Cistite post coitale ricorrente (una volta al mese)
Gentilissimi, vi scrivo in un momento di forte sconforto.
Da oltre un anno non riesco ad avere rapporti senza che, entro 48 ore, compaia urgenza urinaria, talvolta accompagnata da bruciore alla minzione.
Il mio medico mi ha sempre prescritto Monuril senza tuttavia richiedere urinocoltura.
In passato ho avuto altri episodi, ma sempre sporadici (uno o due all'anno), anche quando non ero sessualmente attiva, curati allo stesso modo.
L'ultima volta, prima di assumere nuovamente Monuril prescritto dal medico, ho eseguito (di mia iniziativa) urinocoltura risultata negativa.
Nel giro di 2-3 giorni, senza antibiotico, i sintomi sono scomparsi spontaneamente.
Il medico mi ha consigliato alcuni integratori (Femelle, Enterelle, Serobioma), che sto assumendo.
Anche la ginecologa me ne ha prescritti altri (Uripyr, Seliforte), che sto, anche questi, prendendo regolarmente.
Dopo circa due settimane di relativa calma, in seguito a un rapporto i sintomi si sono ripresentati e al momento mi sento particolarmente scoraggiata.
Questa mattina ho eseguito una nuova urinocoltura e contattato il mio medico, che ha nuovamente prescritto Monuril invitandomi ad assumerlo prima di ricevere i risultati dell'urinocoltura; una volta disponibili, valuteremo la terapia.
La cosa mi lascia perplessa, ma, poiché ne saprà certamente più di me, non mi sento di non seguire le sue indicazioni.
Mi sento comunque frustrata perché ho impressione di ricorrere solo a soluzioni palliative senza affrontare realmente il problema.
La ginecologa, dopo un'ecografia transvaginale che non ha evidenziato anomalie, ha commentato: per le donne è così, devi conviverci.
Aggiungo alcune informazioni che potrebbero essere utili per inquadrare meglio la situazione:
- Il mio compagno ha eseguito un'urinocoltura con esito negativo; abbiamo comunque esclusivamente rapporti protetti, utilizzando profilattici senza lattice;
- utilizziamo un lubrificante a base acquosa, privo di glicerina;
- mantengo un'adeguata igiene e urino sia prima sia dopo i rapporti.
Non ho stitichezza, né intolleranze alimentari.
Seguo una dieta bilanciata;
- assumo regolarmente D-mannosio prima e dopo i rapporti;
- negli ultimi mesi si è instaurato un circolo vizioso di ansia che, nonostante l'uso di abbondante lubrificante, talvolta mi provoca dolore o tensione durante i rapporti; temo che questo possa contribuire a peggiorare la situazione.
Non so più come muovermi.
Sono arrivata a evitare rapporti penetrativi per mesi per paura, e quando li riprendo i sintomi si ripresentano puntualmente.
Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità.
Da oltre un anno non riesco ad avere rapporti senza che, entro 48 ore, compaia urgenza urinaria, talvolta accompagnata da bruciore alla minzione.
Il mio medico mi ha sempre prescritto Monuril senza tuttavia richiedere urinocoltura.
In passato ho avuto altri episodi, ma sempre sporadici (uno o due all'anno), anche quando non ero sessualmente attiva, curati allo stesso modo.
L'ultima volta, prima di assumere nuovamente Monuril prescritto dal medico, ho eseguito (di mia iniziativa) urinocoltura risultata negativa.
Nel giro di 2-3 giorni, senza antibiotico, i sintomi sono scomparsi spontaneamente.
Il medico mi ha consigliato alcuni integratori (Femelle, Enterelle, Serobioma), che sto assumendo.
Anche la ginecologa me ne ha prescritti altri (Uripyr, Seliforte), che sto, anche questi, prendendo regolarmente.
Dopo circa due settimane di relativa calma, in seguito a un rapporto i sintomi si sono ripresentati e al momento mi sento particolarmente scoraggiata.
Questa mattina ho eseguito una nuova urinocoltura e contattato il mio medico, che ha nuovamente prescritto Monuril invitandomi ad assumerlo prima di ricevere i risultati dell'urinocoltura; una volta disponibili, valuteremo la terapia.
La cosa mi lascia perplessa, ma, poiché ne saprà certamente più di me, non mi sento di non seguire le sue indicazioni.
