Utente 130XXX
Buongiorno,

Ho 38 anni, e ho sempre avuto un sonno regolare: 8 ore al giorno, talvolta anche 9 sabato e domenica.

Purtroppo, da circa un mese, si è "rotto" qualcosa: difficilmente dormo più di 4-5 ore per notte, e sempre più spesso (ormai anche più volte a settimana) trascorro l'intera notte senza chiudere occhio. Ciò può accadere sia che sia a casa, sia che debba andare al lavoro.

La conseguenza è che al mattino, se non ho chiuso occhio le mie attività sono fortemente penalizzate, con inappetenza e malessere generale.

Ritengo che ciò sia dovuto ad ansia, causata dalla stessa insonnia: non riesco ad addormentarmi perché ho paura di non riuscire di nuovo a dormire. I sintomi sono una "tensione" nei piedi, nelle gambe, allo stomaco, agli altri ineferiori, nei muscoli del collo e talvolta tachicardia.

In passato, ero talvolta soggetto ad ansia in occasione di esami, viaggi, ecc., ma spariva subito dopo; oggi invece l'ansia è immotivata.

Il medico di base mi ha consigliato di prendere del Serabén in gocce prima di andare a letto: i primi giorni mi pareva che desse un certo beneficio; oggi invece non ha più nessun effetto.

Aggiungo che recentemente ho fatto un certo numero di esami: esame del sangue, Rx torace, ECG: tutto OK.

Grazie dell'aiuto!

[#1] dopo  
Dr. Silvio Presta

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Gentile utente,
l'insonnia rappresenta nella quasi totalità dei casi il sintomo di un quadro ansioso e/o depressivo. E' perciò importante trattare in modo corretto il problema di fondo, la cui risoluzione coinciderà con la scomparsa dell'insonnia. Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista competente in clinica e terapia dei disturbi d'ansia e dell'umore che facilmente potrà disegnare una cura specifica.
Cari saluti
Silvio Presta

www.silvio-presta-psichiatra.tk
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[#2] dopo  
Dr. Silvio Presta

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l'insonnia rappresenta nella quasi totalità dei casi il sintomo di un quadro ansioso e/o depressivo. E' perciò importante trattare in modo corretto il problema di fondo, la cui risoluzione coinciderà con la scomparsa dell'insonnia. Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista competente in clinica e terapia dei disturbi d'ansia e dell'umore che facilmente potrà disegnare una cura specifica.
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[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

l'esclusione delle cause organiche di tale condizione consente di fare una diagnosi definitiva di ansia.
In particolare, il profilo tiroideo e gli anticorpi tiroidei potrebbero risultare alterati in queste situazioni.
Inoltre, le abitudini di vita possono essere responsabili a lungo andare di una rottura non prevista, ad esempio se beve o fuma un'ora prima di andare a dormire cio' potrebbe comportare l'insonnia, anche se precedentemente non accadeva pur mantenendo tali comportamenti.
Esegua gli esami per la tiroide e qualora fossero negativi l'introduzione, inizialmente, di un adatto ipnoinducente le consentira' di ristabilire il normale ciclo sonno-veglia.
Se pero' la condizione fosse legata ai sintomi ansioni allora andranno adeguatamente trattati anche questi ultimi

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#4] dopo  
Dr. Daniel Bulla

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Gentile Utente,
mi trovo d'accordo con i Colleghi nel consigliarle inizialmente di completare l'indagine medica per eslcudere patologie mediche (ad es quella tiroidea come ricorda il Dr Ruggiero). Col medico curante mi accorderei per una terapia di regolazione del sonno, funzione molto importante per ristabilire il giusto equilibrio fisico ed emotivo. Terzo, mi rivolgerei ad uno psicologo della sua zona di residenza per capire da dove arriva questa (probabile) ansia e come gestirla, ma anche per imparare qualche strategia di "igiene del sonno", ovvero quali sono le cose da fare o da evitare per migliorare la qualità del suo riposo notturno.

Cordialmente

Daniel Bulla
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Daniel Bulla

[#5] dopo  
Utente 130XXX

Grazie per le vostre risposte,
le terrò senz'altro in considerazione.

Mi pare di capire che il Prof. Presta, più degli altri, veda l'insonnia più come sintomo che come causa. Probabilmente ha ragione, però ho la sensazione che l'ansia cresca proprio a causa delle precedenti notti insonni, e che se riuscissi ad addormentarmi senza problemi per un certo numero di notti di fila, forse il problema di ansia rientrerebbe, o per lo meno sarebbe più gestibile.

Approfitto per aggiungere, nel caso potesse essere utile, che normalmente soffrivo di emicrania 2-3 volte al mese (che non ho mai curato poiché spariva spontaneamente durante la notte), e che questa è completamente scomparsa con l'insorgere dell'insonnia. Inutile dire che la rivorrei volentieri indietro!!

[#6] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

a maggior ragione la valutazione di un quadro ansioso potrebbe essere l'indicazione piu' utile, dopo pero' aver effettuato le indagini cliniche di esclusione di patologie organiche.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#7] dopo  
Dr. Giovanni Ronzani

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Gentile Utente,
l'insonnia così come l'ansia associata alla stessa, nel suo caso, andrbbero considerati dei sintomi, ovvero un "qualcosa" che accade, ma non sappiamo ancora perchè. Sarebbe utile cercare di capire se e quali eventi sono accaduti prima di tali cambiamenti e come sono stati vissuti. Interessante l'osservazione sull'emicrania, che probabilmente condivide la stessa natura di somatizzazione dell'ansia che ora troviamo nell'insonnia. Penso che il problema potrebbe essere affrontato sia farmacologicamente che con una buona psicoterapia. Personalmente non scarterei a priori l'idea di cercare di approfondirne le cause consultando un buon psicoterapeuta.
Cordiali Saluti
dr G. Ronzani
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[#8] dopo  
Dr.ssa Flavia Ilaria Passoni

