Utente
Buongiorno, tenterò di essere conciso ma comprensibile.

Da 4 anni ho una relazione splendida con la mia ragazza, pur vivendo ancora ognuno con la sua famiglia.

Un mese e mezzo fa, purtroppo, è mancata sua mamma in circostanza non immediate ma di certo inaspettate.

Lei era legatissima a sua mamma, perciò sapevo sarebbe stata una "mazzata" (concedetemi lo slang) importante per lei...mi ritengo una persona paziente, sensibile e che ama ascoltare... ero pronto a mettere davanti a tutto gli interessi della persona che amo con totale devozione e a cui ho affidato tutto il mio futuro.
Ero pronto ad ogni scenario, consapevole delle difficoltà e senza alcuna fretta di un ritorno alla normalità...o cosi almeno credevo.

Purtroppo è capitato quello che non mi sarei aspettato...una totale chiusura nei miei confronti.

Già dai primi giorni successivi lei sostiene di essere cambiata, di non vedere alcun futuro, di non aver mai voluto, in fondo, una sua famiglia, marito e figli...di stare bene solo in casa, da sola o compagnia del papà e del fratello e di non sapere come sarebbe finita tra di noi.

Come è possibile?...le sue parole mi hanno destabilizzato...ero pronto a tutto ma non al fatto che questo suo lutto potesse mettere in discussione il nostro rapporto finora bellissimo...e questo punto l'errore è probabilmente stato mio.
Non sono riuscito a nascondere questa mia paura, non tanto a parole ma nel comportamento, e lei che mi conosce lo ha capito.

Passano le settimane...io propongo ogni tanto di vederci per un caffe...le scrivo e la chiamo, ma senza alcuna pretesa di risposta o accettazione...volevo solo che sapesse che ero li per lei.
Ogni tanto accettava di vedersi...salvo poi rinfacciare la cosa e rinfacciare il fatto che il lutto era suo e che, per farla breve, io ero ero solo un peso che la ha impedito di vivere il lutto del primo mese.
Mi dice di evitare di proporle di vederci...se e quando ne ha voglia lo proporrà lei.

Questa è la situazione ad oggi...ci sentiamo per telefono qualche volta al giorno...ma è fatto divieto di fare programmi anche a brevissimo termine, di parlare del suo lutto o di cose che possano ricondurre alla sua situazione.


Mi rendo conto di avere un carattere molto diverso...a seguito di un lutto io mi appoggerei totalmente alla persona che amo (parlo per eventi già avvenuti), impazzirei all'idea di non averla vicina.


Io mi rendo conto del dolore che sta provando, so che un mese e mezzo non è NIENTE, e ripeto, non ho alcuna pretesa o fretta...ma proprio non riesco a capire come nonostante l'enorme dolore una persona possa allontanare in questo modo chi le vuole solo stare vicino e con cui si aveva un rapporto cosi stretto.


Io per ora risco a mantenere le distanze imposte...ma non so ancora per quanto potrò stare in questo limbo in cui la mia fidanzata mi ritiene un peso e non un supporto.


E' normale un comportamento del genere?
sono disperato.


Grazie e scusate dello sfogo

[#1]  
Dr. Daniela Benedetto

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Buongiorno
Mi pare di osservare che alla fine la sua ragazza abbia messo anche lei in una condizione di lutto, privandola del rapporto con lei.
Il lutto c’è’ ma questo non esclude che si possa civilmente stabilire le modalità di approccio con le persone a cui si vuole bene.
Ad una prima fase di negazione dell’accaduto ne segue una di rabbia ed infine l’accettazione della mancanza attraverso un periodo depressivo.
L’eccessivo senso di dolore sembra aver rafforzato la difesa del nucleo familiare chiudendosi tutti in una bolla
Il lutto in senso fisiologico può durare anche un anno ma a volte c’è’ bisogno di un approccio terapeutico, se ci si blocca in una delle fasi descritte precedentemente.
Che dirle?
Se la ragazza le ha detto che non vuole vederla più non si agganci ad un gioco masochistico
Pensi a se stesso perché anche lei ha il suo dolore non meno importante.
Sarà la sua compagna a cercarla, quando avrà raccolto dentro di se’ il proprio dolore senza viverlo come legato al rapporto con lei.
Mi tenga aggiornata se vuole .
Dr.ssa Daniela Benedetto
Psicologa e Psicoterapeuta a Roma
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