Paura di non farcela da sola

Gentili Dott. ri
ho già scritto due volte per lo stesso problema e me ne scuso.
La mia paura, come si evince dai consulti precedenti é di non farcela da sola quando mia madre verrà a a mancare ( mio padre l'ho perso tempo fa)(ho quasi 50 anni e mi ritrovo adesso single)
Ho espresso questa paura a mia madre e le ho detto che forse sarebbe meglio che io iniziassi almeno per qualche giorno a vivere un pò da sola ( potrei farlo) per sviluppare una mia indipendenza emotiva, ma lei non vuole stare sola e dice che proprio perché ho questa paura dovrei invece rimanere con lei sempre finché c'é.
P. s. lei, ripeto non vuole vivere da sola e non vuole neanche una notte rimanere da sola.
Invece di spronarmi e aiutarmi in questo mio blocco è come se mi spingesse a stare con lei dicendo che altrimenti sarà costretta a consumare le sue finanze ( quindi anche una situazione svantaggiosa per me- che fortunatamente comunque lavoro) per trovarsi una persona che almeno di notte le fa compagnia.
Non so come uscirne fuori e se realmente potrebbero essere giuste le sue riflessioni.
Grazie e buona giornata
Dr. Valerio Bruno Psicologo 46 1
Gentilissima,

può succedere che in alcuni casi di attaccamento forte verso uno o più genitori nei figli sia inculcato inconsciamente o meno il seguente messaggio: non crescere, perché ho bisogno di te.
È un'ingiunzione che può manifestarsi nel modo in cui lo sta vivendo lei. Lei, fortunatamente, una sua indipendenza economica ce l'ha. Non lasci che venga condizionata da sensi di colpa immotivati. Parli con sua madre e le dica che è giunto il momento di prendere in mano la sua vita. Il cordone ombelicale deve essere tagliato per il bene suo e anche di sua madre. Le faccia comprendere che l'allontanamento dalla casa materna, non include prendere le distanze emotivamente. Lei potrà essere presente ogni volta che vuole, anche supportando sua madre nella ricerca di una persona che possa farle compagnia. Lei ha 50 anni. Immagino che sua madre sia anziana e, come accade tipicamente in questa fase, la solitudine è amplificata e va presa in ascolto nei modi che le ho suggerito.
Non si preoccupi di aver aperto altri consulti, siamo qui per darle il supporto necessario. Tuttavia, se per lei non fosse sufficiente, valuti anche la possibilità di cominciare un percorso psicologico de visu con un professionista.

Ci tenga aggiornati, se vuole.

Un cordiale e affettuoso saluto,

Dr. Valerio Bruno

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