Utente 140XXX
ETà 22 SESSO M
HO SEMPRE "SOFFERTO" DI UNA CERTA EMOTIVITà:COSA FIN QUI DEL TUTTO NORMALE CREDO.CON IL PASSARE DEL TEMPO L'EMOTIVITà S'è TRASFORMATA IN UN INCAPACITà DI GOVERNARE ME STESSO: TREMORE DELLE MANI,ECCESSIVA SUDORAZIONE DELLE STESSE,INCAPACITà NELLO SCANDIRE SUONI E PAROLE.ULTIMAMENTE (MI RIFERISCO AJI ULTIMI 3 ANNI) LA COSA S'è FATTA INSOSTENIBILE: DURANTE ESAMI ALL'UNIVERSITà MA ANKE DURANTE TUTTA LA MIA QUOTIDIANITA E IN GENERALE IN TUTTE QUELLE OCCASIONI IN CUI SI RICHIEDE DA PARTE MIA FERMEZZA E LUCIDITà MENTALE ,LA MIA MENTE ENTRA IN STALLO. LA PARTE RAZIONALE E LOGICA DI ME è INCAPACE DI OPERARE ( QUALCHE VOLTA MI RISULTA DIFFICILE ANKE FARE SEMPLICI CONTI E SCRIVERE CORRETTAMENTE IL MIO NOME!).LA COSA è QUANTO MAI FRUSTRANTE POICHè LIMITA IN MANIERA ECCESSIVA LA MIA PERSONALITà ( PROBABILMENTE è PRORPIO QUEST'ULTIMA A DEFICITARE) E LE MIE CAPACITà.LA COSA PIù GRAVE è CHE COSCIENTE DI QUESTO "FRENO" è NATO QUASI UN RIFIUTO NEL RICORRERE ALLA MIA RAGIONE AL PUNTO TALE DA
RIFIUTARE QUALSIASI LAVORE CHE IN QUALCHE MODO M'IMPEGNI DA QUEL PUNTO DI VISTA E DI RIMANDARE IN CONTINUAZIONE PREFERENDO CHE QUALCUNO LO FACCIA A POSTO MIO (MI FIDO MAGGIORMENTE DEL LAVORO ALTRUI CHE DEL MIO!),INCONTRANDO SERISSIME DIFFICOLTà NEL TROVARE CONCENTRAZIONE CHE NEL MIGLIORE DEI CASI NON SUPERA IL MINUTO.
UN ANNO FA MI SONO RIVOLTO A UN NEUROLOGO IL QUALE MI HA PRESCRITTO DEL TAVOR EXPIDET DA ASSUMERE PRIMA DI OGNI ESAME O QUALSIASI TIPO DI PROVA MA SENZA RISULTATI.
CREDO QUINDI CHE LE RAGIONI VADANO RICERCATE NELLA SFERA PSICOLOGICA E CHE LA FISIOLOGIA CONTI BEN POCO (ANCHE SE LE MANI SONO SUDATE DAL MATTINO FINO ALL'ORA DEL SONNO).
VI PREGO DI DARMI QUALKE CONSIGLIO, SE RIVOLGERMI EVENTUALMENTE A QUALKE STRUTTURA SPECIALISTICA.
RINGRAZIANDOVI ANTICIPATAMENTE VI PORGO I MIEI SALUTI.

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Dr. Daniel Bulla

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Gentile utente,
inizierei col consigliarle di non affliggersi troppo pensando che forse la sua personalità "è deficitaria", non credo vi sia nulla di simile.
Certo la situazione che lei descrive, ed i vissuti ad essa correlati, è piuttosto spiacevole. In psicologia una patologia diventa tale nel momento in cui causa un certo livello di disagio (personale, sociale, lavorativo, ecc). Senza dubbio, però, lei si trova ora in una posizione piuttosto favorevole, in quanto avvertendo un campanello d'allarme ha sentito la necessità di chiedere aiuto. Il voler stare meglio non può altro che favorirla nel processo di guarigione. Come lei stesso ha ipotizzato, il primo passo è proprio quello di rivolgersi ad una struttura specializzata, quantomeno per capire da dove viene tutto questo malessere, e come si potrebbe eventualmente procedere. Provi ad informarsi, attraverso il suo medico, dell'esistenza di tali strutture nella sua zona, oppure provi a rivolgersi ad un professionista privato.
Le porgo cordiali saluti

Dr Daniel Bulla
Cordialmente

Daniel Bulla

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Dr. Alessandro Roscetti

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Carissimo,
l'ansia è una grande amica che ci consente di darci il permesso di esercitare il potere di riconoscere cosa come e quando stiamo vivendo condizioni che "non Ci stanno bene". Non merita di essere "bloccata" con farmaci, ma piuttosto di essere conosciuta e per questo di andare eventualmente a "scuola" per imparare a gestirla. Esistono Consultori di Psicologia anche nella Tua Città: questa potrebbe essere eventualmente un modo di frequentare una scuola idonea.
Nel contempo il "trucco" sta nel vedere quando, come, e per quali fatti/condizioni si manifesta, Ti parla... per orientarti su come è meglio per Te "muoverTi".
Si tratta di decodificare in quali momenti affettivi, lavorativi, personali tende a chiamarti, e di conseguenza verificare ciò che è bene per TE.

Un Abbraccio
A disposizione
Alessandro Dr. Roscetti