Utente 141XXX
Salve. HO 35 anni e da poco sono nuovamente rimasta senza lavoro. Qualche anno fa ho tentato di migliorare facendo nuove esperienze e un corso per cambiare lavoro e , con molta sorpresa , ce l'ho fatta.
Nel nuovo ruolo ho lavorato un anno per poi sentirmi dire alla fine che ero stata brava ma preferivano risparmiare e prendere un apprendista...
All'inizio ho reagito bene poi, complice anche il fatto che devo trasferirmi dalla mia citta' e che mio padre è sotto chemioterapia , sono di nuovo ricrollata nella tristezza... SPecifico che col mio fidanzato va benissimo , la nuova citta' mi piace e mio padre nonostante tutto è forte e sta' abbastanza bene... Pero' è come se mi sentissi una nullita', sempre e nonostante l'affetto delle persone care , l'affetto che mi è stato dimostrato durante il lavoro ecc
E' come se mi sentissi sempre fuori posto e tutto cio' che conquisto non me lo meritassi e vivessi con la paura di essere " scoperta" nella mia nullita'....
Ho perso mia madre di sclerosi amiotrofica laterale a 18 anni e da quel momento mi sono sempre sentita come se mancassi in qualcosa...come figlia, come nipote , ecc
Ho pochi affetti ma sinceri e forti. Mi do' molto da fare e tutti i cambiamenti che ho fatto credevo mi avessero rinforzato invece no.
All'ennesimo stress sono di nuovo a pensare di essere "poco" che non trovero' piu' lavoro ecc....
Eppure faccio tante cose, mi arrangio, lotto, ma non miglioro.
mi puo' dare un consiglio?
grazie

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile utente
Fra tutte le cose che dice nella descrizione del suo problema, forse la più rivelatrice è: "con molta sorpresa, ce l'ho fatta". Si tratta di un'ammissione diretta da parte sua della sensazione di non sentirsi abbastanza all'altezza della situazione.

È possibile che le vicende che le sono successe in famiglia - la perdita della mamma in giovane età, e ora la malattia di suo padre - l'abbiano segnata e che possano avere qualcosa a che fare con il suo senso d'inadeguatezza, ma stabilire se e in che modo potrebbe non essere così importante in questo momento.

Almeno non tanto importante quanto il ristabilire un collegamento fra ciò che lei vuole, ciò che fa e ciò che ottiene. Da un punto di vista psicologico, infatti, quasi sempre la tristezza deriva dal non essere riusciti ad ottenere ciò che si vuole.

Se lei, come dice, sta facendo tante cose ma la sua vita non migliora, il problema potrebbe stare nascosto in vari punti della catena. Potrebbe essere una mancanza di perseveranza, di organizzazione, di incapacità a scegliere un campo dove lei possa dare il meglio di sé. Oppure in una qualche convinzione limitante più generale su se stessa, acquisita nel tempo.

Ci sono anche delle risorse, in ciò che racconta. Prima di tutto, mi sembra di poter individuare il suo fidanzato. E poi i pochi affetti, ma sinceri e forti, che lei ha. E non ultima, ci metterei anche l'iniziativa che ha preso per richiedere un suggerimento qui. Quindi mi sento di poter dire che la sua situazione non mi sembra, in potenza, così negativa.

Penso che potrebbe esserle utile un aiuto psicologico per aiutarla nell'immediato a recuperare dal suo stato di umore cattivo, e subito dopo per aiutarla a far chiarezza su quali sono i blocchi che le stanno impedendo di ottenere ciò che vuole, e superarli. Credo che la sua difficoltà stia nell'imparare come fare a sbloccare le sue risorse da un punto di vista soprattutto pratico. Ossia, non tanto nell'analizzare i perché ma i come.

