Terazozina aumentata: effetti collaterali e ritorno al dosaggio
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
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la terazosina e' un farmaco "storico" come scelta di un alfa1 bloccante per la terapia dell'ipertrofia prostatica. Attualmente sono molto piu' utilizzati alfuzosina e silodosina.
L'azione di questa classe di farmaci e' principalmente quella di fare rilasciare la muscolatura liscia del collo vescicale uretra prostatica e favorire uno svuotamento vescicale meno sotto sforzo da parte della vescica riducendo anche il residuo postminzionale.
L'efficacia di questi farmaci dipende molto dalle dimensioni della prostata. Se l'adenoma prostatica e' significativamente aumentato causando quindi una ostruzione meccanica allo svuotamento vescicale, questi farmaci diventano meno efficaci nel loro intento.
La presenza di un residuo postminzionale significativo superiore a 100 cc e' un dato importante a dimostrare una sofferenza funzionale rilevante da parte della muscolatura vescicale, che nel tempo tendera' a peggiorare portando a residui sempre maggiori fino a casi estremi di blocco urinario. E' quindi un dato da valutare periodicamente insieme ai parametri della uroflussometria. E se rimane elevato nonostante la terapia con alfa1 bloccante, vuol dire che l'ingrandimento della prostata e' tale da richiedere un intervento disostruttivo prima che il danno funzionale vescicale diventi irreversibile.
Relativamente alla scelta dell'alfa1 bloccante, non ci sono dati che dimostrino un reale vantaggio di un tipo sull'altro in termini di efficacia, anche se ogni urologo ha per esperienza personale una preferenza per una molecola verso altra.
Cambiano invece gli effetti collaterali e spesso la scelta si indirizza in base a questo dato e non a quello dell'efficacia.
Alfuzosina, doxazosina, terazosina hanno come effetto collaterale principale l'ipotensione arteriosa e quindi possibili vertigini, cefalee. E' un effetto collaterale importante e se si presenta come nel suo caso, la terapia va interrotta senza insistere per non avere conseguenze piu' importanti. Se assume antiipertensivi si puo' chiedere al prorpio cardiologo la possibilita' di ridurre il dosaggio dell'antiipertensivo per bilanciare l'effetto collaterale ipotensivo.
Il dosaggio di questi farmaci e' standard e manipolazioni di dosaggio al di fuori di quello raccomandato sono sconsigliabili.
Silodosina e tamsulosina invece hanno molto meno effetto ipotensivo ma la presenza di una riduzione o perdita totale dell'eiaculazione.
Quindi, in caso di intolleranza alla terazosina per eccessiva ipotensione arteriosa, e' sconsigliabile manipolare la dose o passare ad alfuzosina o doxazosina. La possibilita' e passare a silodosina se si accetta la possibilita' di perdere o ridurre significativamente l'eiaculazione.
Alternative ulteriori non ci sono, gli estratti vegetali o peggio gli integratori non agiscono sull'ipertrofia prostatica e non danno vantaggi sullo svuotamento vescicale. Hanno solo una moderata azione antiinfiammatoria e non altro.
Ripeto, se gli indici uroflussometrici sono ridotti ed il residuo postminzionale e' significativo , e' consigliabile correggere questi dati prima che il danno funzionale vescicale sia importante e non recuperabile.
Buona giornata
Prof Alessandro Sciarra
Professore Prima Fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Universita' Sapienza di Roma
https://alessandrosciarra.it
Prof. Alessandro Sciarra
Prof I fascia Universita' Sapienza di Roma
Specialista in Urologia-Chirurgia Robotica
alessandro.sciarra@uniroma1.it
Paolo Piana
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D’ogni modo, l’ipotensione è un frequente effetto collaterale, se si manifesta in modo fastidioso non è il caso di insistere, o si sospende o si sostituisce con un farmaco diverso.
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