contraccezione

Quello che le donne devono sapere sulla contraccezione d'emergenza

Dr. Nicola BlasiData pubblicazione: 08 maggio 2021

Inizio con un chiarimento importante: la contraccezione di emergenza non va confusa con la pillola abortiva (RU486) per due motivi, il primo che la RU 486 non è in vendita nelle farmacie, è una pratica soltanto ospedaliera, il secondo che la contraccezione di emergenza non interrompe una gravidanza, ma la previene.

Caratteristiche delle pillole per la contraccezione d'emergenza

Le denominazioni che hanno i due farmaci usati per la contraccezione d'emergenza orale autorizzati in Italia, ovvero "pillola dei cinque giorni dopo ", per ulipristal acetato (UPA), e "pillola del giorno dopo", per levonorgestrel (LNG) potrebbero trarre in inganno e far pensare che i due farmaci possano avere la stessa efficacia se assunti nell'arco, rispettivamente, di 120 o 72 ore da un rapporto sessuale non protetto per varie cause. In realtà entrambi i farmaci devono essere assunti il prima possibile, per essere in grado di ritardare l'ovulazione nel modo più efficace.

L'equivoco potrebbe nascere dal fatto che ulipristal acetato (ellaone, evante, ect..) e levonorgestrel (norlevo) hanno una diversa efficacia. Quando somministrato nel corso della fase follicolare avanzata, in prossimità del picco di LH e dell'ovulazione:

  • UPA (pillola dei 5 giorni dopo) è in grado di ritardare l'ovulazione per almeno 5 giorni nel 59% dei cicli
  • mentre LNG (pillola del giorno dopo) non è diverso dal placebo nell'inibire la rottura del follicolo (ovulazione) in questa fase avanzata del ciclo ovarico.

E il tempo medio che intercorre tra il trattamento e la rottura del follicolo è di sei giorni, con ulipristal acetato, rispetto a due giorni, con levonorgestrel.

Ma dal momento che l'ovulazione è un fenomeno imprevedibile, anche nelle donne con cicli regolari, è difficile prevedere quando la donna è più a rischio di andare incontro a una gravidanza indesiderata dopo un rapporto non protetto e per questo è importante assumere la contraccezione d'emergenza orale il prima possibile. Anche perchè, nessuno dei due trattamenti è efficace quando somministrato il giorno del picco di ormone luteinizzaznte, che porta all'ovulazione.

Il profilo di sicurezza dell'UPA è sovrapponibile a LNG, con eventi avversi principalmente lievi.

Qual è l'efficacia dei metodi contraccettivi d'emergenza?

Per quel che riguarda l'efficacia, GLASIER e coll., ha evidenziato che UPA è in grado di dimezzare, all'incirca, il rischio di andare incontro a una gravidanza indesiderata rispetto a LNG entro 120 ore da un rapporto non protetto,

Questi risultati hanno portato, quindi, i ricercatori a raccomandare ai professionisti sanitari, che potrebbero essere tentati di prescrivere Ulipristal acetato (UPA) solo alle donne che si presentano dopo 72 ore dal rapporto sessuale non protetto e a quelle a maggior rischio di gravidanza, di fornire sempre, invece, ulipristal acetato, il metodo più efficace, anche perché le donne potrebbero non essere sicure del momento del ciclo mestruale in cui hanno avuto il rapporto non protetto.

 

Fonte:

GLASIER A. Lancet 2010 e BRACHE V. Contraception 2013

Autore

blasinicola
Dr. Nicola Blasi Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso Università di BARI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Bari tesserino n° 4485.

2 commenti

#1
Utente 629XXX
Utente 629XXX

Salve, le scrivo perché avrei bisogno di un'informazione..
il 10 di maggio mi sono sottoposta ad raschiamento volontario ed ero di 9 settimane. Mi hanno detto che potevo avere rapporti dopo che le perdite finivano. Ho avuto un rapporto protetto con il mio fidanzato, però si è rotto il preservativo, quindi ho assunto dopo 3 ore una pillola (Ellaone) del giorno dopo. È vero che dopo due settimane da un raschiamento si potrebbe rimanere ancora incinta?

#2
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Ipoteticamente potrebbe ripartire la ovulazione, e quindi ,seppur minimo , il rischio esiste

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