Per farla breve vado dal neurologo che mi conferma di avere avuto una'sindrome vagale'

Egr.Sig.Medici,

la mia storia clinica inizia nel luglio del 2000 all'età di 19 anni quando, durante un colloquio di lavoro a casa di un amica, sono svenuto ascoltando il racconto dell'operazione per l'asportazione di un tumore alla tiroide della figlia....dopo quell'episodio pensando di avere qualche malattia tipo epilessia decido di farmi mille esami...risultato? Tutti negativi,ero sano come un pesce...dopo poco però, la paura di svenire nuovamente mi ha fatto insorgere dei malesseri che poco dopo ho capito essere attacchi di panico...sono durati circa un anno e poi sono spariti...premetto che sono sempre stato un tipo ansioso ed anche un pò iperattivo anche prima del 2000 ma una cosa del genere non mi era mai capitata e mi ha condotto ad una vita dove ho rigorosamente evitato anche i luoghi affollati.Purtroppo circa un anno fa dopo vari episodi che non stò qui a raccontare ma che mi hanno stressato moltissimo, sempre durante il racconto di un operazione sono nuovamente svenuto...da quel giorno mi è venuto il sospetto che alcuni argomenti potessero 'turbare' la mia sensibilità in situazioni di particolare stress e farmi svenire...per farla breve vado dal neurologo che mi conferma di avere avuto una'sindrome vagale'...da li ad adesso la mia vita con la consapevolezza del problema che nel precedente episodio del 2000 non c'era, è cambiata nettamente in peggio...in primis ho paura di uscire per incappare in argomenti a me'pericolosi'e quindi esasperato ho deciso di recarmi poco tempo fa,dopo vari tentennamenti e molti pregiudizi da uno psichiatra anche perché recentemente dopo aver visto una foto di un operazione non sono svenuto ma ho perso l'uso dell'udito per circa 1 minuto...vedevo ma non sentivo. Mi è stato prescritto sereupin 20 mg e xanax 0.50.con psicoterapia d'appoggio non ancora iniziata. Per adesso ho avuto solo effetti negativi di ansia placati dallo xanax ma so che con gli inibitori del reuptake della serotonina gli effetti benefici si vedono con il tempo. La mia domanda è questa:il farmaco in questione mi aiuta a non svenire oppure può solo farmi dimenticare il problema?? Non so a cosa sia dovuto tutto questo sicuramente so che da un anno non vivo più serenamente come una volta.

ps:comune denominatore negli svenimenti(ma non nella perdita dell'udito) l'assuzione moderata di alcool ed il caldo.

Grazie per l'aiuto
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.4k 1k 63
Gentile utente,

la sindrome vagale deve essere distinta dai sintomi di evitamento che ha sviluppato durante questo periodo.

Il trattamento con sereupin da' i suoi risultati a dose piena entro 6-8 settimane, dopodiche' va rivalutato.

La psicoterapia o e' psicoterapia con un fine oppure non serve a niente farla di "appoggio" che tra l'altro non vuol dire nulla.
Per fare una psicoterapia deve comunque avere avuto una diagnosi, e la sindrome vagale non e' una indicazione valida.

Vanno considerate anche le cause neurologiche degli svenimenti ed escluse prima di considerare la genesi psichiatrica.

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Attivo dal 2009 al 2011
Ex utente
Egr.Dott.Ruggiero,

la ringrazio per la tempestiva risposta e colgo l'occasione per darle alcune precisazioni.

Nella visita neurologica che ho fatto circa un anno fa non è stato riscontrato niente di anomalo quindi escluderei una causa di questa natura. Ho effettuato anche un ECG con lo stesso risultato e dopo la decisione di rivolgermi ad uno psichiatra mi è stata diagnosticata ansia generalizzata. La psicoterapia dovrebbe consistere nel riabituare il mio cervello a trattare e a vedere argomenti ed immagini che attualmente mi potrebbero causare una sindrome vagale.La psicoterapia non è ancora iniziata, per adesso sto effettuando solo la terapia farmacologica.

La ringrazio anticipatamente per la risposta

[#3]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.4k 1k 63
gentile utente

scrive ECG credo di dover leggere EEG?

