Utente 543XXX
Salve, ho 51 anni e sono assieme al mio compagno di 48 anni da oltre un anno.
Lui vive con i genitori ed io da sola. Sono in attesa che il mio compagno comperi una casa che così vivremo assieme.
Il mio compagno è una bravissima persona, lavora tutto il giorno ed il tempo libero lo dedica a me.
Il problema sono io.
Sono stata molto gelosa in una occasione, perchè si è messo a parlare con una bellissima ragazza di trent'anni, guardandola negli occhi e mostrando chiaramente attrazione per lei. Da quel momento la mia fiducia in lui è diminuita ( la cosa è capitata a gennaio di quest'anno). La mia paura è che si innamori di una donna più giovane ed attraente di me e che mi lasci.
Ho avuto animate discussioni con lui accusandolo di non avermi portato rispetto in quell'occasione, Poi, quando camminiamo per strada, guarda tutte le belle ragazze e questo mi fa soffrire. Ovviamente, gli parlo del mio disappunto e lui si giustifica dicendomi che lui guarda tutti.
Premetto che sono rimasta orfana di padre a 7 anni e di fiducia in me stessa ne ho gran poca.
Cosa posso fare per smetterla di essere così diffidente e gelosa?
Voglio guarire.
Vi prego aiutatemi.

[#1]  
Dr. Alessio Congiu

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Gentile utente,

proverò a ricostruire l'evento da lei descritto, al fine di comprendere meglio la situazione da lei descritta.

Recentemente le sarebbe capitato di osservare il suo attuale compagno parlare con una donna più giovane da lei ritenuta molto attraente e piacente (EVENTO); avrebbe quindi pensato che il suo compagno fosse attratto da tale donna e che tale attrazione potesse portare quest'ultimo a lasciarla (PENSIERO); a seguito di tale sgradevole scenario avrebbe quindi provato un vissuto di preoccupazione e gelosia (EMOZIONE). Sotto la spinta di tali sentimenti, avrebbe infine assunto nei confronti del suo compagno un atteggiamento accusatorio, alimentando accese discussioni con quest'ultimo (COMPORTAMENTO). Riassumendo:

EVENTO: il mio compagno parla con un'altra donna
PENSIERO: "Ne è attratto. Potrebbe lasciarmi per lei!"
EMOZIONE: ansia, gelosia
COMPORTAMENTO: litigio

Ora, se tale ricostruzione fosse corretta, la sua richiesta potrebbe tradursi nel riuscire a gestire al meglio i vissuti di ansia e gelosia che delle volte potrebbe provare nei confronti del suo compagno.

Secondo una prospettiva d'intervento di tipo cognitivo-comportamentale, richieste simili potrebbero tradursi concretamente nel modo seguente:

a) evitare di impegnarsi in litigi vari e occasionali, preferendo piuttosto imbastire con il suo compagno discussioni più pacate finalizzate non tanto all'accusa diretta, quanto piuttosto alla manifestazione dello stato emotivo da lei percepito (sentimento di rabbia e di offesa). In breve, il fine della discussione dovrebbe ruotare attorno alla manifestazione dei suoi bisogni affettivi di sicurezza del rapporto e al riconoscimento dei bisogni che il suo compagno potrebbe reciprocamente manifestarle, in un'ottica volta alla ricerca di un compromesso. Utile in tal senso potrebbe essere rivolgersi insieme al suo compagno ad uno specialista per gestire al meglio questa fase di negoziazione.

b) Ridurre l'intensità delle emozioni percepite all'idea di poter essere tradita dal suo compagno, ad esempio provando a distrarsi con altre attività (es., leggere un libro, guardare un film, uscire con un'amica, etc.). Tale soluzione, tuttavia, non risolverebbe in problema alla radice, ma potrebbe comunque aiutarla nel breve periodo per prendere tempo, al fine di evitare di alimentare discussioni poco utili per i fini che si starebbe ponendo (smettere di essere diffidente e gelosa).

c) Gestire i pensieri negativi che la starebbero portando a vivere con gelosia la relazione con il suo compagno. Più sofisticata rispetto alle precedenti, tale strategia si esplicherebbe nel mettere in discussione l'idea che il proprio compagno possa realmente tradirla (es., "Il mio compagno non è poi così attratto da questa donna", "Se anche fosse attratto, ciò non non significa che possa tradirmi o lasciarmi", "Il fatto che io stia vivendo un'ansia simile attesta che tengo molto al mio compagno, piuttosto che questi voglia realmente tradirmi").

Tali indicazioni sono puramente orientative e come tali non andrebbero seguite alla lettera. Non si esclude, infatti, né la possibilità che nessuna di queste possa essere realmente utile per migliorare la situazioni che starebbe vivendo, né che possano esistere strategie probabilmente più utili per tal fine. L'invito, in casi simili, è sempre quello di rivolgersi ad uno specialista con cui poter stabilire un piano d'intervento che meglio risponda al suo caso specifico.

Nella speranza che possa riuscire quanto prima a ritrovare un equilibrio nel suo rapporto, le porgo dei saluti cordiali.

Dr. Alessio Congiu
Dr. Alessio Congiu
Psicologo Clinico
T. +39 345 465 8419
alessio.congiu@hotmail.it

[#2] dopo  
Utente 543XXX

La ringrazio infinitamente