Utente
Salve ho 45 anni convivo da due.

Lui soffre da circa 6 di attacchi di panico e ansia.
Motivi per cui la nostra vita sessuale non è mai stata poi così attiva.
Adesso siamo passati ad un rapporto al mese, e lui sempre passivo.
Non sdegna il sesso orale, ma su di me mai praticato.

Ieri chiacchierando in base l’argomento trattato ho chiesto se fosse mai stato con un trans.

Ha risposto si! Ma si è solo fatto fare un rapporto orale.

Io non credo che sia successo solo una volta, visto che per lavoro l’ambiente era quello.

Non mi ha neanche sconvolto, ma ora mi chiedo è se fosse così limitato con me perché non prova attrazione?
So che mi ama tantissimo, ma il
Sesso tra noi e quasi una rarità, lui dice che è ipocondriaco che conta i battiti, non riesce più a pensare al sesso.
Gli è passata la libidine io non so più che pensare.

Certo che da oggi lo vedo meno maschio, ho provato a chiarire.
Ma nulla da fare è una storia vecchia di 15 anni fa è successa solo una volta per curiosità.
Per lui l’argomento è chiuso, ma non mi ha risposto alla mia domanda come mai con me non è così attivo.

Non so che fare aiutatemi grazie

[#1]  
Dr.ssa Paola Scalco

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
ASTI (AT)
CASTELL'ALFERO (AT)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
"Lui soffre da circa 6 di attacchi di panico e ansia."
"lui dice che è ipocondriaco che conta i battiti, non riesce più a pensare al sesso."

Gentile Signora,
in tutto questo tempo cos'ha fatto il suo compagno per cercare di superare queste problematiche?
Si è rivolto ad uno psicoterapeuta e/o uno psichiatra per provare a risolvere, o almeno alleviare la sua sintomatologia?

Ansia e ipocondria sono nemiche della sessualità ed è verosimile ciò che lui le ha raccontato: ciò che accade nel corpo durante un rapporto sessuale (accelerazione del battito, sudorazione, respiro affannoso...) per un ipocondriaco è un'esperienza spiacevole, poiché assimilabile nella sua mente ansiosa, ad esempio, ai sintomi di un attacco di cuore.
E dunque diventa comprensibile che cerchi il più possibile di evitare tale esperienza, perché niente di più lontano dal piacere.

"Certo che da oggi lo vedo meno maschio"

L'etichettamento è uno degli errori di pensiero che rischiano di compromettere le relazioni e, in ogni caso, distorcono inevitabilmente la realtà, dal momento che pongono le basi per il pregiudizio.
Davvero la sua virilità dipende da questo episodio?
Sarebbe stato differente se, in analoghe circostanze, a praticargli sesso orale fosse stata una donna? O una prostituta?
Credo non vada confusa la sessualità con la genitalità, considerando anche la possibilità che si sia trattato semplicemente della realizzazione di una fantasia trasgressiva.
Leggo tra le righe il timore che la causa dei problemi nella vostra vita sessuale possa essere un ipotetico orientamento omosessuale del suo compagno: è cosi?

Cordialità.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com

[#2] dopo  
Utente
Gentile Dottoressa, al primo attacco dopo il ricovero , so che aveva iniziato una terapia e una cura farmacologica.
Poi non si per quale motivo venne interrotta.
Noi stiamo insieme da tre anni , io un po’ di miglioramento almeno apparente lo vedo . Dopo essermi documentata sugli attacchi di panico e ansia , oltre a stargli vicino , ho provato a spronarlo delicatemente ad iniziare di nuovi un percorso . Avevo accettato ed iniziato, poi è arrivata la pandemia e dopo 3 sedute non ha più proseguito .

Il mio timore in primis è che lui stia accettando di non fare alcun sforzo fisico , li evita tutti oltre all’atto sessuale , proprio perché come ha ben detto lei questo simula per lui un infarto. Non è l’omosessualità che mi fa paura , questo non potrebbe mai cambiare il sentimento , ma vorrei capire se dietro il suo frenarsi con me davvero è l’ansia o forse una poca attrazione nei miei confronti . Perché io non so se ha mai praticato a delle donne esempio un cunnilingus , così come non so se davvero sia stata solo un esperienza .
Quindi visto che con me non è mai stato tanto virile ,ed io ho sempre pensato creduto fosse l’ansia . Ora si un po’ dubito e soprattutto non capisco ,

Cosa per me importante , per capire durante l’atto sessuale è l’ansia a far da padrona ci sta , è comprensibile, ma perché invece se sono io a praticargli del sesso orale non conta i battiti ? E non ha paura ?

Dottoressa grazie davvero per il suo parere

[#3]  
Dr.ssa Paola Scalco

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
ASTI (AT)
CASTELL'ALFERO (AT)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signora,
le aspettative collegate ad un'idea di virilità che coincide pressappoco con quella di elemento attivo nel rapporto (non solo sessuale, ma nella vostra relazione in generale), rischiano di produrre delusione.
Fuori dalle lenzuola il suo compagno si comporta diversamente? E' una persona intraprendente, che le fornisce sicurezza e senso di protezione? Si dimostra attento alle sue esigenze e generoso nei suoi confronti?
Lei desidera questo dall'uomo che le sta accanto, o ha altre prospettive?
Questo esula un po' dallo specifico quesito che ha posto, ma credo non si possa ragionare per compartimenti stagni e mi auguro che rispondersi a tali domande possa offrirle qualche ulteriore spunto di riflessione.

Ciò che lui ha fatto in passato, prima di conoscere Lei, non dovrebbe condizionare il vostro presente: l'unicità della vostra coppia va costruita giorno per giorno, con mutuo impegno su tutti i fronti.
In particolare nella sessualità va escluso il pretesto del "ho/abbiamo sempre fatto così" e l'instaurarsi di ruoli e sequenze predeterminate e sempre uguali.
A mio avviso, giustamente Lei "rivendica" una reciprocità che ritengo non egoistica, poiché ha comunque la funzione di alimentare il piacere di entrambi e non segue la logica ragioneristica del dare-avere. Chi non gode dello spettacolo del piacere del proprio partner, sapendo di esserne l'artefice?
Nel momento, invece, in cui serpeggia l'idea di una distribuzione del "potere" (che in questo caso sarebbe non equa), si pongono già le premesse per un'esperienza negativa.

Dal momento in cui lui non è del tutto refrattario all'idea di andare dallo psicologo, potrebbe provare a proporgli una consulenza di coppia: evitando vittimismi e colpevolizzazioni, può partire dalla sua insoddisfazione e dalla convinzione che ci siano margini di miglioramento per entrambi.
Sarà quella l'occasione di discernere se l'eventuale intervento successivo coinvolgerà entrambi, o se sia più efficace per il momento un percorso terapeutico individuale diretto al suo compagno.

Saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com