Comunque se il suo trattamento dopo 8 settimane non ha dato risultati e' necessario rivalutare il trattamento farmacologico.

La psicoterapia consigliata di quale orientamento sarebbe?

Comunque la psicoterapia non abitua il cervello a fare cose che non riesce a fare ma dovrebbe fornire elementi comportamentali utili al superamento della condizione disfunzionale.
Inoltre dovrebbe consentire di fornire spiegazioni del problema e le motivazioni che spingono a comportamenti anomali.

Secondo me la visita psichiatrica sarebbe utile.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44k 998 248
Gentile utente,

La cura nell'arco di un mese inizia a funzionare. E' evidente che se i fenomeni acuti scompaiono, lei ha modo di constatarlo. Se nel frattempo dovesse essersi sviluppato un evitamento assoluto, una psicoterapia può darle le istruzioni utili a riesporsi alle situazioni temute per constatare la differenza. Ovviamente la protezione è data dalla terapia in corso, mentre la psicoterapia le consente di accelerare il riadattamento alla condizione di assenza di crisi.
I farmaci che funzionano meglio spesso sono quelli con proprietà antivagali in queste forme, ma anche quelli genericamente indicati per ansia e panico sono ottimi.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

[#5]
Attivo dal 2009 al 2011
Ex utente
Egr.Sig.Medici

ringraziandovi di nuovo per le vostre tempestive risposte volevo aggiungere che ho effettuato sia elettroencefalogramma che elettrocardiogramma con esiti negativi infatti nella prima visita con lo psichiatra abbiamo costatato che il problema è di natura psichica (ansia generalizzata).

Se ho capito bene con l'assunzione dei farmaci che sto attualmente prendendo dovrei essere coperto da altri episodi di svenimento o sbaglio? Questo per me sarebbe gia un motivo di sollievo e tranquillità.

Ultima cosa, quali classi di farmaci hanno un'attività antivagale?

Grazie mille ancora per la vostra disponibilità e pazienza
[#6]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.4k 1k 63
Gentile utente,

con il termine sindrome vagale si identifica una patologia che comporta lo svenimento a seguito di una iperattivazione della porzione simpatica della innervazione cardiaca che va a stimolare quindi le cellule cardiache che reagiscono con una serie di stimoli che portano allo svenimento (per grandi linee).

Se la sua diagnosi e' di questo tipo, il trattamento non e' indicato.

Se la sua diagnosi e' regolata da fattori ansiogeni, allora il trattamento puo' essere valido ma potrebbe non agire sui fenomeni che le ho descritto pocanzi.

Pertanto, non si aspetti eventualmente di non svenire piu' e se dovesse accadere abbia come riferimento il proprio psichiatra per la risoluzione del problema.
[#7]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44k 998 248
I farmaci la coprono dai sintomi del disturbo d'ansia generalizzato o dal disturbo di panico che sia.
[#8]
Attivo dal 2009 al 2011
Ex utente
Si, i miei problemi sono di origine ansiogena, spero quindi che i farmaci che sto assumendo dato che come mi avete appena detto, non agiscono direttamente sul sistema che causa la sindrome,possano farmi per lo meno rasserenare o farmi 'dimenticare' il problema.Nel caso, quali tipi di farmaci antivagali potrei prendere? Il mio problema è solo la paura di svenire, con la consapevolezza di non svenire più la mia ansia svanirebbe del tutto e non avrei davvero più problemi di sorta.

Grazie ancora per le risposte

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.4k 1k 63
Eventualmente ne deve parlare con lo psichiatra.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44k 998 248
Se mai di origine nervosa, non ansiosa. Cioè il sistema nervoso li produce. Questo il senso delle diagnosi ricevute. I farmaci che agiscono sul sistema nervoso appunto dovrebbero prevenire questo tipo di reazioni.
Lasci fare al medico.
[#11]
Attivo dal 2009 al 2011
Ex utente
Siete stati gentilissimi professionali ed esaurienti.

Vi ringrazio per la disponibilità considerando anche che oggi è un giorno festivo.



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