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Donazione del sangue

La donazione di sangue

Il costante aumento dell’impiego di sangue ed emoderivati per finalità terapeutiche determina una crescente richiesta di sangue, ma il numero dei donatori è diminuito dopo il Covid-19: perché è importante donare e come funziona la donazione del sangue?

Dr. Michele Moretti Data pubblicazione: 23 giugno 2010 Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2022

Il 14 giugno ricorre la Giornata mondiale del donatore di sangue, istituita a partire dal 2005 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull'importanza del gesto di generosità rappresentato dalla donazione del sangue.

I dati sulla donazione del sangue

Secondo i dati divulgati dal Centro Nazionale Sangue, dopo un calo delle donazioni avvenute nel 2020 a causa della pandemia, in Italia nel 2021 il numero dei donatori è stato di 1.653.268, un numero in crescita, ma comunque inferiore rispetto a quelli che si registravano prima del Covid-19.

Nel 2021 i nuovi donatori sono stati 267.949 e si continua a registrare, a causa dell'invecchiamento della popolazione, il ricambio generazionale con un costante calo dei donatori nella fascia d'età tra i 18 e i 45 anni: i donatori giovani (18-35 anni) sono stati 491.098 di cui 125.698 nuovi. Le campagne di sensibilizzazione delle istituzioni e delle associazioni di volontariato sono mirate a raggiungere questa fascia di età focalizzando l'attenzione sull'importanza del gesto che, in Italia, regala possibilità di vita a circa 1.800 persone ogni giorno.

Perché dovrei donare il mio sangue?

Nei nostri Ospedali si osserva un costante aumento dell’impiego di sangue ed emoderivati per finalità terapeutiche, da questo una crescente richiesta di sangue.

Non esistono preparati farmacologici in grado di vicariare le caratteristiche del nostro sangue, pertanto la donazione di sangue è l’unica modalità con cui si può garantire il funzionamento di tutte quelle strutture sanitarie (ospedali, cliniche ecc) che ne hanno necessità.

Perché donare il sangue

La donazione del sangue

Nessuno è obbligato a diventare donatore e non tutti possono donare, ma chi ha i requisiti per poterlo fare è invitato quantomeno ad informarsi e valutare la possibilità di compiere un atto di grande generosità e solidarietà.

La donazione del sangue in Italia è un atto volontario non retribuito; il donatore può usufruire di una giornata di riposo retribuito dal lavoro.

Come si diventa donatori di sangue?

Al compimento dei 18 anni chi desidera diventare donatore di sangue può rivolgersi al centro trasfusionale del proprio Ospedale oppure presso una sede delle associazioni di volontariato coinvolte nell’attività di raccolta (es. AVIS, FIDAS).

In un primo momento viene effettuata una batteria di esami ematici per valutare l’idoneità del potenziale donatore, tale valutazione è completata da un questionario anamnestico e da un colloquio con il medico prelevatore, seguirà una visita medica per la valutazione delle condizioni generali.

Le analisi del sangue, del tutto gratuite, servono anche alla persona interessata come controllo periodico; non mi dilungo in un inutile elenco sulle varie particolari condizioni che possono rendere non idoneo il potenziale donatore, ma ricordo unicamente il requisito del peso corporeo: deve essere uguale o maggiore a 50 Kg.

Come si svolge la donazione di sangue?

La donazione di sangue è una procedura semplice, simile ad un comune prelievo di sangue.

Il donatore viene fatto accomodare su una poltrona reclinabile o su un lettino, il medico, o l’infermiere ricevendo disposizioni dal medico, provvede al posizionamento dell’ago in vena ed avvia la raccolta.

Come funziona la donazione del sangue

Come funziona la donazione del sangue

L’ago utilizzato è direttamente connesso alla sacca di raccolta, tutta l’unità di raccolta (sacca, raccordi ed ago) proviene da una confezione singola e sterile che viene aperta e predisposta con i dati del donatore immediatamente prima di procedere al prelievo.

La donazione dura mediamente 7-10 minuti.

Quanto sangue viene prelevato in una donazione?

La quantità è di 450 g +/- 10%.
Tale quantità è uguale per tutti indipendentemente dall’età, dal sesso e dal peso corporeo purchè questo sia superiore ai 50 Kg.

La quantità prelevata è fissa perchè è necessario che una volta completate tutte le fasi di lavorazione della sacca di sangue questa possa essere considerata come 1 Unità: ossia rispondente a delle caratteristiche prefissate e standardizzate ed in modo tale che tutte le sacche siano considerabili equivalenti dal punto di vista dalla loro composizione e contenuto nel momento in cui vengono utilizzate per la trasfusione ad un malato.

Ogni quanto tempo si può donare il sangue?

Gli uomini possono donare il sangue intero ogni 90 giorni.

Le donne in età fertile possono donare il sangue intero al massimo 2 volte all'anno con un intervello minimo tra due donazioni di 90 giorni (es. fatta una donazione il 1 gennaio 2010, una seconda il 10 aprile 2010 - intervallo di oltre 90 giorni - la donatrice non potrà comunque donare nuovamente prima del 1 gennaio 2011); per semplicità spesso viene loro proposto un intevallo di 180 giorni. Al raggiungimento della menopausa la donatrice può donare sangue intero ogni 90 giorni.

Tali periodi di tempo indicano l’intervallo minimo che deve trascorere tra due donazioni, nulla vieta ai donatori di far trascorrere tempi maggiori.

Donando il sangue si corrono rischi di contaminazione di qualche tipo?

No. Il personale che provvede al prelievo (medico ed infermiere) è appositamente addestrato per l’attività in questione ed il materiale utilizzato è tutto monouso.

Donazione di plasma e piastrine

Mi è stato detto che non posso donare sangue intero, ma che potrei fare la plasmaferesi o la donazione di piastrine, di cosa si tratta?

La plasmaferesi e la piastrinoaferesi sono modalità di prelievo del sangue che consentono di separare la parte corpuscolata (globuli rossi ed altri elementi cellulari) dal plasma e dalle piastrine, trattenendo solo questi ultimi e reinfondendo al donatore la parte cellulare diluita in una adeguata soluzione fisiologica.

Essendo reinfusa la quota di globuli rossi tale procedura risulta più facilmente tollerabile dal donatore, anche qualora siano presenti valori di emoglobina lievemente inferiori alla norma e che non consentono di procedere alla donazione di sangue intero.

Il plasma e le piastrine che vengono raccolti rappresentano importanti ed insostituibili fonti di emoderivati ampiamente usati nel trattamento di varie patologie. Anche nello svolgimento di queste procedure di raccolta vengono ovviamente impiegati unicamente materiali monouso completamente sicuri per il donatore.

Ringrazio il Dr. Arduino Baraldi per il contributo alla stesura dell’articolo.

Fonti:

Autore

mmoretti
Dr. Michele Moretti Medico fisiatra

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2001 presso Università degli Studi di Genova.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Savona tesserino n° 2763.

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