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Hai sempre freddo? Attenzione, è un sintomo insospettabile: cosa devi sapere

Quando il termometro segna 20 gradi ma il tuo corpo continua a tremare: un segnale da non ignorare

Capita a tutti, almeno una volta, di sentirsi particolarmente infreddoliti. Ma cosa succede quando questa sensazione diventa una costante quotidiana? Quando anche in ambienti riscaldati si avverte un freddo persistente che non trova giustificazione nelle condizioni climatiche circostanti? Non si tratta di una semplice impressione: esiste una condizione specifica che gli specialisti definiscono ipersensibilità al freddo.

Molte persone convivono con questa particolare sensibilità senza darle troppo peso, attribuendola a una propria caratteristica costituzionale. In effetti, nella maggioranza dei casi si tratta proprio di una minore tolleranza personale alle temperature basse, una peculiarità individuale che non rappresenta un pericolo per la salute. Tuttavia, quando il fenomeno si manifesta con continuità e intensità, potrebbe meritare un approfondimento più attento.

La questione diventa rilevante soprattutto quando a questa sensazione si accompagnano altri segnali che il corpo ci invia.

 Le radici mediche di una sensazione comune

Diverse condizioni di salute possono manifestarsi proprio attraverso un'accentuata percezione del freddo. Tra queste spicca l'anemia, un disturbo caratterizzato da una riduzione dei globuli rossi e dell'emoglobina nel sangue. Quando questi elementi scarseggiano, i tessuti ricevono meno ossigeno del necessario, e il corpo reagisce con una sensazione di freddo diffuso. Spesso questo quadro si completa con pallore cutaneo e affaticamento marcato. Le origini dell'anemia possono essere molteplici: predisposizione familiare, carenza di ferro o vitamina B12 nella dieta, oppure particolari condizioni ambientali.

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Un'altra causa frequente risiede nelle difficoltà circolatorie. Quando il sangue fatica a raggiungere le zone periferiche del corpo, mani e piedi restano costantemente freddi. Anche il sistema endocrino gioca un ruolo determinante nella regolazione termica. L'ipotiroidismo, ovvero il funzionamento rallentato della tiroide, riduce la produzione di ormoni essenziali per il metabolismo e il controllo della temperatura corporea. Analogamente, alterazioni dell'ipofisi - una ghiandola cerebrale di dimensioni ridotte ma di grande importanza - o dell'ipotalamo, centro di comando per numerose funzioni vitali, possono generare una percezione alterata del calore ambientale.

Esistono però situazioni in cui la sensazione di freddo rappresenta uno dei tanti sintomi di quadri clinici complessi. La fibromialgia per esempio,  disturbo che interessa prevalentemente la popolazione femminile, si manifesta con dolori muscolari diffusi, spossatezza cronica, difficoltà nel sonno e, appunto, scarsa tolleranza alle basse temperature.

Non vanno trascurate neppure cause apparentemente più semplici ma comunque significative: stati infettivi, quando l'organismo alza le sue difese innalzando la temperatura interna (febbre) provocano brividi e freddo. Periodi di stress intenso, scarso riposo notturno o affaticamento psicofisico abbassano la soglia di tolleranza termica. Anche una condizione di eccessiva magrezza, dovuta a disturbi alimentari, malassorbimento intestinale o alimentazione inadeguata, priva il corpo di quello strato adiposo che normalmente funge da isolante naturale.

Sebbene avvertire freddo durante episodi febbrili o in ambienti effettivamente rigidi sia del tutto normale, esistono situazioni che richiedono valutazione medica, come quando alla sensibilità al freddo si affiancano altri segnali, è opportuno consultare uno specialista. Tra i sintomi da monitorare figurano: colorito pallido persistente, cute particolarmente secca, stanchezza sproporzionata rispetto all'attività svolta, cefalea ricorrente, difficoltà nella concentrazione.

Quando la sensibilità al freddo dipende da una patologia specifica, il trattamento segue naturalmente le indicazioni diagnostiche. Tuttavia, esistono accorgimenti pratici utili a mitigare il disagio in ogni circostanza. Proteggere adeguatamente testa, mani e piedi durante l'esposizione a temperature esterne rigide costituisce la prima linea di difesa. La scelta di un'alimentazione bilanciata, che garantisca il corretto apporto di tutti i macronutrienti - carboidrati, proteine, grassi - insieme a vitamine e minerali, supporta l'organismo nel mantenimento della temperatura corporea.


05.02.2026 - di Angela Marrelli, Giornalista Pubblicista