Influenza K sempre più in pressing: le 3 regioni più colpite e perché è peggio delle altre varianti
Si diffonde sempre più in fretta e colpisce migliaia di persone: è l'influenza più grave.
Da qualche anno a questa parte sembra non esserci pace con le malattie, comprese quelle che un tempo si chiamavano semplici “febbri stagionali”. Questo vale anche per l’influenza stagionale di quest’anno meglio nota come Influenza K che ha dei sintomi davvero molto subdoli e persistenti, che spesso spingono le persone che la contraggono a letto anche per tre settimane. E la sua diffusione non fa che aumentare.
Descritta dai medici come un’influenza molto più potente e persistente del solito, la K è causata dal Virus A/H3N2 che si diffonde con enorme facilità per via aerea approfittando dei tanti vettori e veicoli di contagio che si trovano nelle grandi città. I sintomi non sono poi così differenti da quelli della classica influenza ma, come affermato da molti esperti, tendono a durare di più e a colpire con maggiore intensità. Tosse, febbre e anche dei fastidiosi dolori muscolari e a gola e mucose sono quelli più riscontrati dai tanti contagiati in Italia.
Spesso i medici consigliano alle persone più fragili - immunodepressi, anziani, persone che soffrono di altre condizioni mediche preesistenti - di vaccinarsi o, se sono impossibilitati, di tenersi a distanza dai vettori di contagio e recarsi subito dal dottore alla comparsa dei primi sintomi. Solo che sembra davvero impossibile tenere sotto controllo quella che è diventata a tutti gli effetti una vera epidemia.
L’influenza K colpisce anche dopo dicembre
Secondo le rivelazioni degli esperti che monitorano i casi - arrivati a superare la quota 800.000 in tutta Italia - il picco deve ancora arrivare e non è stato estinto con l’inverno appena terminato; le Regioni più colpite sono Campania - quasi 21 casi per 1.000 persone - seguita da Sicilia con 19 casi e le Marche con 18,52, queste percentuali classificano a mani basse i tre territori come i più colpiti da questa influenza particolarmente odiosa e intensa.
Bambini e anziani over 60 sono le categorie più colpite, quest’ultima anche dai sintomi più gravi che, a dicembre, hanno fatto registrare ben 2.200 ricoveri per gravi polmoniti derivate da questa malattia. Per fortuna a differenza di quanto avvenuto in periodo di Coronavirus sembra che il SSN stia reggendo la botta e non ci sono, al momento, rischi imminenti di collasso del sistema sanitario o ospedali sovraffollati, incluso il Cardarelli di Napoli in cui i ricoveri sono saliti del 30% rispetto al solito.

Chiaramente con alcune precauzioni è possibile ridurre i rischi di contagio. Uscire in luoghi affollati solo se strettamente necessario, lavarsi molto spesso le mani. E se ciò non bastasse a farvi sentire tranquilli, potete sempre tirare fuori le mascherine usate cinque anni fa per la pandemia, se non vi rievocano un ricordo troppo terrificante per farlo.
19.01.2026 - di Manfredi Falcetta, Dottore in Scienze Motorie