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Gentile utente,
è assolutamente possibile che nel suo caso si sia creato una sorta di "circolo vizioso" per cui il ricordo delle precedenti notti insonni possa inescare ed accrescere il timore, al momento dell'addormentamento, di avere ancora una volta grandi difficoltà ad addormentarsi incrementando così l'ansia, ciò non toglie però che l'insonnia in sè -e probabilmente anche l'emicrania- sia un sintomo di uno stato patologico di tipo medico oppure, se escluse con certezza cause organiche, psicologico-psichiatrico. Per questo mi sento anch'io di consigliarle di concludere l'accertamento medico, in modo di poter essere sicuri di riferire il suo malessere ad un quadro psicopatologico di tipo ansioso-depressivo. A quel punto sarà possibile impostare una terapia. A questo proposito un ipnoinducente potrà eventualmente esserle utile per una iniziale regolazione del ciclo sonno-veglia, con una particolare attenzione per i possibili effetti collaterali di alcuni farmaci e per l'effetto di assuefazione per cui, sul lungo periodo, è necessario incrementare progressivamente le dosi per ottenere il medesimo effetto di prima. Nella mia modesta esperienza ho avuto occasione di verificare, per casi analoghi, un'ottimo risultato in tempi molto brevi delle sedute di ipnosi: la semplice induzione di uno stato di coscienza modificato simile alla fase di addormentamento condotto da un professionista competente ( che di per sè non sarebbe terapeutico e nella conduzione di psicoterapie per specifici disturbi trae in effetti la sua efficacia dall'utilizzo di metafore e di un linguaggio analogico applicati in questo particolare stato)si è rivelato in questi casi, già di per stesso utilissimo per una regolazione del ciclo sonno veglia e per un incremento della durata e qualità del sonno.

Con i migliori auguri
F.I.Passoni
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F.I.Passoni
Dir. di SYNESIS, Centro di Consulenza Psicologica, Psicoterapia & Ipnosi Clinica

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[#9] dopo  
Utente 130XXX

Dopo i doverosi ringraziamenti per le vostre risposte, vi aggiorno sull'"evolversi" della situazione.

In accordo con il medico curante, che ritiene ancora prematuro l'intervento di uno psicoterapeuta, pensando che riuscire a "farcela con le mie forze" potrebbe risolvere il mio problema presto e bene (insultatemi pure! :-)), o di altri esami clinici in aggiunta a quelli già effettuati, ho iniziato una cura, che dovrebbe durare un mese, utilizzando un integratore alimentare "aSian", a base di vitamina b12, valeriana, ecc. e accompagnato a "trucchi" di igiene del sonno (dieta, abitudini, ecc.). Mi ha sconsigliato l'impiego di ansiolitici, poiché i tempi sono troppo lunghi.

Dopo una settimana positiva (5-6 ore di sonno per notte, poche per i miei vecchi standard ma comunque incoraggianti), purtroppo ora vengo da 3 notti molto difficili (non più di 2 ore di sonno, tra le 4 e le 6 del mattino).
La difficoltà ad addormentarmi (non sento gli "occhi pesanti"), o l'impulso di muovere un muscolo o respirare profondamente mentre sono molto rilassato, o la sensazione di tornare lucido un attimo dopo essermi addormentato, temo siano di nuovo legati all'"ansia da addormentamento", che speravo di essermi già lasciato alle spalle.

Nel frattempo, sto cercando anche di trovare nuovi stimoli nella vita quotidiana, quali l'iscrizione a un nuovo corso serale di lingue, ma, onestamente, non so quante energie mi rimarranno per seguirlo.
Anzi, negli ultimi giorni sta subentrando anche la paura che questo disturbo possa avere ripercussioni sul lavoro, che, pur costandomi fatica in giornate come oggi, e' l'unico momento in cui riesco, almeno un po', a pensare ad altro (in famiglia, dopo aver confidato il problema, sono piuttosto preoccupati, e la cosa non mi aiuta).

Il suggerimento dell'ipnosi è sicuramente una valida possibilità, ma vorrei evitare di essere schizofrenico nel cambiare cura continuamente.

Leggendo questo Forum, mi aspetto delle critiche per non aver ancora sentito un vostro collega; in ogni caso i vostri commenti mi interessano molto.

[#10] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

nessuno di noi e' qui ad attaccare ne' criticare nessuno.
Vengono date delle valutazioni in merito ai sintomi e delle possibili soluzioni ai problemi.
Lei ha la liberta' di scegliere di utilizzare un consiglio piuttosto che un altro oppure di non utilizzarne proprio.
Eppure, personalmente non sono d'accordo con l'approccio del suo medico di famiglia, il motivo lo puo' leggere nei miei precedenti consulti forniti per la sua domanda.
Anche io le avevo consigliato stili di vita per il sonno piu' regolari ma non per questo ho escluso la possibilita' di cause organiche responsabili di tale quadro.
Se, per esempio, Lei avesse una tiroidite in atto, ora sarebbe il momento di fare la diagnosi e limitare i danni.
Puo' anche non averla, ma lo potra' sapere solo dopo aver effettuato gli esami del sangue previsti.
Allo stesso modo, se il suo fosse un sintomo ansioso, il trattamento specifico le consentirebbe di ritornare alla normalita' in breve tempo mentre procrastinando il problema i sintomi potrebbero insorgere in modo piu' violento e limitante.
Per questi motivi, nessuno giudica le sue scelte, ma e' meglio avere la consapevolezza delle scelte fatte per poi non andare a pentirsene successivamente

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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