Utente 155XXX
Gentile Dottore, ormai da molti anni soffro di una rizoartrosi bilaterale progressiva con evidente gonfiore alla base dei pollici e dolore nella presa. Fin qui mi è stato consigliato solo l'uso di un tutore e l'assunzione di antinfiammatori. Assumo da oltre un anno con un certo vbeneficio e senza effetti negativi la Glucosamina, e se ne trovo, Glucosamina con Condroitina, mentre una cura con Clorochina mi ha suscitato una reazione allergica molto forte.
Da qualche giorno ho eseguito una Elettromiografia, che ha rilevato anche un tunnel carpale medio alla mano destra e lieve alla sinistra.
Come tipologia di intervento mi dicono, nella città in cui vivo, che farebbero una Artrodesi, ma la descrizione dell'intervento mi sconsiglia di procedere in quella direzione. Ho sentito che si può eseguire l'operazione in endoscopia, come chirurgia dello sport, con risultati meno traumatici e molto più efficaci, ma non conosco strutture in cui si eseguono queste operazioni, nè so valutare se il livello di tale tipo di intervento è già elevato o solo sperimentale. Eventualmente sarei interessata a conoscere il nome di strutture convenzionate.Posso avere una indicazione in tal senso? Inoltre, se volessi sapere se la mia malattia è autoimmune, cosa dovrei fare?
L'artrite alle mani inoltre avanza di anno in anno, ed ora accuso uno scatto alle piccole falangi delle dita. Che fare per questo?
Grazie per i suggerimenti che vorrete darmi

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Coli'

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Gentile signora, le patologie che ci riferisce sono distinte nelle loro cure e prognosi, ma comunque non di origine autoimmune. Per quanto riguarda la rizoartrosi, oltre la artrodesi che le hanno proposto esiste anche la possibilità di agire sulle "parti molli" senza intervenire sull'osso (intervento di tenosospensione) e può essere eseguito quando comunque l'artrosi non è troppo avanzata. Se invece ci si trova a stadi di gravità maggiore, è possibile anche eseguire degli interventi con applicazione di piccole protesi (noi usiamo quella di carbonio, conosciuta come "pirodisc") che permettono un ottimo recupero funzionale.
Per quanto concerne invece la sindrome del tunnel carpale, si tratta di intervento molto semplice possibile sia per via endoscopica che "a cielo aperto". Io personalmente utilizzo sempre la seconda perchè assolutamente scevra da rischi neurolesivi e la cicatrice è comunque destinata a non vedersi più nel giro di qualche mese.
Per le dita che scattano, se dovesse accusare dei blocchi in flessione, potrà eseguire in quel caso un minimo intervento di tenolisi per risolvere la situazione.
Si informi per uno specialista in chirurgia della mano nella sua zona, io purtroppo non saprei indirizzarla.
Cordialità
Dr. Giuseppe Colì
Specialista Ortopedico
Malattie metaboliche dell'osso
Responsabile Centro Osteoporosi