37 anni: residuo urinario e collo vescicale ristretto, alternative all’autocateterismo?
Salve,
sono un uomo di 37 anni.
Circa quattro mesi fa, durante un controllo per calcoli renali, l’urologo ha riscontrato un incompleto svuotamento della vescica, con un residuo post-minzionale di circa 100 cc.
Successivamente ho eseguito ulteriori visite e il residuo si è confermato variabile, in genere tra 100 e 200 cc.
Mi ha quindi prescritto una terapia con Urorec (8mg), ma finora non mi è sembrata particolarmente efficace.
Ho effettuato una cistoscopia, che ha evidenziato un collo vescicale ristretto, in assenza di sclerosi.
Mi è stato prescritto un esame urodinamico, ma non sono riuscito a urinare durante l’esame per fattori ambientali.
In seguito, mi è stato prescritto un esame urodinamico invasivo: anche in quel caso non sono riuscito a urinare con il catetere.
Però sono riuscito a svolgere l’esame senza catetere.
L’urologo mi ha spiegato che, in sostanza, le opzioni sono due: intervento chirurgico oppure autocateterismo intermittente.
Riguardo all’intervento, mi ha detto che non c’è la certezza del risultato perché, anche rimuovendo l’ostruzione, la vescica potrebbe non recuperare completamente la forza contrattile.
In generale, lui è molto convinto che la strada migliore sia l’autocateterismo, anche considerando la mia età.
Io però sono molto meno convinto, perché sono molto sensibile al catetere e l’idea di dover effettuare l’autocateterismo più volte al giorno per molti anni mi risulta difficile da accettare.
Per questo vorrei un parere.
Se è il caso di fare una seconda visita urologica per valutare meglio la situazione e le alternative?
Riporto di seguito i risultati della cistoscopia:
Uretra anteriore regolare, con mucosa rosea.
Tratto prostatico ampio, con lievi segni di iperemia.
Collo vescicale ristretto, in assenza di segni di sclerosi.
Vescica con abbondante residuo post-minzionale, buona capacità e mucosa diffusamente rosea.
Assenza di lesioni parietali sospette.
Di seguito anche i risultati dell’esame urodinamico invasivo:
Qmax 7 ml/sec; Qave 4 ml/sec
Volume vuotato 174 ml; RPM 184
First desire 138 ml
Normal desire 181 ml
Strong desire 340 ml
Capacità massima 358 ml
Iperattività: no
Conclusioni riportate nel referto:
Non evidenza di incontinenza urinaria, in un quadro di sensibilità vescicale normorappresentata e di verosimile ostruzione al deflusso, in assenza di contrazioni detrusoriali fasiche e/o punti di fuga alla tosse.
Compliance e capacità cistomanometrica nella norma.
Minzioni non bilanciate.
sono un uomo di 37 anni.
Circa quattro mesi fa, durante un controllo per calcoli renali, l’urologo ha riscontrato un incompleto svuotamento della vescica, con un residuo post-minzionale di circa 100 cc.
Successivamente ho eseguito ulteriori visite e il residuo si è confermato variabile, in genere tra 100 e 200 cc.
Mi ha quindi prescritto una terapia con Urorec (8mg), ma finora non mi è sembrata particolarmente efficace.
Ho effettuato una cistoscopia, che ha evidenziato un collo vescicale ristretto, in assenza di sclerosi.
Mi è stato prescritto un esame urodinamico, ma non sono riuscito a urinare durante l’esame per fattori ambientali.
In seguito, mi è stato prescritto un esame urodinamico invasivo: anche in quel caso non sono riuscito a urinare con il catetere.
Però sono riuscito a svolgere l’esame senza catetere.
L’urologo mi ha spiegato che, in sostanza, le opzioni sono due: intervento chirurgico oppure autocateterismo intermittente.
Riguardo all’intervento, mi ha detto che non c’è la certezza del risultato perché, anche rimuovendo l’ostruzione, la vescica potrebbe non recuperare completamente la forza contrattile.
In generale, lui è molto convinto che la strada migliore sia l’autocateterismo, anche considerando la mia età.
Io però sono molto meno convinto, perché sono molto sensibile al catetere e l’idea di dover effettuare l’autocateterismo più volte al giorno per molti anni mi risulta difficile da accettare.
Per questo vorrei un parere.
Se è il caso di fare una seconda visita urologica per valutare meglio la situazione e le alternative?
Riporto di seguito i risultati della cistoscopia:
Uretra anteriore regolare, con mucosa rosea.
Tratto prostatico ampio, con lievi segni di iperemia.
Collo vescicale ristretto, in assenza di segni di sclerosi.
Vescica con abbondante residuo post-minzionale, buona capacità e mucosa diffusamente rosea.
Assenza di lesioni parietali sospette.
Di seguito anche i risultati dell’esame urodinamico invasivo:
Qmax 7 ml/sec; Qave 4 ml/sec
Volume vuotato 174 ml; RPM 184
First desire 138 ml
Normal desire 181 ml
Strong desire 340 ml
Capacità massima 358 ml
Iperattività: no
Conclusioni riportate nel referto:
Non evidenza di incontinenza urinaria, in un quadro di sensibilità vescicale normorappresentata e di verosimile ostruzione al deflusso, in assenza di contrazioni detrusoriali fasiche e/o punti di fuga alla tosse.
Compliance e capacità cistomanometrica nella norma.
Minzioni non bilanciate.
Noi saremmo più posibilisti sull'opzione operativa, una volta che lei sia avvertito degli effetti collaterali dell'intervento sull'eiaculazione e la fertilità.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Utente
Salve dottore,
sì, l’urologo mi ha spiegato gli effetti dell’operazione. Onestamente per me non è un problema: mi sembra più che sia l’urologo ad avere dubbi, non io. Va bene, quindi chiederò un secondo consulto con un nuovo urologo. Grazie.
sì, l’urologo mi ha spiegato gli effetti dell’operazione. Onestamente per me non è un problema: mi sembra più che sia l’urologo ad avere dubbi, non io. Va bene, quindi chiederò un secondo consulto con un nuovo urologo. Grazie.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 5 visite dal 04/03/2026.
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