Data: 26.05.12 26.05.12

Sede: Lyceum srl, Centro per la Clinica e la Formazione, Piazza Almici n° 23, Brescia (BRESCIA - BS)

Crediti ECM: 8

Presentazione:
comportamenti aggressivi sono aspetti di estremo rilievo nella pratica clinica psicologa e psichiatrica. Idealmente, le terapie psicologiche e psichiatriche dovrebbero prevedere, oltre al trattamento dell'aggressività già espressa, anche la prevenzione delle recidive aggressive e dell'aggressività patologica. Infatti, al pari delle altre complicazioni acute, gli atti aggressivi, al di là del danno prodotto nell'immediato, riducono il potenziale riabilitativo della persona, allontanano le figure di riferimento e introducono ostacoli concreti quali la carcerazione o i traumi fisici e psichici dello stesso aggressore a seguito delle reazioni degli altri.

Esistono importanti conoscenze di neuroanatomia e neurofisiologia che possono fondare un approccio scientifico e quindi una prevenzione ragionata dei comportamenti aggressivi in base al tipo di diagnosi all'interno della quale si manifestano, più che come aspetto generico. Saranno quindi distinte le componenti ideative, istintuali e psicomotorie dei vari comportamenti aggressivi. Il limite tra aggressività fisiologica (sintonica e caratteriale) e patologica (indesiderata o in soggetto non in grado di intendere e volere) è invece cruciale per pianificare l'intervento e porre la prevenzione dell'aggressività al centro di un trattamento.

Un fattore socialmente importante, spesso evidente in ambito legale, è l'aggressività legata all'uso di sostanze, dai quadri classici indotti da alcol, cocaina e cannabis, a quelli sottovalutati correlati all’utilizzo cronico di ansiolitici. Saranno inoltre presentati quadri non corrispondenti ad una singola diagnosi ma a presentazioni cliniche di recente definizione, quali l'aggressività di gruppo e quella legata allo stalking.

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