Tenga anche presente che, quando si riesce a esprimersi al meglio delle proprie possibilità, si diventa automaticamente più forti, più disponibili e più adatti ad aiutare le persone che ci sono vicine, che ci vogliono bene e che hanno bisogno di noi.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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www.giuseppesantonocito.it

[#2] dopo  
Utente 141XXX

Intanto La ringrazio moltissimo perche' ha centrato il mio problema.
Si ancora non riesco a trovare il mio "talento" o molte volte ho seguito cio' che poteva procurarmi un'occupazione ma non la serenita'.
Si credo che avrei bisogno di un aiuto esterno perche' propio non riesco a trovare quel punto che mi trattiene nella mia inadeguatezza..
Se puo' per adesso darmi qualche consiglio pratico gliene sarei molto grata.
grazie

[#3]  
Dr. Daniel Bulla

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gentile utente,
ma come? Dice al Dottor Santonocito che ha centrato il problemae poi gli chiede un "consiglio pratico" via mail?

L'impressione è che lei abbia una specie di "disturbo da rassicurazioni", è come se non bastassero mai fino in fondo le rassicurazioni che le danno gli altri. E questa lacuna alimenta proprio quel senso di insicurezza e inadeguatezza che lei avverte

Normalmente le persone usano le emozioni, come fari nella nebbia, per orientarsi nelle situazioni ambigue.

Il consiglio più "pratico" che ci possa essere in questi casi è quello di fare una visita di persona con uno psicologo o psicologa.

A questo punto perchè non contatta direttamente il Dottor Santonocito che riceve nella Sua zona?

Forse perchè non è ancora del tutto convinta, in fondo in fondo, della necessità di rivolgersi ad uno specialista?

Non aspetti la certezza, perchè il tempo passa
Cordialmente

Daniel Bulla

[#4]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile utente
Se dalla sua breve descrizione è stato possibile intravedere come stanno le cose, ciò potrebbe voler dire che è già motivata a cambiarle. E non sarebbe una cosa da poco, dato che l'agente del cambiamento è sempre la persona stessa, eventualmente aiutata e indirizzata dall'esterno.

Per motivi di regolamento e deontologia professionale, non è possibile effettuare interventi veri e propri sulle persone attraverso un servizio come questo. E non sarebbe nemmeno giusto, dal momento che mancherebbero una quantità di dettagli ottenibili solo da un colloquio faccia a faccia.

Sarebbe come se lei dovesse recarsi in macchina da un posto a un altro e qualcuno le desse indicazioni per email su come farlo: innesta la prima, guarda a destra e poi a sinistra, spingi l'acceleratore, lascia la frizione, ecc.

In linea di principio possibile, ma sconsigliabile.

Tuttavia, può intanto iniziare a riflettere sulle conferme che sta ricevendo qui, usandole come un riferimento per riesaminare le scelte che ha fatto sino ad adesso sotto una luce diversa.

Ad esempio, lei aggiunge che: "molte volte ho seguito ciò che poteva procurarmi un'occupazione ma non la serenità". Questo è un altro indizio importante. Quando si pensa al lavoro come qualcosa che si DEVE fare, non potrà che trasformarsi in un'attività obbligata e quindi sgradevole e arida di soddisfazioni.

Se invece si riesce a partire da un'ottica non di scarsità, quindi di necessità, e quindi di paura, ma dal desiderio, in altre parole partendo da ciò che ci piace fare, e poi lavorare su quello, il cammino sarà forse più lungo rispetto al trovare un semplice impiego senza troppa specializzazione, ma molto più ricco di possibilità, frutti e soddisfazioni.

Una volta qualcuno ha detto: "Trova un lavoro che ti piace e aggiungerai cinque giorni a ogni settimana".

È vero anche che per molte persone non è semplice individuare l'attività ideale. È fin troppo facile lasciarsi distrarre dalle preoccupazioni di tutti i giorni e perdere di vista l'obiettivo. Ma nel suo caso credo che riuscire in questa ricerca sarebbe importante, per i motivi che le ho spiegato.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#5] dopo  
Utente 141XXX

un grazie veramente sentito al Dott. Santonocito che con queste parole mmi ha gia' aiutato molto.
Ho riflettuto e credo di aver gia' acquistito quel pensiero sano che riuscira' a rinforzarmi.
grazie Se sentiro' mai il bisogno di una terapia vera e propia mi rivolgero' a Lei.

e grazie anche al Dott. Bulla per il suo intervento.