Mi sento comunque frustrata perché ho impressione di ricorrere solo a soluzioni palliative senza affrontare realmente il problema.
La ginecologa, dopo un'ecografia transvaginale che non ha evidenziato anomalie, ha commentato: per le donne è così, devi conviverci.
Aggiungo alcune informazioni che potrebbero essere utili per inquadrare meglio la situazione:
- Il mio compagno ha eseguito un'urinocoltura con esito negativo; abbiamo comunque esclusivamente rapporti protetti, utilizzando profilattici senza lattice;
- utilizziamo un lubrificante a base acquosa, privo di glicerina;
- mantengo un'adeguata igiene e urino sia prima sia dopo i rapporti.
Non ho stitichezza, né intolleranze alimentari.
Seguo una dieta bilanciata;
- assumo regolarmente D-mannosio prima e dopo i rapporti;
- negli ultimi mesi si è instaurato un circolo vizioso di ansia che, nonostante l'uso di abbondante lubrificante, talvolta mi provoca dolore o tensione durante i rapporti; temo che questo possa contribuire a peggiorare la situazione.
Non so più come muovermi.
Sono arrivata a evitare rapporti penetrativi per mesi per paura, e quando li riprendo i sintomi si ripresentano puntualmente.
Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità.
Questi episodi riconoscono quasi in tutti i casi una od entrambe le seguenti cause:
- una alterazione della flora batterica intestinale, con prvalenza di ceppi batterici aggressivi;
- uno squilibrio ormonale che rende la vescica più sensibile, sotto tutti i punti di vista.
In base a quanto ci riferisce, nel suo caso il versante intestinale non parrebbe così sospetto, sebbene talune alterazioni (es. intolleranze almentari) talora non abbiano manifestazioni così evidenti. Il versante - diciamo - ormonale è più difficile da valutae, poiché non esistono indagini specifiche e la collaborazione con il ginecologo non è così efficiente.
Nel suo caso, considerato che le manifestazioni paiono così inesorabili da parecchio tempo, vale certamente la pena che lei si sottoponga alla visita diretta di un nostro Collega, che molto probabilmente definirà un percorso diagnostico che comprende l'ecografia dell'addome ed una valutazione endoscopica ambulatoriale (cistoscopia).
Nell'attesa di ciò, in assenza di febbre ed altre evidenti complicazioni, noi siamo vivacemente contrari alla somministrazione empirica di antibiotici, destinata unicamente a selezionare a livello intestinale batteri sempre più aggressivi.
- una alterazione della flora batterica intestinale, con prvalenza di ceppi batterici aggressivi;
- uno squilibrio ormonale che rende la vescica più sensibile, sotto tutti i punti di vista.
In base a quanto ci riferisce, nel suo caso il versante intestinale non parrebbe così sospetto, sebbene talune alterazioni (es. intolleranze almentari) talora non abbiano manifestazioni così evidenti. Il versante - diciamo - ormonale è più difficile da valutae, poiché non esistono indagini specifiche e la collaborazione con il ginecologo non è così efficiente.
Nel suo caso, considerato che le manifestazioni paiono così inesorabili da parecchio tempo, vale certamente la pena che lei si sottoponga alla visita diretta di un nostro Collega, che molto probabilmente definirà un percorso diagnostico che comprende l'ecografia dell'addome ed una valutazione endoscopica ambulatoriale (cistoscopia).
Nell'attesa di ciò, in assenza di febbre ed altre evidenti complicazioni, noi siamo vivacemente contrari alla somministrazione empirica di antibiotici, destinata unicamente a selezionare a livello intestinale batteri sempre più aggressivi.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Utente
Buonasera dottore, e grazie per la cortese risposta.
Le confesso che anche io, pur nella mia ignoranza, sono interdetta dall'indicazione di prendere l'antibiotico, ma allo stesso tempo non me la sento di deviare dalle indicazioni del mio medico curante...
A suo parere, contestualmente alla visita urologica, può avere senso sottopormi ad una valutazione del pavimento pelvico?
Le confesso che anche io, pur nella mia ignoranza, sono interdetta dall'indicazione di prendere l'antibiotico, ma allo stesso tempo non me la sento di deviare dalle indicazioni del mio medico curante...
A suo parere, contestualmente alla visita urologica, può avere senso sottopormi ad una valutazione del pavimento pelvico?
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 58 visite dal 24/04/2026.
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