Loop da cui non so uscire che si porta via tutto
Buongiorno,
Sono incastrato in un loop che sta distruggendo tutte le cose che ho costruito.
Avrei bisogno di una mano.
Scusate se è un po' lungo.
Vado in analisi da quattro anni.
A marzo dell'anno scorso ho una brutta esperienza con una ragazza e perdo il lavoro.
Seguono mesi terribili, in cui sviluppo un'ossessione per Lacan (il mio analista è lacaniano).
Comincio a cercare di convincermi di appartenere a questa o quella categoria del suo pensiero e a verificare continuamente se provo o meno godimento (come dice Lacan).
Dedico a questo tutto il giorno, non parlo con nessuno, taglio con tutte le persone che conoscevo, passo tutto il tempo ad aspettare l'analisi, a novembre finisco quasi per suicidarmi.
Poi conosco una ragazza, ci innamoriamo alla follia, a dicembre per la prima volta (per entrambi) abbiamo il coraggio di costruire una relazione.
Momento favorevolissimo.
Tutto comincia ad andare moto bene, dico la mia alle persone, intreccio relazioni, finalmente faccio delle scelte che sono mie, smetto di parlare di Lacan, frequento l'università.
Dopo le vacanze, cominciano i problemi.
Vorrei lasciare l'analisi, ma il tentativo mi fa paura e ci ritorno, controvoglia.
Dico all'analista che ogni tanto mi sento in dovere di andare a letto con la mia ragazza e l'analista mi dice che è come se qualcuno mi osservasse da dietro mentre faccio l'amore con lei.
Da quel momento non riesco più a vederla nuda: ogni volta penso a lui, mi vengono scatti di rabbia, lancio oggetti e mi viene l'istinto di lasciarla.
Allora lascio l'analisi e vado da una psicologa.
Che è molto affettuosa ("le hanno mai detto he ha Degli occhi bellissimi?") e mi suggerisce che nel futuro potrei essere interessato (come nel passato) ai ragazzi e non alle ragazze.
Dopo due incontri comincio a vergognarmi di quello che ho da dire alla mia ragazza, con la quale fino a quel momento cantavo, recitavo e parlavo con gioia, e mi viene ogni giorno l'impulso di lasciarla, cosa che puntualmente faccio e ritratto.
Torno in analisi.
Dopo una visita in famiglia, comincio ad avere attacchi di panico (?) convinto di avere perso la ragazza, urlo e mi rotolo per terra.
Poi mi viene la depressione.
Infine un disturbo ossessivo fortissimo, continuo a pensare di avere perso lei e a lasciarla.
Deliro e non capisco nulla.
Mi apro sempre meno con lei.
Continuo a chieder all'analista un consiglio, se starle vicino o prendere una pausa, ma ogni volta resta in silenzio e io impazzisco.
Ogni cinque minuti mi s mescola nel cervello una idea diversa.
Con ogni mossa h paura di distruggere tutto: non so se andare in analisi, dalla psicologa, da nessuna parte, se prendere pausa dalla ragazza.
Alla fine ci siamo allontanati per qualche giorno e da quella volta con lei sono freddo e ho come perso l'interesse, ora ci siamo lasciati.
Non parlo con nessuno, non mangio se non un pasto al giorno, non esco di casa e sto perdendo tutto.
Ci amavamo tanto, eppure invece che soffrire continuo a pensare che psi mi può salvare.
Sono incastrato in un loop che sta distruggendo tutte le cose che ho costruito.
Avrei bisogno di una mano.
Scusate se è un po' lungo.
Vado in analisi da quattro anni.
A marzo dell'anno scorso ho una brutta esperienza con una ragazza e perdo il lavoro.
Seguono mesi terribili, in cui sviluppo un'ossessione per Lacan (il mio analista è lacaniano).
Comincio a cercare di convincermi di appartenere a questa o quella categoria del suo pensiero e a verificare continuamente se provo o meno godimento (come dice Lacan).
Dedico a questo tutto il giorno, non parlo con nessuno, taglio con tutte le persone che conoscevo, passo tutto il tempo ad aspettare l'analisi, a novembre finisco quasi per suicidarmi.
Poi conosco una ragazza, ci innamoriamo alla follia, a dicembre per la prima volta (per entrambi) abbiamo il coraggio di costruire una relazione.
Momento favorevolissimo.
Tutto comincia ad andare moto bene, dico la mia alle persone, intreccio relazioni, finalmente faccio delle scelte che sono mie, smetto di parlare di Lacan, frequento l'università.
