanno senso in sé. Una spiegazione di questo tipo è di solito un modo che le persone hanno di descrivere un disturbo ossessivo. Non so se sia questo l'orientamento diagnostico dello psichiatra.
Eviti di fare associazioni fuori dal mondo, tipo che finché non "guarisce" non può avere una vita. Le persone si curano e mentre si curano vivono, anche benissimo. Questo è da vedersi. Niente le vieta di curarsi per un disturbo d'ansia anche durante le gravidanze.
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 118XXX

Gentili dottori,
sono passati due anni dalle mie richieste di consulto, e vedendo che voi fate ancora parte dello "staff" del sito,
ho avuto voglia di ringraziarvi e di raccontarvi l'evoluzione
della mia malattia;
innanzi tutto, nonostante io abbia cambiato (e non solo
a causa mia) 3 medici, sappiate che la diagnosi è rimasta quella ( attacchi di panico con depressione latente).......
Dopo le nostre "chiacchierate" ai primi di settembre, son di nuovo finita al pronto soccorso, 34 kg difficoltà respiratorie e di movimento esami in regola, solo un po' disidratata, ho richiesto in luogo, un consulto psichiatrico, perchè ero poprio arrivata al limite della sopportazione. Mi sono imbattuta in un giovane medico che non solo mi ha saputa ascoltare, ma è riuscito a darmi i giusti consigli, valutando che, secondo lui, la terapia prscrittami non faceva per me, ma invitandomi a parlarne con il mio psichiatra, con il quale avevo un appuntamento di lì a qualche giorno.
Per la prima volta dall'inizio della
malattia, ho preso una decisione da sola, e già il giorno dopo
ho disdetto l'appuntamento e sono
andata all'ospedale per prenderne uno con il medico
del DSM con cui avevo parlato.
Lui mi ha seguito fino al gennaio successivo, quando è rientrata dalla maternità, la dottoressa che stava sostituendo e con cui ho proseguito fino a dicembre scorso quando lei,subito prima di essere trasferita (uffa!!!) mi ha dimesso!!!!
Ho preso per un anno e mezzo Citalopram e per sei otto mesi in contemporanea Remeron (farmaco meraviglioso con il quale sono riuscita a ridormire per 8 ore di fila già dalla prima sera) , adesso non prendo nessun medicinale!
Ho avuto un altro bimbo, che adesso ha sette mesi ed è uno spettacolo di bambino, e tramite il DSM della mia zona faccio parte di un gruppo di auto aiuto per l'ansia e la depressione!!
Sono guarita? No, credo fortemente, che da queste malattie non si possa guarire, ci si convive e si impara a tenerle sottocontrollo, ma non si guarisce come dall'influenza!!
Ci sono dei giorni che mi sento davvero giù, ma mi sprono e torno alla carica, gli attacchi di panico non mi sono più ripresi, ma perchè grazie alla psicologa e al gruppo guidato sull'ansia adesso ho dei mezzi per controllarli appena li riconosco, tramite la respirazione e il rilassamento.
E i tanto paurosi farmaci??? Bhè io già non li prendo più, ma
se ne riavessi bisogno, non esiterei a riprenderli!!!!
Spero che questo mio riassunto sull'esito della mia
malattia serva anche a chi, trovandosi in situazioni simili, e aprendo per caso questa pagina, sappia che se ne può
uscire, io sono stata fortunata, ho risolto abbastanza in fretta
la "cosa", ma se si ha pazienza e voglia di stare bene,
ce la si può fare!!!!
Grazie ancora ai medici che mi hanno risposto
buon lavoro a tutti...


[#15]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Grazie di averci raccontato l'evoluzione positiva della sua storia; non miracolosa, ma realistica e possibile, grazie alla sua pazienza, nonostante le sofferenze che ha patito, e all'incontro con bravi medici e un DSM che funziona.
Se crede, può inserire il suo caso nella sezione "Spazio utenti: racconta la tua storia di buona sanità" del nostro sito.
La saluto cordialmente
Franca Scapellato

[#16]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

L'unica cosa che non torna è che in merito ai farmaci dice "Bhè io già non li prendo più", come se fosse un fatto positivo il non prenderli più. Facendo questo ragionamento si antepone lo smettere di prenderli con un ragionamento preventivo, e conseguentemente si finisce per non sfruttarli appieno e per il loro potere curativo a lungo termine.

La psicoterapia, peraltro utile e indicata, non serve a sostituirli ma a migliorare i risultati specialmente quando combinata e quando iniziata su un terreno preparato da una buona terapia farmacologica.
Dr.Matteo Pacini
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