Flusso urinario debole e diminuzione quantità di sperma e consistenza densa
Salve, sono un uomo di 34 anni e da diversi mesi che ho un flusso urinario debole, per il quale faccio pressione per farlo uscire, sentendo più spesso la sensazione di urinare, più volte anche di notte.
Non ho problemi di erezione.
Sono andato da due urologi diversi (ho sperato il problema potesse essere legato al mio bere poca acqua, ma anche con una giusta quantità quotidiana, il flusso è rimasto debole, a volte più consistente, altre minimo).
Il primo urologo mi ha visitato e ha constatato un'infiammazione della prostata, spiegando la causa delle fitte che avevo tra ano e testicoli.
Mi ha dato esami da fare che elenco di seguito:
- ecocolordoppler testicolare (didimi e epididimi regolari, no varicocele, no idrocele);
- ecografia addome completo (reni nella norma, no dilatazione, vescica pareti regolari e contenuto finemente disomogeneo per la presenza di sedimento, prostata 16 ml, rpm 70 ml);
- urinocoltura negativa;
- uroflussometria (Qmax 7.2 ml/s, curva di flusso appiattita).
Visti gli esami mi ha dato Xatral 10mg, che ho dovuto interrompere subito, poiché sono stato malissimo e per giorni a letto.
Inoltre, mi ha detto di fare un'uretrocistoscopia flessibile.
Io sono terrorizzato da tutto ciò che è legato ad aghi, interventi, ospedali ecc, così ho deciso di rivolgermi a un altro specialista per un secondo parere.
Il secondo urologo non mi ha visitato e ha letto velocemente i referti, concordando con la necessità di cistoscopia e mi ha dato Asacol 500 mg supp per l'infiammazione alla prostata e le fitte.
Continuando a bere la situazione non è cambiata tanto.
Inoltre, è sopraggiunta un'altra problematica che non c'era quando prima: la quantità di sperma durante l'eiaculazione si è ridotta e ora lo sperma ha una consistenza densa.
Prima, invece, durante l'eiaculazione la quantità era considerevole e la consistenza era più liquida.
Resta la sensazione di una eiaculazione incompleta, con qualcosa che non è uscito del tutto, come con l'urina.
Inoltre, ho letto che anche lo stress eccessivo può causare una contrazione della muscolatura addominale, vescica compresa, e causare problematiche di questo tipo.
Nel mio caso ho avuto un lungo periodo di depressione, ancora in corso, con somministrazione di Cipralex e Xanax, da poco interrotti per mia scelta.
Mi è stato detto che questi medicinali possono avere effetti negativi su altre funzioni corporee.
Non so se sia questo il caso.
I due urologi erano scettici, ma conoscendo il mio corpo so che negli anni ha somatizzato in tanti modi diversi (gastrite e colite croniche, emicranie, dermatiti ect).
Vorrei sapere cosa mi sta succedendo e se posso intervenire senza opzioni chirurgiche ed esami invasivi.
Magari con qualche metodologia sperimentale alternativa o anche un'ipotesi diversa sulla diagnosi.
Sono molto angosciato all'idea di dover fare anche solo la cistoscopia e un eventuale intervento chirurgico.
Chiedo scusa per la lunghezza della richiesta e ringrazio chi vorrà rispondere.
Non ho problemi di erezione.
Sono andato da due urologi diversi (ho sperato il problema potesse essere legato al mio bere poca acqua, ma anche con una giusta quantità quotidiana, il flusso è rimasto debole, a volte più consistente, altre minimo).
Il primo urologo mi ha visitato e ha constatato un'infiammazione della prostata, spiegando la causa delle fitte che avevo tra ano e testicoli.
Mi ha dato esami da fare che elenco di seguito:
- ecocolordoppler testicolare (didimi e epididimi regolari, no varicocele, no idrocele);
- ecografia addome completo (reni nella norma, no dilatazione, vescica pareti regolari e contenuto finemente disomogeneo per la presenza di sedimento, prostata 16 ml, rpm 70 ml);
- urinocoltura negativa;
- uroflussometria (Qmax 7.2 ml/s, curva di flusso appiattita).
Visti gli esami mi ha dato Xatral 10mg, che ho dovuto interrompere subito, poiché sono stato malissimo e per giorni a letto.
Inoltre, mi ha detto di fare un'uretrocistoscopia flessibile.
Io sono terrorizzato da tutto ciò che è legato ad aghi, interventi, ospedali ecc, così ho deciso di rivolgermi a un altro specialista per un secondo parere.
Il secondo urologo non mi ha visitato e ha letto velocemente i referti, concordando con la necessità di cistoscopia e mi ha dato Asacol 500 mg supp per l'infiammazione alla prostata e le fitte.
Continuando a bere la situazione non è cambiata tanto.
Inoltre, è sopraggiunta un'altra problematica che non c'era quando prima: la quantità di sperma durante l'eiaculazione si è ridotta e ora lo sperma ha una consistenza densa.
Prima, invece, durante l'eiaculazione la quantità era considerevole e la consistenza era più liquida.
Resta la sensazione di una eiaculazione incompleta, con qualcosa che non è uscito del tutto, come con l'urina.
Inoltre, ho letto che anche lo stress eccessivo può causare una contrazione della muscolatura addominale, vescica compresa, e causare problematiche di questo tipo.
Nel mio caso ho avuto un lungo periodo di depressione, ancora in corso, con somministrazione di Cipralex e Xanax, da poco interrotti per mia scelta.
Mi è stato detto che questi medicinali possono avere effetti negativi su altre funzioni corporee.
Non so se sia questo il caso.
I due urologi erano scettici, ma conoscendo il mio corpo so che negli anni ha somatizzato in tanti modi diversi (gastrite e colite croniche, emicranie, dermatiti ect).
Vorrei sapere cosa mi sta succedendo e se posso intervenire senza opzioni chirurgiche ed esami invasivi.
Magari con qualche metodologia sperimentale alternativa o anche un'ipotesi diversa sulla diagnosi.
Sono molto angosciato all'idea di dover fare anche solo la cistoscopia e un eventuale intervento chirurgico.
Chiedo scusa per la lunghezza della richiesta e ringrazio chi vorrà rispondere.
Il sospetto più concreto in base alla sua età ed il complesso dei suoi disturbi e che lei possa avere un difetto congenito del collo della vescica, ristretto o meno elastico (stènosi/sclèrosi) che deve essere necessariamente accertato con una valutazione endoscopica (uretro-cistoscooia). Questo esame viene oggigiorno ordinariamente eseguito con uno strumento flessibile, in ambiente ambulatoriale ed in semplice anestesia da contatto con una invasività modesta ed acdettabile da buona parte degli individui. In particolari condizioni, l’esame può ovviamente essere eseguito anche in sedazione, anche se questo in genere ne complica un po’ gli aspetti organizzativi (necessità dell’anestesista), allungando i tempi d’attesa. Soprattutto il flusso urinario decisamente patologico depone per questa diagnosi. Vi sono altre possibilità meno probabili (prostatite? restringimento dell’uretra?) ma in ogni caso la diagnosi differenziale endoscopica è indispensabile. Certamente la terapia psico-farmacologica potrebbe essere stata una causa, almeno parziale, ma con la sua sospensione lei avrebbe dovuto notare un deciso miglioramento, cosa che non è avvenuta.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 05/06/2026.
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