Dopo le vacanze, cominciano i problemi.
Vorrei lasciare l'analisi, ma il tentativo mi fa paura e ci ritorno, controvoglia.
Dico all'analista che ogni tanto mi sento in dovere di andare a letto con la mia ragazza e l'analista mi dice che è come se qualcuno mi osservasse da dietro mentre faccio l'amore con lei.
Da quel momento non riesco più a vederla nuda: ogni volta penso a lui, mi vengono scatti di rabbia, lancio oggetti e mi viene l'istinto di lasciarla.
Allora lascio l'analisi e vado da una psicologa.
Che è molto affettuosa ("le hanno mai detto he ha Degli occhi bellissimi?") e mi suggerisce che nel futuro potrei essere interessato (come nel passato) ai ragazzi e non alle ragazze.
Dopo due incontri comincio a vergognarmi di quello che ho da dire alla mia ragazza, con la quale fino a quel momento cantavo, recitavo e parlavo con gioia, e mi viene ogni giorno l'impulso di lasciarla, cosa che puntualmente faccio e ritratto.
Torno in analisi.
Dopo una visita in famiglia, comincio ad avere attacchi di panico (?) convinto di avere perso la ragazza, urlo e mi rotolo per terra.
Poi mi viene la depressione.
Infine un disturbo ossessivo fortissimo, continuo a pensare di avere perso lei e a lasciarla.
Deliro e non capisco nulla.
Mi apro sempre meno con lei.
Continuo a chieder all'analista un consiglio, se starle vicino o prendere una pausa, ma ogni volta resta in silenzio e io impazzisco.
Ogni cinque minuti mi s mescola nel cervello una idea diversa.
Con ogni mossa h paura di distruggere tutto: non so se andare in analisi, dalla psicologa, da nessuna parte, se prendere pausa dalla ragazza.
Alla fine ci siamo allontanati per qualche giorno e da quella volta con lei sono freddo e ho come perso l'interesse, ora ci siamo lasciati.
Non parlo con nessuno, non mangio se non un pasto al giorno, non esco di casa e sto perdendo tutto.
Ci amavamo tanto, eppure invece che soffrire continuo a pensare che psi mi può salvare.
Buongiorno,
da ciò che ha raccontato mi sembra che il problema principale non sia tanto "capire chi è" o se ama ancora la sua ragazza, ma il fatto che il pensiero abbia progressivamente preso il sopravvento su tutto. Descrive un funzionamento basato di analisi, dubbi, verifiche interiori e bisogno di trovare una risposta definitiva che però, ovviamente, non arriva mai (continuare a porsi domande, paradossalmente, allontana dalla risposta!). Il rischio è che anche le interpretazioni terapeutiche vengano assorbite dentro questo circuito, diventando altro materiale su cui rimuginare.
Penso sia importante mantenere continuità terapeutica stabile, cercando di evitare di rincorrere conferme o definizioni assolute su ciò che prova o si sente di dover fare. Perché da ciò che scrive mi pare che la sofferenza maggiore non nasca dalla relazione in sé, ma dall’impossibilità di fidarsi della propria esperienza interna senza doverla analizzare continuamente.
Cordialmente,
da ciò che ha raccontato mi sembra che il problema principale non sia tanto "capire chi è" o se ama ancora la sua ragazza, ma il fatto che il pensiero abbia progressivamente preso il sopravvento su tutto. Descrive un funzionamento basato di analisi, dubbi, verifiche interiori e bisogno di trovare una risposta definitiva che però, ovviamente, non arriva mai (continuare a porsi domande, paradossalmente, allontana dalla risposta!). Il rischio è che anche le interpretazioni terapeutiche vengano assorbite dentro questo circuito, diventando altro materiale su cui rimuginare.
Penso sia importante mantenere continuità terapeutica stabile, cercando di evitare di rincorrere conferme o definizioni assolute su ciò che prova o si sente di dover fare. Perché da ciò che scrive mi pare che la sofferenza maggiore non nasca dalla relazione in sé, ma dall’impossibilità di fidarsi della propria esperienza interna senza doverla analizzare continuamente.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisabetta Carbone
Psicologa sistemico relazionale | Sessuologa clinica |
psicologa@elisabettacarbone.it | 351.777.9483
👍🏻Il Dr. Bruno concorda con la risposta.
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 18 visite dal 26/05/2026.
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